Andate a comandare! Cronaca post elettorale semiseria, tra musica leggera e politica, tra giovani e vecchi, intellettuali e gente comune, tra desiderio di “ volare” alto e accomodamenti nel basso

<span class="entry-title-primary">Andate a comandare!</span> <span class="entry-subtitle">Cronaca post elettorale semiseria, tra musica leggera e politica, tra giovani e vecchi, intellettuali e gente comune, tra desiderio di “ volare” alto e accomodamenti nel basso</span>

Usiamo la seconda persona plurale del verbo “ andare” anziché la prima come fa Fabio Rovazzi, perché, dopo la vittoria elettorale, tocca a chi ha vinto “ andare a comandare”. E se Rovazzi, nella canzone che entusiasmò i giovani, giura di essere un po’ matto o, forse, un genio, pur essendo astemio e non fumando canne, a Ischia un po’ matti sono quelli che abitualmente perdono, mentre quelli che vincono non sono “geni”. Sono matti quelli che ogni 5 anni osano sfidare un potere e un metodo consolidato, delle vere e proprie macchine acchiappavoti, il cui modello principale è la macchina “ Sciarappa“. Non è un modello di auto che viene presentato al Salone di Torino o a quello di Francoforte, ma – al più – al Salone di Casamicciola, dove c’è lo stilista, il Pininfarina elettorale. Nei restyling che progetta, però, capita a volte di lasciare a terra un povero Christian, mentre Luca (che non è Montezemolo) accumula una Montagna di voti. E adesso, andate a comandare! Anche quelli che si sono fatti eleggere senza alcuna specifica esperienza politico-amministrativa, ma solo per dovere di dynasty. Non cullatevi, però, sull’onda delle straripanti cifre degli arrivi turistici dei ponti pasquale e di metà anno. Non illudetevi, per due motivi: uno, perché il dato positivo ha investito tutte le principali piazze turistiche. E’ il turismo che cresce, non Ischia che decolla. Secondo: se vogliamo modificare la qualità del turismo, è essenziale che aumenti il turismo straniero, in particolare quello proveniente dai Paesi più civili e attenti ai patrimoni storici, artistici ed ambientali.

L’Amministrazione uscente si è vantata di aver lasciata un’Ischia più bella, moderna ed organizzata. E’ proprio così? Se il Sindaco uscente stesso si è dichiarato sconfitto sul traffico e, considerato che il traffico rappresenta il problema irrisolto più grave dell’isola, di che ci rallegriamo? Un incidente al giorno, non toglie il medico di torno. E non si tratta di amara ironia, ma di pura constatazione dei fatti. Fateci conoscere un solo settore in cui siamo progrediti. Il Porto è un disastro, i trasporti quelli che sono: Per le pinete non è stato adottato alcun serio provvedimento per una manutenzione continua: Mercati, vecchi e nuovi, in totale abbandono: Opere pubbliche studiate male e realizzate peggio. Non vorrei riprendere il termine pesante usato dal giornalista Paolo Chiariello per lo Stradone, area INPS, piattaforma sugli scogli concessa al pub Auras ( anche perché c’è “cesso” e “ cesso” e oggi la ceramica d’interni fa miracoli) ma la superficialità con cui si prendono decisioni nocive per il Paese, è disarmante. E siccome sono abituato a dire pane al pane e vino al vino, chiamo in causa le varie Associazioni, più o meno culturali ,che esistono ad Ischia. La maggior parte di esse ha fatto scandalosamente da traino al potere, evidentemente in attesa di riconoscimenti e compensazioni, tradendo – in tal modo – lo spirito e la natura stessa dell’associazionismo, che è l’indipendenza e la libertà della cultura. Che strano, tali Associazioni ( alcune) dichiarano la loro estraneità alla lotta politica solo quando a sollecitare un ruolo attivo sono gli oppositori del potere. Una indipendenza double face, “ testa” per il potere, “ croce” per gli oppositori. Eppure si moltiplicano le Associazioni e gli associati (al potere).

A questo punto resta l’incognita di come abbiano votato i giovani; se siano stati condizionati dalla famiglia o, invece ( cosa che, alla luce della maggiore istruzione dei giovani, è più probabile) siano stati loro ad influenzare genitori, nonni e parenti. Ma è difficile capire che tipo di isola vogliono i giovani, quale rapporto ritengano giusto tra potere e cittadinanza, quale futuro prediligano e auspicano. Tanto per continuare nella scherzosa analogia politica-musica, vogliamo ricordare che la citata canzone “ Andiano a comandare” ormai fa parte di un repertorio passato: “ Volare” è canzone più recente di Rovazzi – Morandi ( sì, proprio il vecchio Gianni), canzone che non ha nulla del blù della storica canzone di Modugno, che recita, ad un certo punto: “ Questi giovani non li capirò mai” oppure “ ho milioni di views, ma abito in un monolocale”. Ecco, non vorrei che i giovani ischitani, che pure sui social si scambiano centinaia di foto della vecchia Ischia, bella, ordinata, ancora vergine; che professano valori ecologici, di sostenibilità, di rispetto dell’ambiente, che – come canta Rovazzi – “ hanno milioni di views” alla fine si accontentino di abitare in un angusto monolocale, insomma si arrangino alla meglio, smettendo di sognare. Chi scrive cercherà di imitare il giovane-vecchio Morandi: un occhio ai fenomeni giovanili e un occhio a scansare i “ rottamatori” di turno. Ah, dimenticavo, starò attento anche a non diventare un “ birillo” giornalistico. Non si sa mai, dovesse Giosi Ferrandino non accontentarsi di aver arruolato qualche valido professionista e gli venisse la voglia di fare “ strike” anche con quelli che scrivono male di lui. Eh sì, il manifesto-cafonal dimostra che la classe non è acqua, ma,soprattutto, non è acqua santa!

Franco Borgogna

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