POLITICAPRIMO PIANO

Cresce la febbre da voto, cosa succederà a Casamicciola

Un’altra settimana è trascorsa, i protagonisti (veri o presunti) restano gli stessi, ma il “redde rationem” tarda ad arrivare: ognuno nasconde le carte e non fa la prima mossa, ma il tempo stringe

Vogliamo giocare, facendone un acronimo. Lucio Battisti, nel quarto ed ultimo capitolo della sua collaborazione – geniale e per questo, come sovente accade, incompresa – con Pasquale Panella, intitolò il suo album con un acronimo, “C.S.A.R.”, ossia “Cosa succederà alla ragazza”. Ebbene, c’è venuta in mente una cosa simile, ossia “C.S.A.C.”, vale a dire “Cosa succederà a Casamicciola”. Che non è una bella donna, ma semplicemente una cittadina dell’isola d’Ischia chiamata il prossimo 26 maggio ad eleggere il nuovo sindaco ed il nuovo consiglio comunale. E che oggi, a meno di due settimane dalla presentazione delle liste (prevista per sabato 27 aprile alle ore 12) presenta un quadro non ancora completamente chiaro. Anzi, diciamocelo pure in tutta sincerità, niente affatto chiaro. Lo abbiamo ripetuto nei giorni scorsi e non abbiamo remore a farlo oggi: i giorni trascorrono ma il problema è che sulla scacchiera nessuno muove la prima pedina per timore di indicare la “strada maestra” ai propri avversari. Un gioco che può avvantaggiare chi potrebbe giovarsi del “caos organizzato” tipico del last minute e che potrebbe invece creare più di qualche grattacapo a chi – in caso di emorragie o problemi di qualsivoglia natura – potrebbe non avere poi il tempo tecnico per correre ai ripari e attuare il “piano B” o mettere la classica pezza a colori. C’è chi giura che nella settimana che si apre domani i giochi in un modo o nell’altro si chiuderanno, e c’è invece chi si dice sicuro che qualche entrata a gamba tesa potrebbe esserci anche nei minuti di recupero. Questa, fidatevi, è una partita che si gioca anche sul controllo dei nervi. Esercizio che riesce bene a qualcuno, meno bene a qualcun altro, per niente a qualcun altro ancora.

Il primo step è quello di capire quali e quanti potranno essere gli schieramenti in campo. Partiamo dal presupposto che – ovviamente partendo dallo “zero a zero” – tanto il consigliere uscente Luigi Mennella quanto la delegazione grillina capitanata da Caterina Iacono hanno ribadito a più riprese che saranno della partita. Ma siccome parliamo di una comunità di poche migliaia di anime e non di una metropoli, è anche vero che raccogliere adesioni e candidati non è esercizio dei più agevoli. Per il resto, a voler semplificare il panorama, tutto ruota attorno a tre potenziali candidature, e le definiamo tali perché qui finché non si mette nero su bianco è bene non dare nulla per scontato. Al giudizio degli elettori potrebbero presentarsi tre schieramenti rappresentati rispettivamente da Giovan Battista Castagna, Arnaldo Ferrandino e Giosi Ferrandino. Il primo, sulla carta, è sindaco uscente e dunque ha una struttura di fondo; il secondo ha il suo zoccolo duro che ha già presentato alle elezioni del 2014; il terzo ha il compito più tosto, dovendo affrontare – in caso di discesa in campo – due elezioni in contemporanea, con quella per il Parlamento Europeo che lo vedrà trotterellare in sei regioni d’Italia e che per questo non si presenta proprio come una passeggiata di salute. Ora il problema, tutt’altro che irrilevante, è che fondamentalmente i tre raggruppamenti potrebbero cimentarsi singolarmente ma anche stipulare eventuali gemellaggi, senza che ci siano preclusioni di sorta a prescindere. Potremmo discutere poi sul fatto che in alcuni casi si tratterebbe di “matrimoni contro natura”, ma in politica siamo abituati a vedere di tutto e nulla fa specie. Una posizione da monitorare con attenzione, nelle fila dell’attuale maggioranza, è quella dell’assessore Ignazio Barbieri. L’esponente dell’attuale giunta municipale pare abbia sposato il progetto e la candidatura dell’eurodeputato del Pd, anche se per adesso siamo soltanto alle intenzioni: espresse nelle piazze, nelle riunioni, agli addetti ai lavori ma con nessuna iniziativa ufficiale. E siccome la politica, insegnano i “soloni”, si fa con gli atti e non certo con le chiacchiere, ad oggi Ignazio è da considerarsi ancora parte integrante dell’attuale amministrazione. Un indizio potrebbe arrivare dal prossimo consiglio comunale, in programma il 23 aprile, e dunque quattro giorni prima dalla presentazione delle liste. Dovesse votare favorevolmente il bilancio, beh potrebbe avere due significati: il primo, non aver deciso ancora da che parte stare (ma a quel punto lo riteniamo altamente improbabile); il secondo, volersi congedare dai compagni di viaggio dell’ultimo quinquennio in maniera soft e indolore.

