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De Siano toglie la “Castagna” dal fuoco: «A Casamicciola avanti e compatti con GB»

Facciamo così, per una volta partiamo da lontano e non dall’isola. Guardiamo ai quartieri alti. Silvio Berlusconi ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni europee. Il sostegno di De Siano è arrivato subito ma si aspettava una discesa in campo del cavaliere o è rimasto sorpreso?

«A dire il vero sì, un po’ tutti quanti noi auspicavamo che potesse esserci la discesa in campo di Berlusconi. Il 26 gennaio si celebrano i venticinque anni della fondazione di Forza Italia e ci saranno una serie di manifestazioni già programmate nelle più importanti città italiane. Ci saranno gazebo e iniziative per sottolineare e rimarcare quello che il presidente ha rappresentato per il nostro paese. Ci saranno stati anche degli errori, non si discute, perché nessuno è perfetto: però con Berlusconi c’è stata una innovazione della politica rispetto a come veniva intesa prima. Ha dato una spinta riformista al paese, lo ha cambiato, tante sono state le riforme importanti adottate. Per i moderati ha rappresentato un valore aggiunto ed ha esercitato la sua leadership in maniera autentica ed indiscutibile. Ci auguravamo che potesse sciogliere la riserva, decidendo ancora una volta di dare il suo contributo in questo particolare momento che sta attraversando il nostro paese. Ci stringiamo attorno a lui, siamo pronti a fare una grande campagna elettorale: è un momento importante per l’Europa e soprattutto, mi piace sottolinearlo, per l’Italia in Europa. Che va cambiata, ma dall’interno».

Restando alle elezioni europee, posso chiederle se Forza Italia avrà anche un candidato locale?

«No, nessun isolano e spiego perché. Forza Italia deve comporre le liste in maniera seria e scientifica. Si votano tre preferenze col sistema proporzionale in cinque regioni, insomma ci sono milioni di cittadini elettori coinvolti. Capirai che la campagna elettorale dovrà essere organizzata e supportata dal partito. Dobbiamo riuscire a creare una lista autorevole e forte in grado di dare sostegno al suo capolista che come detto sarà Silvio Berlusconi. Ovviamente oltre alle personalità esterne non dovremo dimenticare nemmeno gli europarlamentari uscenti».

Passiamo alle questioni di casa nostra iniziando da Ischia. Dopo aver ballato per un po’, alla fine Enzo Ferrandino si ritrova la maggioranza allargata grazie anche al perentorio dietrofront di Vivere Ischia. In cinque mesi due documenti capaci di dire l’esatto contrario l’uno dall’altro senza che nel mezzo sia accaduto nulla. Che spiegazione si è dato?

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«Può darsi che risponda con una frase che ho fatto mia già in passato in altre circostanze, ma io amo ricordare le cose che mi hanno segnato in questi lunghi anni di militanza politica. Diceva il mio sindaco, il compianto professore Mennella, che “ogni comunità si ritrova l’amministrazione che si merita”. Così credo di aver risposto compiutamente. Il fallimento dell’amministrazione di Enzo Ferrandino è sotto gli occhi di tutti, oggi tirano a campare e navigano a vista giorno per giorno facendo piccolissime cose. Sono stati votati democraticamente dai cittadini di Ischia, che magari sono pure soddisfatti di questo andazzo».

Come giudica invece l’operato dell’attuale compagine di minoranza, di cui peraltro fa parte?

«Mi piace essere franco e sincero, anche in questo momento in cui il populismo va di moda. Oggi le amministrazioni locali, con le norme che ci sono a disposizione, lasciano ben poco spazio al senso di responsabilità delle opposizioni di poter bene operare. Le minoranze possono fare qualche segnalazione alla stampa locale, qualche interrogazione al sindaco che magari risponde nei tempi o anche fuori, ma possono incidere ben poco. Questo perché purtroppo il dibattito politico non esiste più e il consiglio comunale – che è il luogo cardine in cui si dovrebbe esercitare la democrazia – è un’istituzione che è stata completamente svilita. Ma non solo a Ischia, quanto sull’isola e dappertutto: negli anni si è venuto a creare un meccanismo dove c’è l’amministrazione con a capo un sindaco che determina tutte le scelte e così il civico consesso si riunisce quelle poche volte l’anno per approvare decisioni già prese nelle stanze dei bottoni».

Passiamo a Lacco Ameno. Siamo stati i primi ad annunciare la sua volontà di tornare a fare il sindaco. Che lei sui social non ha poi certo smentito. Nel 2020 si andrà alle urne anche nel Comune del Fungo, il suo obiettivo è tornare nel palazzo municipale di Piazza Santa Restituta?

«Non smentisco e non confermo. In politica non devo essere io a dire che la storia ci insegna che tutto è possibile, tutto e il contrario di tutto. La scadenza naturale dell’amministrazione è nel 2020, manca ancora tantissimo tempo: noi dobbiamo lasciare il sindaco e la sua maggioranza governare per quest’altro pezzo di legislatura. E’ chiaro che nel momento in cui saranno maturi i tempi per fare determinati ragionamenti, beh li faremo e capiremo quale sarà la soluzione più utile per il paese… e sottolineo ancora una volta, per il paese».

