«Caffè Scorretto» «Tra turismo e cazzotti» di Graziano Petrucci

«Caffè Scorretto» «Tra turismo e cazzotti» di Graziano Petrucci

La domanda è di quelle banali: che idea di turismo abbiamo e vogliamo raggiungere? Chi è abituato a “sorseggiare questo caffè” ricorderà che la stessa domanda, per quanto semplice e banale appunto, non è nuova. Altri prima di me, per esempio Riccardo Sepe Visconti che ha proposto la sua candidatura alla Presidenza di Federalberghi, sono tornati sul tema quanto mai urgente. Se consideriamo che su quest’isola, landa desolata in forma diffusa, mancano le idee strategiche e di ampio respiro, per cui possiamo dire senza dubbio che siamo a corto di contenuti e contenitori, allora il problema si complica. La riflessione si estende in forma più ampia all’altra domanda, altrettanto banale, vale a dire: che futuro immaginiamo, nei prossimi anni, per l’isola? La rissa a Forio della scorsa settimana – si presume per alcuni complimenti a una ragazza -, è solo l’ultimo degli episodi di cui è protagonista un Comune con oltre 17 mila abitanti che è ancora senza una caserma dei Carabinieri o un presidio di Polizia. Accoltellamenti e amputazioni di falangi, bicchieri e bottiglie fracassate e usate come armi e qualche coltello la cui presenza nelle tasche dei «nostri eroi» del giovedì è sempre buono portarselo dietro, fanno a cazzotti – e se ancora vi capita, potete indignarvi – con il perseguimento degli scopi fondanti il turismo che avremmo dovuto trasformare nel nostro pane quotidiano. Già solo l’uso di parole quali educazione, società, civiltà, sicurezza, consentirebbe di proiettarci ad anni luce di distanza dalle favelas brasiliane e dal caos diffuso la cui espansione a macchia d’olio ci sta tramutando nel peggiore bar a cielo aperto di Caracas. Sgombriamo il campo dalle convinzioni tendenziose. Non è un problema di razza, anche se certi episodi possono imputarsi a una difficile convivenza tra un modo di vivere e quello di intendere il paese e le sue regole. Difficoltà che si palesa in certi specifici quartieri della cittadina foriana che da centro stanno rischiano fortemente di diventare periferia. Se la rapida espansione di un mal costume nella zona di Monterone è pari alla limitata possibilità di contenerla da parte delle forze di polizia e delle istituzioni locali, e quindi dal Sindaco Del Deo quale autorità locale di Pubblica Sicurezza, ciò è la rappresentazione di un problema ancora più serio la cui genesi è da ascrivere all’inesistenza del concetto di sicurezza urbana. Si tratta del «bene pubblico relativo alla vivibilità e al decoro della città con il contributo congiunto degli enti territoriali mediante il recupero delle zone disagiate e con il sostegno contro l’esclusione sociale cercando di prevenire gli atti di criminalità». Una realtà, quella che stiamo scoprendo adesso, fatta di un aumento del senso d’insicurezza percepita dai cittadini e che fa attrito con la missione intrinsecamente collegata all’isola, il turismo appunto, di cui sappiamo semplicemente vantarci senza sostanza escludendo alcuni settori. Penso, infatti, all’Ischia Film Festival di Michelangelo Messina che ne è esecutore volenteroso e caparbio e oggi sta avendo ragione di un’idea nella quale ha investito tempo e denaro. Probabilmente è un’organizzazione che ha ancora necessità di un’altra equilibratura, e dialogo, con le forze e le attività sparse sul territorio, ma funziona. Ecco, Michelangelo potremmo prenderlo come esempio. Non mancano altri modelli, certo, ma sia per chi intende affermare la propria visione perché funziona, oppure per chi un’idea su come “fare” (anche) turismo l’ha sempre avuta, guardare come si è sviluppata ed è cresciuta l’idea dell’Ischia Film Festival può darci una piccola coordinata del «prodotto turistico» che vogliamo essere rispetto alla «zona disagiata» in cui rischiamo di trasformarci se non saranno prese le giuste misure di prevenzione. Non ci si può fermare soltanto alla richiesta di più uomini e mezzi delle forze dell’ordine. C’è necessità di avviare una seria discussione su come fondare una vera e propria polizia locale. Unificata e comune su tutta l’isola e con uomini preparati ad affrontare situazioni delicate e reati. E questo tema deve integrarsi con la funzione essenziale relativa all’incremento dei servizi di controllo del territorio coinvolgendo associazioni di categoria o negozi e attività, assieme al concetto di «sicurezza integrata» che mette al centro, mediante il decreto legge Minniti, nr 14 del 2017, la «sicurezza per il benessere delle comunità territoriali» con azioni tese a migliorare la qualità della vita. La sicurezza si persegue garantendo una maggiore cittadinanza sociale e amministrativa.

Pagina FB Caffè Scorretto di Graziano Petrucci

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