Insieme a Barbieri, da monitorare con attenzione anche la posizione di un altro esponente dell’attuale maggioranza, l’assessore Loredana Cimmino: anche in questo caso i bookmakers si dividono e non manca chi scommette su una possibile trasmigrazione sulla sponda giosiana. Oggi, allo stato dell’arte, sembrerebbero essere questi i possibili mutamenti in seno allo schieramento del sindaco Castagna, impegnato in ogni caso personalmente anche a reperire “rinforzi”. A prescindere, infatti, appare scontato che alcune modifiche rispetto alla passata consultazione elettorale ci saranno inevitabilmente, sia in tema di quote maschili che femminili. Piccoli accorgimenti dal punto di vista numerico, ma scelte che andranno ponderate con estrema attenzione per cercare di mantenere inalterato il “peso specifico” della lista. E soprattutto potranno avere un’influenza notevole in qualche attore della politica casamicciolese, e ogni riferimento a coloro per i quali la vittoria a tutti i costi viene prima di ogni cosa è nient’affatto casuale. Chiudiamo la parentesi legata all’attuale maggioranza sottolineando che ieri sera c’è stata un’altra riunione di maggioranza, nello studio professionale del sindaco in quel di Perrone. Un’occasione per delineare ulteriormente le strategie da mettere in campo, come detto ormai siamo quasi ai titoli di coda.

Il secondo capitolo di questa intricata matassa è dedicato ad Arnaldo Ferrandino, il quale ha fatto il primo passo. Decidere cioè di riproporsi alla carica di sindaco: dovesse andare in porto sarebbe il quinto tentativo, con tre vittorie e una sconfitta nel suo palmares, se non è un record tra i politici in attività ci manca davvero poco. Insieme al commercialista dovrebbe esserci anche una delegazione del comitato dei terremotati ed in particolare a garantire appoggio incondizionato c’è Annalisa Iaccarino. Non mancano, ovviamente, i fedelissimi di sempre eccezion fatta per Peppe Zabatta, che ha abbandonato la nave e cerca un porto nel quale attraccare (p.s. non fidatevi delle apparenze, non flirta solo con Luigi Mennella ma bussa pure a porte dove non gli potrà mai essere aperto…).  Parlavamo di partita a scacchi e gara di nervi e infatti attenzione alla posizione di Arnaldo che è decisamente delicata: osserva l’evolversi degli eventi con estrema attenzione, perché potrebbe rimanere candidato sindaco ma alla fine anche fare sintesi. Già, le sintesi, che rappresentano un altro tasto “dolente” e complicato del quale parleremo tra poco. E Giosi? Già, Giosi. L’impressione è che l’attuale eurodeputato del Pd, una volta trovato in Ignazio Barbieri un “ariete” d’eccezione, stia aspettando una crepa decisiva nella quale potersi insinuare e piazzare il “morso del cobra” in grado di avvelenare gli avversari. C’è chi sostiene che il già sindaco di Casamicciola e Ischia scenderà in campo a prescindere, chi sostiene che lo farà soltanto se riuscirà a tirarsi dentro parte dell’attuale organico dell’amministrazione comunale. Su una cosa ci sentiremmo di scommettere, certo non sarà lui il primo a rompere gli indugi, su questo un euro lo punteremmo pur senza avere la certezza di incassare la vincita. Una cosa gli va riconosciuta, e sia detto togliendosi davvero il cappello e senza assolutamente voler fare ironia: il buon Giosi è riuscito a mettersi al “centro” pur senza avere almeno all’apparenza chissà quali munizioni e aver sudato le proverbiali sette camicie. Poi si dirà che bisogna vedere dove finiscono i suoi meriti e iniziano le colpe altrui ma nel frattempo “chapeau” senza se e senza ma.

E poi c’è il gran casino di cui parlavamo all’inizio, quello dei potenziali incroci. Perché la verità è che qui tutti possono allearsi con tutti. Perché è vero che Castagna ha fatto il sindaco e Arnaldo Ferrandino il leader della minoranza, ed è altrettanto vero che tra lo stesso Arnaldo e Giosi Ferrandino non corra assolutamente buon sangue. Ma il fatto è che – in caso di necessità (non solo per vincere ma, particolare non trascurabile, anche per far… perdere il prossimo) ognuno dei contendenti potrebbe allearsi con ciascuno dei suoi potenziali rivali. Non è ancora tempo di fare chiarezza.

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