215 kg di pesce e un bel tuffo nel passato L'apertura della festa del buon pescato ha colpito nel segno, tra storia e proiezioni c'è già chi la vorrebbe come appuntamento annuale

<span class="entry-title-primary">215 kg di pesce e un bel tuffo nel passato</span> <span class="entry-subtitle">L'apertura della festa del buon pescato ha colpito nel segno, tra storia e proiezioni c'è già chi la vorrebbe come appuntamento annuale</span>

di Isabella Puca

photogallery Enzo Rando

ISCHIA – Nonostante la macchina organizzativa si sia mossa in breve tempo, l’apertura della festa del buon pescato è stato un successo. A dirlo, non siamo di certo noi, ma chi era lì, tra turisti e ischitani, e che fino a tarda sera ha affollato la riva destra passeggiando o intrattenendosi in uno dei tanti locali che, così affollati, non sono mai stati. Suggestivo il momento della pesca del Re accompagnato dal suono della tofa e dai tanti pescherecci guidati da ischitani che sono stati al gioco con piacere, vestendosi con abiti d’epoca. Il porto al tramonto, completamente sgombro da navi e aliscafi era uno spettacolo della natura, peccato per la sporcizia che affiorava sull’acqua e per quell’aliscafo Caremar che ha fatto il suo ingresso ridestando dal sogno chi credeva di essere tornato, davvero, indietro nel tempo. Nemmeno il tempo del tramonto che Piazza Antica Reggia era già colma di persone in fila per assaggiare il pescato del Re cucinato dai tanti chef e adagiato in “cuoppi” di carta. 215 kg di pesce tra lampuche, calamaretti, alici e gamberetti e un tripudio di frittura accompagnata da un bicchiere di vino bianco. Al gioco ci sono stati anche i ristoratori della riva destra, vestendosi in abiti d’epoca e offrendo, oltre al solito menù, quello borbonico; anche qui fritturine a base di pesce e vino bianco. Dopo un momento musicale che ha visto il soprano Nunzia Ferrandino accompagnata dal maestro Luca Iacono esibirsi in canti napoletani in piazza Antica Reggia, l’attenzione si è spostata sui palazzi della Riva destra dove è stato proiettato il documentario di Michelangelo Messina “Uomini, tonnare e delfini” e alcune proiezioni 3D relative alla nascita del Porto. Uno spettacolo davvero suggestivo quello delle proiezioni che ha visto tutti con il naso all’insù. E con il naso all’insù si è rimasti anche per il meraviglioso spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Santa Chiara. Più di dieci minuti di fuochi tra il cielo e il mare del porto accompagnati da musiche contemporanee, dai Queen ai Pink Floyd, e dall’applauso entusiasta dalla gente che ha vissuto una serata davvero magica.«Siamo contenti di com’è andata – ci ha detto all’indomani dell’apertura dei festeggiamenti Michelangelo Messina – certo il tutto è stato organizzato in poco tempo, c’è stata qualche falla ma la gente era contenta e noi con loro. Doveroso qualche ringraziamento artistico a Giuliana Tosone per i vestiti, a Ettore Guarraccino per le scenografie, ai pescatori di Ischia, abili rematori, all’Associazione Largo dei Naviganti, ad Alberto senatore per la barca borbonica, a Rosario Sgambati e ai cuochi isolani, ad Antonio Mazzella per i vini e alle signore della Parrocchia di S. Maria Assunta nel santuario diocesano di S. Giovan Giuseppe della Croce». La festa del buon pescato continua con la mostra documentaria “Pe terre assaje luntane” fino a domenica 13 alla Torre del Molino alla Mandra e con “Un mare di parole” prosa e musica al Museo del Mare con Roberto Scotto Pagliara che, accompagnato dal maestro Carmine Pacera declamerà le più belle poesie sui pescatori e sul mare.

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