Ischia e le sue turbolenze, se è davvero frutto del caso

Ischia e le sue turbolenze, se è davvero frutto del caso

DI GAETANO FERRANDINO

Ne sono successe tante, pure troppe. E’ come se all’improvviso la politica ischitana abbia deciso di recuperare il tempo perduto, dopo che di fatto l’unica emozione degli ultimi mesi (e mesi, e mesi…) al netto del rimpasto di giunta – che per quanto atteso definirlo tale avrebbe quasi del farsesco – ha regalato ben poco, a parte l’approvazione di un bilancio con l’astensione degli ormai ex scissionisti di Vivere Ischia. Poi però negli ultimi tempi la situazione ha preso una piega particolare, decisamente particolare. Quasi per incanto, una serie di tasselli si sono rimessi al loro posto ma invece di rilassare gli animi e blindare la maggioranza a quanto pare hanno decisamente surriscaldato attori e comparse. Numeri alla mano, potrebbe sembrare un qualcosa di inspiegabile, ma capirete a breve che così non è.

 

Proviamo a mettere ordine in un mosaico pieno di intricati tasselli. Pasquale Balestrieri, Carmen Criscuolo, Maurizio De Luise e Massimo Trofa tornano in maggioranza, con un documento che manifesta l’assoluta e incondizionata fiducia e fedeltà in Enzo Ferrandino. Ottorino Mattera, presidente del consiglio comunale e non certo l’ultimo arrivato, non la prende affatto bene, lasciando intendere di rappresentare il pensiero di gran parte della cosiddetta maggioranza della prima ora.Nel frattempo una “gola profonda” rivela che sulle poltrone è stato messo il cappello, tradotto significa che per Vivere Ischia non c’è trippa per gatti. Poi arriva Pasquale Balestrieri che il concetto lo rafforza (“Siamo entrati a costo zero ed abbiamo soltanto voglia di lavorare per il paese”) mentre Luca Montagna – espressione del gruppo sciarappino, per chi teme di perdersi nei meandri della geopolitica ischitana – si mantiene più sul diplomatico quasi avesse percepito che il vento stesse per cambiare (a suo favore, intelligenti pauca). Intanto, però, succede che si litiga pure in Ischia Ambiente, con Rino Pilato che non le manda certamente a dire al presidente Massimo Stilla e indirettamente anche al “consulente ombra” che sarebbe il “masto” di Nitrodi, al secolo Giuseppe Di Meglio. A proposito, quasi dimenticavamo un particolare: Enzo Ferrandino va come un treno coi rinnovi ai funzionari e guarda caso “taglia” proprio Lisa Di Iorio e Francesco Iacono. Espressione la prima di Giosi Ferrandino e il secondo di Carmen Criscuolo, di riffa o di raffa la parrocchia di appartenenza resta quella degli ex scissionisti.

Ora, un paio di riflessioni si impongono, con i lettori che poi – come nel film “Sliding doors” – potranno decidere quale strada far prendere alla (più o meno) avvincente trama. L’impressione che si potrebbe ricavare ad una prima analisi è la seguente: il sindaco d’Ischia ha fatto “all in”. Ha imbarcato nuovamente i quattro dissidenti in maggioranza, ha numeri soddisfacenti, finalmente può anche farsi entrare da un orecchio e uscire da un altro quello che i consiglieri questuanti – anche con fare minatorio – gli andavano continuamente a chiedere nella sua confortevole stanza in municipio. E tutto questo senza cedere nulla in cambio: nessun assessore, nessuna gestione di società partecipata, una specie di delega ombra alla polizia municipale ma col comandante che non si tocca e non a caso resta Chiara Boccanfuso. Niente di niente, anzi pure lo sfizio di “sfrattare” dal palazzo municipale due professionisti di quella corrente politica. Si fosse davanti ad uno spot verrebbe quasi spontaneo pronunciare l’arcinoto claim: “Cosa vuoi di più dalla vita…”.

 

Eppure, chi scrive, in questa vicenda vede almeno un paio di conti che non tornano. Il primo: forse Enzo Ferrandino avrebbe dovuto accontentarsi di vincere la partita anche con un risultato largo ma non di stravincere e umiliare l’avversario. Se il calcio è un po’ la metafora della vita, atteggiamenti del genere alla lunga hanno sempre avuto un effetto boomerang, anche se ci auguriamo per lui che non sia così. Il secondo richiede scuse anticipate, perché mi congedo in maniera un po’ inusuale per un editorialista (sia pur modesto) come il sottoscritto. Lo faccio, cioè, non fornendovi una risposta ma ponendomi (e ponendovi, laddove siate animati da una sana dose di altruismo, nel caso scrivetemi) un quesito. Per mesi non si è mosso nulla, poi questi quattro rientrano in maggioranza e succede uno “scatasto”. Ma siamo sicuri che sia davvero frutto del caso? Meditate gente, meditate.

 

HYPERLINK “mailto:gaetanoferrandino@gmail.com” gaetanoferrandino@gmail.com

 

 

 

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