A Londra per gustare cibo “Made in Ischia” Oggi l’inaugurazione del nuovo locale, l’avventura di Federica, Fabiana e Christian per far conoscere i sapori dell’isola alla Gran Bretagna

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di Isabella Puca

ISCHIA – Paese che vai, usanze che trovi. E se l’antico adagio fosse ampiamente superato? Siamo a Londra e a pensarci sono stati tre ragazzi ischitani che, da oggi, porteranno il cibo made in Ischia nella patria delle fish and chips. Loro sono Federica, Fabiana e Christian, tre giovani ischitani che hanno deciso di investire in Gran Bretagna e che oggi inaugureranno, al 95 Seven Sisters Road, un nuovo locale dove poter gustare lo street food italiano a Londra. «Made in Ischia  – ci racconta Federica  –  nasce in un periodo della mia vita dove  ero costantemente alla ricerca del cambiamento. Ho lavorato per 6 lunghi anni per il colosso Starbucks, una compagnia fantastica che mi ha permesso di studiare, crescere e diventare manager. Negli ultimi due anni ho imparato tutti i trucchi del mestiere e come inserirsi nel marcato. Parlandone con due amici di vecchia data Fabiana Iovene e Christian Beni, ci siamo chiesti cosa avrebbe potuto attirare l’attenzione di questi “freddi” inglesi e la risposta è stata subito a portata di mano, CASA… Ischia!».  Lì a Londra, ormai, c’è davvero di tutto, ma volete mettere poter assaggiare zingare, lasagne e dei misteriosi – per loro – friarielli? «Abbiamo iniziato a pensare al pane di Boccia, ai fagioli zampognari di Piano Liguori, al salame di coniglio di Ischia Salumi, ai latticini di Cor e Latte e come tutto questo poteva essere portato qui a Londra e valorizzarlo». Detto, fatto Made in Ischia sarà un mix di sapori della nostre origini e cultura culinaria, dove saranno messe in pratica le ricette delle nostre nonne e mamme, «che a turno – precisa Federica – sono pronte a venirci a supportare in questa inaspettata iniziativa». Questa è la storia di tre giovani ischitani che, fatte le valige, hanno lasciato la comodità e il bel clima di casa per provarci.  Fabiana Iovene, figlia di Ciro, ha 25 anni, da 3 anni è a Londra dove lavora come  supervisor da Starbucks, Christian Beni di anni ne ha 35 anni e per anni è stato un imprenditore della nota lavanderia Aurora, tramandata da generazioni dalla bisnonna Rosa. Federica Salvati, 27 anni, è invece a Londra da 6 anni come manager da Starbucks. Nipote d’arte, sua zia è la pittrice Antonella Buono,  dopo la laurea in business e management ha pensato che dalla sua vita poteva avere molto di più.  Investire oggi a Londra è rischioso, «non è più come una volta – ci spiega Federica – anche qui si stanno iniziando ad accusare dei cali, sarà il Brexit? Chi lo sa. A noi non importa, lo facciamo più per una soddisfazione personale che per arricchirci. Poi se riusciamo a ricavarne dei benefit maggiori anche meglio». È internazionale il pubblico a cui si rivolge Made in Ischia aperto in una zona – la stessa in cui abitano i ragazzi – che accoglie un mix di culture. «Non è una zona turistica – avverte Federica – sicuramente puntiamo molto di più sulla clientela inglese che sappiamo amare il cibo italiano. Ma grazie alla scelta di piatti vegetariani, siamo sicuri di poter coinvolgere un po’ tutti». Nell’entusiasmo dell’inaugurazione c’è il tempo per guardarsi indietro a quando, sei anni fa, Federica raggiunse Londra per la prima volta, «non pensavo che avrei investito qui, non credevo nemmeno di trascorrerci 6 anni, ma questa città è magica proprio per questo, perché riesce sempre a superare le tue aspettative». Le idee e i progetti dei ragazzi sono tante e grandi e le aspettative per questo Made in Ischia sono davvero ampie. «Ci auguriamo di poterci allargare una volta terminato il contratto con la location scelta oggi. Abbiamo idee e progetti ancora troppo grandi per limitarli in 3 metri x 3 metri. In futuro vorremmo poter abbandonare del tutto dei lavori che continueremo a fare nonostante l’attività per garantire delle entrate certe e intraprendere dei corsi per ottenere la licenza per vendere alcolici. Il nostro obiettivo è quello di poter sponsorizzare anche il rucolino. Pensiamo, poi, di allestire una parete solo di visual merchandise per esporre tutti prodotti della nostra terra». Che l’avventura abbia inizio! L’entusiasmo c’è, non resta da fare altro che un grosso in bocca al lupo!

 

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