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ADDIO AL VECCHIO “CARUSIELLO” DI TERRACOTTA

Parafrasando il titolo di una vecchia soap opera sud americana “Anche i ricchi piangono”, mi viene da dire che anche i Carusielli, quelli tradizionali,  piangono, perché… cambiano. E lo fanno alla grande, in stile liberty cromatico e colorato a immagine e somiglianza di pesci,  paperini e animali vari, dal porcellino in poi. Un salvadanaio può avere diverse forme e strutture, anche se la più utilizzata è quella del salvadanaio a porcellino in… porcellana o maialino in terracotta. Un salvadanaio è chiamato in questo modo perché protegge i soldi presenti al suo interno, come una specie di cassaforte portatile e di facile utilizzo. La sua struttura caratteristicamente rivolta verso l’alto, avente una piccola fessura allungata, consente al bambino proprietario di inserire le monete nel salvadanaio in modo semplice e veloce. Il denaro non ha un tempo massimo per rimanere all’interno del salvadanaio, visto che tutto è caratterizzato da quanto lo si utilizza; infatti lo si potrà aprire una volta riempito. Aprire il  salvadanaio del futuro non è difficile, basta solo capire dove si trova la sua apertura; in genere i nuovi salvadanai utilizzano un tappo, che si può trovare in cima o sotto di esso. Le cose diventano più complicate se si tratta di un salvadanaio in terracotta o ceramica (completamente sigillato) visto che per aprirlo lo si dovrà obbligatoriamente rompere con un martello, pratica tradizionale alla cerimonia della rottura dei “carusiello” nelle parrocchie per le cerimone della Santa Infanzia . Ma anche per loro si profila il cambiamento. Quindi addio al vecchio tradizionale carrusiello di terracotta ed al  maialino da rompersi  per  tirar fuori i soldini? Pare proprio di si, e largo ai salvadanai di nuova generazione, dove le monete sono “protette” da marchingegni digitali e il conto è sempre aggiornato.  Qualche esempio? L’ippopotamo, il maialino o la mucca di Lovemytime (19,90 euro): salvadanai intelligenti che tengono la contabilità e sono utili per insegnare ai bambini la differenza tra 1 euro e 50 centesimi: ogni volta che viene inserita una monetina, infatti, l’animale emette un suono diverso e aggiorna il contenuto totale, da leggere sul piccolo display accanto alla fessura. Oppure il Barattolino di Maiuguali (27 euro): in metallo e plastica, è trasparente, per tenere le finanze sotto controllo, e dotato di meccanismo contamonete (anche in questo caso il totale si legge su un display).  Più minaccioso, invece, quello a forma di bomba: è sveglia e salvadanaio insieme e smette di suonare solo quando riceve almeno una moneta (costa 15 euro circa), mentre reinterpreta un vecchio classico quello soffice e a forma di materasso: si chiama Safest Bank in the World  e si acquista on line a circa 10 euro.  Infine, qualche idea per chi preferisce scoprire a sorpresa quanti sono i soldi messi da parte: dal salvadanaio minimal ed elegante di Georg Jensen (85 euro) a quelli più spiritosi di Maiuguali, che propone quello in resina a forma di panino o biscotti (15 euro), e di Outlook Design, che invece li vende a forma di gatto, scimmia, cane eccetera. (a partire da 14 euro). Di proposte ce ne sono per tutti i gusti e tutte le tasche: scegliere il salvadanaio giusto sarà semplice e veloce; un po’ meno, forse, riempirlo di risparmi. Le innovazioni galoppano senza freni. Già dall’anno prossimo 2020 vedremo alla nuova rottura dei carusielli  alti tipi di salvadanai, quelli di nuova generazione ancor più sofisticati e prigionieri della tecnologia alla cinese, per altro già sul mercato. I nostri bambini già  han no sgranano gli occhi. Intanto Le 25 parrocchie della diocesi isolana, già da oggi domenica 6 gennaio giorno solenne dell’Epifania, l’ una dopo l’altra, sono mobilitate ciascuna per la propria tradizionale cerimonia della rottura dei salvadanai con i bambini protagonisti in assoluto dell’intramontabile rito. La rottura dei “carusiello”  è  una seguita  tradizione che si rinnova  ogni anno all’interno di ogni singola comunità parrocchiale, e si aggancia per spirito cristiano e solidale, alla Sant’Infanzia nell’ambito delle iniziative  della chiesa cattolica a favore dei bimbi bisognosi del cosiddetto terzo mondo e non solo. I Parroci guidano quella che è stata sempre definita la “crociata della solidarietà” , ma che da qualche anno, con l’Influenza del passato Giubileo di Papa Francesco, ha cambiato denominazione ed assume per logica, il più significativo nome di “crociata della Misericordia e della Solidarietà”, proprio come il messaggio giubilare trasmesso a tutto il popolo cristiano. L’isola d’Ischia in merito per il passato ed il presente, vanta  sempre primati notevoli, distinguendosi almeno fra le diocesi della Campania sempre nelle prime posizioni nelle graduatorie ufficiali in fatto di contributi  elargiti per la buona causa. La rottura dei “carusielli” in stretto legame  con l’organizzazione mondiale della Sant’Infanzia, rappresenta più di una buona causa. Per questo, i parroci invogliano le famiglie della propria comunità parrocchiale a prestare fede oggi meglio di ieri  al papale concetto della misericordia solidale ed a rendersi utili in tutte le circostanze che lo richiedono. I bambini sono educati a questo tipo  di gesto missionario perché è stato fatto capire loro che il sostanzioso del proprio salvadanaio “gestito” per un anno intero con costanza e amore sarà destinato a sfamare e vestire bambini propri coetanei e giù di lì, di un mondo lontano, ma anche vicino per effetto della preghiera ed il pensiero di aver fatto qualcosa di buono per loro. La storia passata  della Sant’infanzia legata alla tradizionale rottura dei salvadanai  sull’isola d’Ischia, ha un protagonista. Si tratta di colui che, raccogliendo il messaggio vaticano già diffuso con Papa Eugenio Pacelli (Pio XII) e da tutta L’Azione Cattolica dei passati anni ’50, ed ottenendo dal Vescovo di Ischia nel 1952 l’investitura di delegato diocesano della Sant’Infanzia su tutto il territorio dell’isola, spinse ed incrementò l’opera missionaria in favore dei bambini bisognosi di tutto il mondo, coinvolgendo le famiglie ischitane  ed i loro figliuoli. A questi  si chiedeva semplicemente di mettere da parte una moneta al giorno conservandola in un contenitore, da aprirsi  subito dopo l’epifania per donare il contenuto alla buona causa dei bambini bisognosi sparsi per il mondo. Quel personaggio, instancabile apostolo della buona causa per i bambini bisognosi, era un sacerdote molto in vista del clero locale degli anni ’40, ’50 e ’60.  Il suo nome era Don Liberto Morelli del Centro Storico di Ischia Ponte e canonico primicerio della locale Cattedrale, classe 7 gennaio 1901 e scomparso il 12 settembre 1980.

                                                                                                         antoniolubrano1941@gmail.com

 

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