Ciclone Enzo, il sindaco si dimette e spara a zero: «Non pago il pizzo e non mi faccio tirare per la giacca»

Ciclone Enzo, il sindaco si dimette e spara a zero: «Non pago il pizzo e non mi faccio tirare per la giacca»

DI GAETANO FERRANDINO

FOTO MYREA FERRANDINO

ISCHIA. Enzo Ferrandino si è dimesso dalla carica di sindaco d’Ischia. O meglio, si dimetterà questa mattina protocollando il documento presso l’ufficio apposito del Comune d’Ischia. Insieme a lui, faranno altrettanto gli assessori Luigi Di Vaia, Paolo Ferrandino, Carolina Monti e Luca Spignese, da poco nominati nella giunta politica. La decisione del primo cittadino è stata comunicata nel corso della seduta di consiglio comunale che si è svolta nel pomeriggio di ieri nel palazzo municipale di via Iasolino, alla presenza di un pubblico insolitamente più folto del solito. L’intervento di Ferrandino, per ovvi motivi, ha fatto passare in secondo piano una discussione sul bilancio che di fatto è stato approvato con una presentazione lampo ed in una maniera oltremodo anomala, modalità e tempistiche sulle quali in ogni caso ci soffermeremo più avanti. Prima di proseguire, però, ricordiamo che erano assenti tutti i quattro consiglieri di Vivere Ischia ossia Pasquale Balestrieri, Carmen Criscuolo, Massimo Trofa e Maurizio De Luise.

IL 27 MAGGIO DATA SPARTIACQUE PER LA POLITICA ISCHITANA

Enzo Ferrandino ha preso la parola ed a quel punto è davvero diventato un fiume in piena: «Ho intenzione di fare alcune riflessioni sull’equilibrio politico di quest’amministrazione», ha esordito il sindaco che poi è entrato nel nocciolo della questione abbandonandosi a un intervento lunghissimo che di politichese, ad onor del vero, aveva ben poco:  «Voglio condividere questo momento politico decisamente particolare che stiamo vivendo dal 27 maggio, che io considero una data spartiacque. Quel giorno sui quotidiani locali è apparso un documento a firma dei consiglieri comunali del gruppo Vivere Ischia, nel numero di quattro unità. Anche se io ci tengo a fare un distinguo, uno di questi per motivi di lealtà non lo inserisco nella lista (il riferimento è a Massimo Trofa, ndr). Nella nota vengono riscontrate una serie di problematiche di cui soffre il paese, ma in fondo sono le stesse degli ultimi dieci anni. Dopo la rappresentazione pubblica di questo documento devo rendermi conto che non abbiamo più i numeri per portare avanti un’azione politica in grado di garantire una rappresentanza consiliare all’amministrazione, che deve avere un sostegno congruo per proseguire l’azione di governo e rispettare il programma prospettato lo scorso anno all’elettorato. Ebbene, è ormai dal 27 maggio, ripeto senza mezzi termini e con assoluta trasparenza, che non abbiamo più i numeri per amministrare, lo dico oggi e non il 28 maggio perché ho preferito responsabilmente attendere e creare i presupposti perché gli uffici incaricati preparassero gli atti per il bilancio senza turbamento alcuno».

L’AFFONDO A VIVERE ISCHIA: «PARLANO DEI PROBLEMI, MA LE SOLUZIONI?»

Poi parte un affondo violentissimo, indirizzato al gruppo Vivere Ischia e anche al suo padre putativo Giosi Ferrandino, che pure non viene mai citato: «Ci troviamo davanti a un gruppo politico che non nasce in seguito al responso delle urne ma che quasi viene creato in laboratorio – afferma con tono perentorio Enzo Ferrandino – e oggi nella sua entità democratica ha i numeri per condizionare fortemente quelle che sono le dinamiche di questa amministrazione e del consiglio comunale. Rispetto a questo stato di cose non possiamo né dobbiamo fare finta di nulla ma piuttosto fare chiarezza. Relativamente al contenuto di quel documento politico, io lo reputo grave perché si è inteso rappresentare una serie di criticità del paese ma senza che venisse manifestata o mostrata alcuna soluzione per poterle risolvere. Non solo, non hanno mai lavorato per dare il proprio contributo a farlo. Hanno parlato dei trenta milioni di residui attivi, è stata un’accusa pesantissima eppure nessuno di loro ha chiesto la delega al Bilancio per provare a mettere le cose a posto». E poi arriva una stoccata a Carmen Criscuolo: «Il paese deve sapere – aggiunge Enzo – che ho chiesto a questi consiglieri ed in particolare ad una consigliera di far parte della giunta per poterci finalmente confrontare sui problemi che non arrivavano a soluzione ma la risposta è stata negativa. Insomma, all’atto pratico nessuno ha inteso abbracciarsi la croce. Vedete, questo è un modo vecchio di fare politica, la gente ormai chiede sobrietà e non speculazioni per ottenere chissà quali secondi fini».

