Cantiere della Siena, palazzo a rischio: chiesta la “super” perizia

Cantiere della Siena, palazzo a rischio:  chiesta la “super” perizia

ISCHIA. Nuovo atto nella controversia che  oppone gli abitanti di Palazzo Scalfati di via Seminario a Ischia Ponte alla società Turistica Villa Miramare e alle ditte incaricate dei lavori nell’area del parcheggio all’ingresso del borgo, detto “la Siena”. Su pressione dei condomini, il consulente nominato dal tribunale si è deciso a chiedere al giudice l’autorizzazione a effettuare i carotaggi. Si attende ora la valutazione del magistrato. Sono stati molti i sopralluoghi effettuati dall’ingegner Rocco Di Iorio, l’ultimo a dicembre, presso lo storico edificio allo scopo studiare le eventuali connessioni tra le microlesioni rilevate in alcuni appartamenti del palazzo e i lavori di emungimento della falda sottostante compiuti nell’ambito dei lavori per la realizzazione del parcheggio pluriplano della “Siena”. Il consulente tecnico d’ufficio,  “per rispondere pienamente ed esaustivamente al mandato”, chiede al giudice «di essere autorizzato a svolgere le indagini e i saggi di natura geologica così come indicato nel preventivo allegato da parte della ditta specializzata  [..] e della elaborazione dei dati acquisiti da parte del dott. geologo Sossio Del Prete e che si rendono necessari al fine di caratterizzare geologicamente il piano di posa del fabbricato e di confrontare i livelli di falda;  di potersi avvalere di idonea impresa edile per eseguire e successivamente ripristinare saggi distruttivi all’interno del fabbricato e degli appartamenti interessati al fine di meglio comprendere la natura di talune lesioni [..];  di potersi avvalere della società [..]  per il monitoraggio statico con centralina automatica
per il controllo e il trasferimento dei dati in remote sensing. Il monitoraggio consiste nell’installazione di cinque sensori di spostamento, due sensori inclinometrici monoassiali e una sonda di temperatura».  Non solo: dopo la lunga serie di sopralluoghi effettuati finora, ma anche vista «la mole di lavoro svolto e in virtù dei  saggi e monitoraggi da eseguire, qualora venissero autorizzati, chiede [..] una proroga di giorni di 240 giorni sulla consegna della bozza di perizia visto che la sola fase di monitoraggio ha una durata di 180 giorni». Le microlesioni riscontrate nel giugno 2017 nello storico palazzo indussero gli abitanti a temere che il problema, come detto, fosse direttamente legato allo svuotamento della falda freatica sottostante che, com’è noto, era in corso proprio in quei primi mesi del 2017. Fu inviata anche una nota alla Protezione civile regionale per chiedere chiarimenti in merito a questo emungimento relativamente al disseccamento delle falde della zona, ma anche di rassicurazioni sulla circostanza che l’attività umana non potesse produrre dei problemi alla vulnerabilità degli edifici pubblici e privati circostanti. Agli inizi di agosto, qualche settimana prima del drammatico terremoto che colpì l’isola, la società proprietaria del cantiere fu notiziata delle preoccupazioni nutrite dagli abitanti di Palazzo Scalfati. Fu interpellato il professor Fabrizio Leccisi, docente della facoltà di Ingegneria presso l’Università di Napoli Federico II. L’esperto, dopo una serie di sopralluoghi e ispezioni, ipotizzò un nesso di causalità tra la microlesione riportata dall’edificio e alcuni minimi quadri fessurativi, e lo svuotamento della falda, che nel caso ischitano è risultata di tipo termale, dunque “imprigionata” in un ambiente impermeabile. L’emungimento della falda termale, in termini generali, crea un vuoto depressionale mutando le originarie condizioni di staticità. Uno dei punti focali della controversia sta appunto nell’accertare se a Ischia Ponte sia avvenuto qualcosa di genere oppure se non vi è alcun pericolo. Fatto sta che nel dicembre 2017 il palazzo, di fronte all’aumento dei quadri fessurativi, fu oggetto di un’ordinanza di sicurezza abitativa, con conseguente intervento di manutenzione.

Nel febbraio del 2018, i condomini a seguito di un supplemento di accertamento peritale, rappresentati dagli avvocati Luigi Della Monica e Bruno Cimadomo, proposero azione di danno temuto nei confronti della società titolare del cantiere. Essenzialmente, gli abitanti chiedono l’accertamento della paventata ipotesi di correlazione tra le microlesioni dell’edificio e le operazioni di svuotamento della falda, quindi del rimborso degli importi sostenuti e le rassicurazioni tecnico-certificative e collaudative in grado di garantire che, una volta terminati i lavori, l’emungimento compiuto non creerà più problemi, scongiurando il pericolo evidenziato dalla perizia del professor Leccisi; il tutto, senza alcuna richiesta di inibitoria né di ripristino dello stato dei luoghi. Argomentazioni che furono esposte dinanzi il giudice Polcari dagli avvocati Della Monica e Cimadomo. La società Turistica Villa Miramare è rappresentata e difesa dagli avvocati Biagio Di Meglio e Marco Santaroni; in giudizio sono state chiamate anche le due ditte assegnatarie dei lavori, la Mec srl e la Marchese Group. Secondo le controparti, non c’è alcun legame tra i lavori che interessano la falda e i problemi riscontrati dagli abitanti del palazzo. Anzi, tali problemi sarebbero “endogeni”, cioè riconducibili alla storia del fabbricato, e dunque alla sua “vetustà” o a presunti abusi commessi dai condomini. Una tesi, quest’ultima, che in udienza fu decisamente respinta dall’avvocato Della Monica.

Come è noto, la vicenda giudiziaria si innesta su quella relativa alla costruzione del centro polifunzionale, comprendente un auditorium e un parcheggio multipiano. La concessione risale al 2010, i lavori iniziarono nel 2013 e all’epoca si contava di poter terminare entro pochi mesi la realizzazione del centro, ma diversi contrattempi e ritardi hanno sin qui ostacolato il completamento dell’opera, al cui posto giace una voragine quasi sempre allagata.  Dopo il confronto tra le tesi delle parti in causa, il giudice Polcari nominò l’ingegner Rocco Di Iorio come Consulente del Tribunale. Ad aprile la prossima udienza. Intanto, come riportato nell’edizione di ieri, il comitato di residenti e commercianti “Salviamo Ischia Ponte” sta incanalando il malcontento tramite una raccolta di sottoscrizioni da indirizzare all’amministrazione comunale affinché vengano fatte pressioni perché il cantiere completi l’opera al più presto, o in alternativa si proceda al ripristino dei luoghi.

0saves
If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.

Share This Post

Post Comment