Barano: 100 anni fa nasceva Giovanni Di Meglio, il sindaco delle Grandi Opere Stasera alle 18,30 nella parrocchia di Portosalvo a Ischia la Santa Messa di suffragio della sua anima. La biografia scritta dal nipote, l’avvocato Giuseppe Di Meglio

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Cento anni ieri. Tanti ne avrebbe compiuti l’Avvocato Giovanni Di Meglio, il Sindaco delle Grandi Opere di Barano, scomparso nell’ottobre del 2005 all’età di 88 anni. Stasera alle 18.30 presso la Parrocchia di Portosalvo, ad Ischia, sarà celebrata la Santa Messa di suffragio per la sua anima.

LA FIGURA. «Cento anni fa, il 17.6.1917, nasceva a Barano d’ Ischia l’avvocato Giovanni Di Meglio – scrive così la sua biografia il nipote, l’Avvocato Giuseppe Di Meglio – che è stato protagonista della vita politica della Isola di Ischia e della provincia di Napoli.  Laureatosi nel 1941,  si trasferì a Roma, lavorando presso la Confindustria. Partecipò nel 1944 con Giovanni Leone e Stefano Riccio alla organizzazione della Democrazia Cristiana ,ma venne arrestato dai tedeschi e solo il tempestivo intervento presso l’ambasciatore Waizecher del fratello Mons. Giuseppe Di Meglio, Consigliere della Nunziatura Apostolica di Berlino, gli salvò la vita in quanto era una guardia palatina. Espulso da Roma, rientrò nella Isola di Ischia ove iniziò una intensa attivitĂ  professionale fino alla sua morte avvenuta il 19.10.2005 e per tale motivo l’Ordine Forense di Napoli nel 2006 gli ha dedicato la toga d’onore. Il suo impegno istituzionale è stato intenso. Sciolto il Comune unico, fu nominato Commissario Prefettizio di Barano nel 1944.

Fu Sindaco di questo Comune dal 1946 al 1965 contribuendo alla modernizzazione del Comune che avviò alla valorizzazione turistica con la costruzione della via Maronti, fortemente voluta, e raggiungendo l’obbiettivo riuscendo a portare ad Ischia il Presidente De Gasperi nel Novembre 1952. Riuscì ad ottenere dallo Stato nel 1957 la concessione perpetua delle sorgenti di Nitrodi di cui aveva intuito la potenzialitĂ  economica. Ampliò il Cimitero Comunale, realizzò gli edifici scolastici di cui il Comune era del tutto privo. Fautore del Comune unico nel 1967, fu nominato Presidente dell’Ente autonomo della Isola di Ischia, istituito per coordinare la attivitĂ  dei sei Comuni isolani. Comprese – ricorda il nipote – fra i primi la necessitĂ  di uno sviluppo razionale del territorio, si rese promotore della approvazione di un Piano Regolatore dell’Isola di Ischia ed in tale veste conferì incarico all’urbanista Corrado Beguinot, ma non trovò rispondenza nelle amministrazioni comunali, condizionate da esigenze particolari.

Nel 1975 fu nominato Presidente dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari di Napoli; furono anni di proficuo impegno per rendere concreto il diritto alla casa dei meno abbienti con interventi a Ponticelli e San Giovanni. Anche la Isola di Ischia ne beneficio con il finanziamento degli interventi di edilizia popolare a Serrara, Campagnano, la Pannella. In carica durante il terremoto del 23.11.1980, ebbe una intensissima attivitĂ : finì a lavorare 18 ore al giorno nella sede dell’ente, ove fu colto dal primo infarto. Fu oggetto della persecuzione delle Brigate Rosse che consideravano la sua intensa attivitĂ  di propulsione della politica per la edilizia popolare uno strumento politico di accaparramento del consenso del proletariato, organizzarono un attentato presso la sede dell’Iacp poi fallito. Con l’avv. Giovanni Di Meglio scompariva nel 2005 uno degli ultimi esponenti del forte impegno dei cattolici nella vita pubblica». Un signore d’altri tempi, tout court. Chapeau!

Luigi Balestriere

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