Però, siamo sinceri, essere il primo cittadino della propria comunità è una cosa che fa sempre piacere. O sbaglio?

«L’ho detto più di una volta e lo ripeto ancora. In politica ho ricoperto tutte le cariche elettive previste nel nostro ordinamento ad eccezione di quella di europarlamentare. Tra tutte la più bella, la più affascinante, quella che mi ha dato maggiore adrenalina è stata quella di sindaco».

Prima del 2020 c’è un’altra scadenza, e cade quest’anno. Si va alle urne a a Casamicciola, dove c’è un’amministrazione che certamente ha una profonda vicinanza e un indiscusso legame con Domenico De Siano. Quali sono i suoi auspici?

«Voglio partire da una considerazione. In un momento decisamente complicato, l’amministrazione di Casamicciola ha dato prova di esserci e di riuscire a dare determinate e significative risposte. Questo è un dato emerso in maniera inconfutabile. Partendo dal presupposto che una persona estranea al territorio non deve influire su logiche, scelte e dinamiche e che quindi io mi limito semplicemente a dare qualche consiglio laddove richiesto. Ciò detto, sono certo che l’amministrazione uscente andrà avanti nel segno della continuità per continuare sul solco tracciato in questo quinquennio».

Dunque sì a un Castagna bis, perché?

«Ripeto, quest’amministrazione ha vissuto un momento tragico, al pari di quella di Lacco Ameno. Il terremoto del 21 agosto 2017, con tutti gli annessi e i connessi, è stato un momento decisamente delicato. A questo aggiungete che il sindaco e l’attuale maggioranza hanno dovuto fare i conti con finanze che erano quelle che erano, e non certo per colpa loro. Castagna e i suoi sono andati avanti, hanno intrapreso un percorso che a breve li vedrà anche fuori dal predissesto e questo lo ritengo un dato particolarmente significativo. Insomma, il bilancio è positivo, non vedo perché non debbano proseguire il loro percorso».

A proposito di remake, si parla di Giosi Ferrandino che starebbe pensando di tornare a Casamicciola dopo quindici anni. Sono rumors che De Siano valuta come?

«Partiamo da un presupposto: ognuno può legittimamente aspirare a intraprendere determinati percorsi politici, poi bisogna sottoporsi al giudizio dei cittadini elettori. Con quel po’ di esperienza che ho maturato, dico che l’attuale amministrazione non deve temere nulla e nessuno perché in questi anni ha lavorato bene e potrà presentarsi al paese con le carte in regola per chiedere la riconferma. A Giosi Ferrandino auguro di poter rappresentare ancora Ischia a livello europeo, anche se la mia appartenenza politica è diversa: immagino che il suo interesse sia questo e gli auguro di riuscire a confermarsi eurodeputato. Ma le amministrative…».

Le amministrative?

«Sono ben altra cosa, e io qui rappresento la mia parte politica. E il mio auspicio resta quello di un Giovan Battista Castagna bis con una maggioranza coesa e compatta».

Ormai tutti, negli ultimi anni, hanno capito cosa significa o potrebbe significare il Comune Unico, ma nei fatti la nostra continua ad essere una comunità decisamente frammentata. Perché?

«Il mio pensiero sul Comune Unico credo di averlo esplicitato nel corso degli anni, e per giunta in maniera reiterata e anche con l’azione politica che ho condotto da consigliere regionale: vorrei ricordare che sono stato il promotore della legge che prevedeva l’abolizione del quorum nel referendum. Credo fermamente che il Comune Unico sia la soluzione dei problemi per l’isola d’Ischia, un modo al passo coi tempi per dare risposte al territorio. La verità, però, è che la classe politica isolana ha poco interesse a raggiungere quest’obiettivo, l’ho capito nel tempo».

Ci si arriverà prima o poi?

«Difficile rispondere in maniera secca. Personalmente, però, sono decisamente scoraggiato rispetto a quelle che sono state le vicende regionali negli ultimi anni».

In che senso?

«La nostra Costituzione prevede che per la realizzazione di un Comune Unico, e dunque per la fusione di più Comuni, si debba partire dal basso fino a quando la Regione di appartenenza apra l’iter per giungere eventualmente alla costituzione di una nuova entità. Non è possibile che un provvedimento del genere sia calato dall’alto, ossia dal governo centrale. Ci si riesce dunque? Con De Luca e quest’amministrazione regionale sicuramente no. Con tale gestione, il Comune Unico ha fatto non uno ma cento passi indietro, questo è il dato che emerge».

Perché?

«Perché ci sono state, legittimamente per loro, delle amministrazioni isolane che hanno fatto pressioni sulla Regione per far sì che non si procedesse a dar vita agli atti amministrativi per l’indizione del referendum. Ecco perché anche dalle prossime elezioni regionali mi aspetto parecchio, e in particolare risposte dall’elettorato».

Gaetano Ferrandino

 

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