Barano, l’ufficio tecnico scrive alla Città Metropolitana Inviata una nota per il ripristino dei muri di pietre a faccia vista saccheggiati lungo l’arteria provinciale. Nel mirino anche la curva in cubetti di granito di Buonopane

<span class="entry-title-primary">Barano, l’ufficio tecnico scrive alla Città Metropolitana</span> <span class="entry-subtitle">Inviata una nota per il ripristino dei muri di pietre a faccia vista saccheggiati lungo l’arteria provinciale. Nel mirino anche la curva in cubetti di granito di Buonopane</span>

È ufficialmente partito l’iter per il ripristino dei muri a pietre di faccia vista lungo le strade di Barano. L’Ufficio Tecnico Comunale ha già inviato alla Città Metropolitana un dettagliato sollecito d’interventi per porre fine al vergognoso saccheggio delle opere murarie che compongono l’arredo urbano delle strade provinciali che ricadono nel territorio collinare. Dovrà, infatti, essere l’Ente di Piazza Matteotti a dover predisporre l’opera di recupero in quanto proprietaria. Sono anni, ormai, che i soliti ignoti agiscono nottetempo per asportare le caratteristiche pietre laviche lavorate. Negli anni passati si era pensato di sorvegliare le aree a rischio per bloccare in flagranza di reato i responsabili, poi l’operazione fu messa nel cassetto per carenza di uomini e mezzi. Piedimonte, Barano e Buonopane sono le frazioni maggiormente colpite, soprattutto lungo la Via Corrado Buono, proprio a due passi dal municipio. Interi muri cannibalizzati, sventrati.

Intanto, c’è già un primo riscontro nella nota redatta dai tecnici comunali. E’ partita nei giorni scorsi la sistemazione dei cubetti di granito che compongono la sede stradale per una cinquantina di metri nella zona periferica di Buonopane. Qui la strada lastricata dalla caratteristica pavimentazione dovrà essere anche bocciardata per ridurre l’effetto sdrucciolevole durante le piogge. Non a caso, infatti, l’anno scorso i sindacati dell’Eav segnalarono con una nota scritta al Comune di Barano ed al Comando di Polizia Municipale l’alto rischio del tratto. Resta, invece, di competenza comunale Via Pendio del Gelso, l’antica strada pedonale che collega il centro di Barano con Testaccio, interamente realizzata con le pietre laviche lavorate a metà Anni ’50. Lo stato di abbandono del luogo (oltre all’assenza d’illuminazione) ha permesso che le operazioni di saccheggio continuassero senza sosta con interi tratti ormai devastati. Gli stessi arbusti cresciuti nelle insenature murarie stanno provocando crolli di sassi che puntualmente scompaiono.

Luigi Balestriere

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