«UN GIORNALE E’ PATOLOGIA SOCIALE, MA IO NON PAGO IL PIZZO»

A questo punto parte un altro affondo pesantissimo, che coinvolge (anche se pure in questo caso non c’è citazione diretta) l’altro quotidiano isolano e i suoi vertici. Enzo Ferrandino tira fuori il fucile a canne mozze: «Da un anno cerchiamo di profondere ogni sforzo con gli amici della giunta e i consiglieri comunali, ma siamo stati oggetto di una reiterata campagna di diffamazione in particolare da un organo di informazione che rappresenta la vera patologia sociale di questo paese. E che, bisogna ammetterlo, ha avuto il contributo del “fuoco amico”. Eppure noi stiamo portando a casa i primi risultati: penso al Pontile 2, con la gente che non è più sotto le intemperie e questa è un’operazione portata a compimento a costo zero. Non solo, è dall’epoca di Peppe Brandi che si parlava di realizzare un parcheggio nel centro di Ischia, oggi è a pochi giorni dalla consegna e si tratta di una delle opere pubbliche effettuate più velocemente sulla nostra isola. Insomma, dicano quello che vogliono, noi non paghiamo il pizzo all’organo di stampa poco serio, né tantomeno a chi lo alimenta. Che, ripeto ancora una volta, è… fuoco amico».

L’ANNUNCIO DELLE DIMISSIONI, ANCHE GLI ASSESSORI RIMETTONO IL MANDATO

Poi, esaurita la sfuriata, Enzo Ferrandino è tornato a parlare di politica: «Non ho timore di dire che i numeri per approvare il rendiconto teoricamente non li avremmo, è mia intenzione aprire una fase di crisi politica costruttiva con le forze sane di questo consiglio comunale alle quali chiedo se ci sono le possibilità di trovare sinergia con le altre forze politiche. In fondo, su molti aspetti, i nostri programmi elettorali erano simili. Insomma, senza numeri non ho i presupposti per conservare la mia carica, al termine di questo consiglio, una volta approvato il documento contabile, presenterò domattina (stamane per chi legge, ndr) le mie dimissioni e nei prossimi venti giorni vaglierò le ipotesi di generare una amministrazione che abbia la giusta stabilità e possa risolvere i problemi, piuttosto che limitarsi ad enumerarli su fogli di carta. Alla nostra gente, non mi stancherò mai di ripeterlo, dobbiamo prospettare soluzioni». Poi la perentoria conclusione: «Io non mi lascio tirare per la giacca da nessuno  – spiega Enzo Ferrandino – a me vanno fatti esclusivamente ragionamenti costruttivi, avendo di fronte interlocutori che chiedono dignitosamente i giusti spazi. Ringrazio i miei quattro assessori, quando ho detto loro quelle che erano le mie intenzioni hanno avuto la straordinaria sensibilità di rimettere il loro mandato, peraltro freschissimo in termini di investitura: è stato un atto di rinnovata fiducia nei miei confronti…».

LA MINORANZA OPTA PER L’ASTENSIONE, PARLANO DE SIANO E TRANI

A quel punto hanno preso la parola Domenico De Siano e Gianluca Trani in rappresentanza dei gruppi consiliari di Forza Italia e Ischia Cambia. Il senatore della Repubblica ha detto: «Ho apprezzato l’onestà intellettuale del suo intervento – riferendosi a Enzo Ferrandino – lei poteva comunque approvarsi il documento contabile e far finta di nulla, noi come gruppo di Forza Italia vogliamo darle il tempo necessario per guardarsi intorno e fare ragionamenti volti all’interesse del paese. In questo contesto le consigliamo una cosa apparentemente banale: operi alla luce del sole e con la massima trasparenza. In politica tutti gli accordi sono possibili, lei però si muova in maniera chiara. Intanto ci asterremo dal votare il bilancio». Gli si è accodato Gianluca Trani: «Spesso ho contestato o non condiviso le scelte dell’amministrazione, se e quando ci dovesse essere un governo di responsabilità noi saremo i primi a dare forza a chi vuole lavorare per il paese. Nel frattempo ci asteniamo anche noi per dare un segnale di apertura».

FESTA A META’ PER SORRENTINO E LUBRANO LAVADERA

Il ciclone Enzo Ferrandino ha fatto quasi passare in secondo piano la surroga dei neo consiglieri comunali. Per la prima volta si è accomodata tra i banchi del civico consesso Titti Lubrano Lavadera, mentre Giovanni Sorrentino si è riappropriato dello status di consigliere comunale, con una longevità politica che lo vede ininterrottamente presente in municipio dal lontano 1975. Lo stesso Sorrentino ha voluto rivolgere un saluto all’eurodeputato Giosi Ferrandino prima di raccomandare di fare gruppi e gruppetti che sfociavano in ricatti a danno dell’amministrazione. A dir poco profetico, visto quello che sarebbe successo di lì a poco.

 

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