CULTURA & SOCIETA'

Fiocchetto lilla, oggi la giornata contro i disturbi alimentari

L’appuntamento con la giornata del fiocchetto lilla è giunto, quest’anno, alla sua ottava edizione. Si celebra oggi, in tutta Italia, la giornata di sensibilizzazione contro i disturbi del comportamento alimentare e anche Ischia, con l’Associazione “Artemisia – Una voce per l’Anoressia” è stata puntuale a stilare un programma, articolato per il quarto anno di fila, con una serie di eventi per coinvolgere i giovani e la cittadinanza intera per approfondire le problematica. E ieri pomeriggio, presso la Biblioteca Antoniana, si è svolta la tavola rotonda “Disturbi del comportamento alimentare, riconoscerli per affrontarli”. Sono intervenuti la dott.ssa Aurino, biologa nutrizionista per l’Associazione Accoglienza il Girasole e il prof. Paolo Massa, presidente dell’Associazione Artemisia una voce per l’anoressia. Subito dopo, alle 20:00, è partita dal piazzale Aragonese la pedalata del fiocchetto lilla che coinvolgerà le strade del Comune. È stata la giornalista Carmen Cuomo a introdurre la serata e raccontare il programma della due giorni che vedrà diversi momenti. La dott.ssa Aurino ha poi iniziato a elencare queste patologie caratterizzate da un anomalo rapporto con il cibo, stati emotivi negativi e una bassa autostima. Anoressia, bulimia sono solo le forme principali di questo disturbo, purtroppo troppo frequente soprattutto tra i giovanissimi. 

“Viene alterata la percezione della propria immagine corporea, – ha spiegato la dott. Ssa Aurino – specchiandosi, chi soffre di un disturbo del disturbo alimentare, ha un’immagine distorta della propria figura. È una persona presa dall’attenzione estrema per il cibo che condiziona tutte le sue abitudini”. Ad oggi l’1% della popolazione soffre di Anoressia, il 5%di bulimia. L’età dell’insorgenza è tra i 14 e i 18 anni e il problema,  alle volte, ritorna in età adulta. In prevalenza sono le donne a soffrirne di più perché il corpo della donna viene visto dalla società come un oggetto. È stato dimostrato, inoltre, che anche stati motivi di stress e di ansia fanno sviluppare dca. Le cause? Alla base ci sono fattori predisponenti come i geni a cui si aggiungono fattori psicosociali. “Guarire si può, ma bisogna assumerne consapevolezza e avere il coraggio di chiedere aiuto. La prevenzione pure è importante a partire dalla sensibilizzazione per poi arrivare al trattamento del disturbo. Educatori, medici, insegnanti sono chiamati a lavorare insieme e nella stessa direzione, per aiutare gli adolescenti”. 

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L’ evento è stato promosso da Artemisia una voce per l’ anoressia  ed è stato Paolo Massa, presidente dell’Associazione e papà di Misia, a parlare delle mission importanti che si è prefissata di fare l’Associazione: fare informazione, aggregazione, trovare gli strumenti per portare a livello nazionale tematiche importanti. 

“Quando perdi una figlia cosi ti chiedi perché e allora ho iniziato a girare per vari convegni dove ho captato il perché. Mia moglie Anna ha avuto una fase di anoressia e quindi c’era il fattore genetico, e poi che i gemelli hanno il 30% di possibilità di ammalarsi e Artemisia era un parto gemellare. Quando i bimbi selezionano o eliminano dei pasti pure è un segnale dca, e Misia mangiava piatti enormi di salsa con il panello di boccia mentre era sotto stress in 3 media. Leggendo i quaderni della salute – ha continuato Paolo – ho visto che il perfezionismo pure incide e lei piangeva se prendeva 9 e non 10. Se avessi saputo queste cose mia figlia sarebbe stata ancora qui. In 3 superiore attacchi di panico a scuola, dinanzi ai quali nemmeno la psicologa ha potuto far nulla”. 

Due anni fa l’associazione promosse un corso ai docenti del liceo per far capire loro 

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“Anche una dieta può accendere una miccia, a volte dei nutrizionisti eliminano carboidrati per lungo periodo e la cosa può tracciare un terreno fertile. Il Ministero della Salute ha fatto uscire le raccomandazioni per i genitori, ma purtroppo nessuno lo sa, l’informazione è davvero poca. È questa una battaglia che abbiamo intenzione di fare, le indicazioni scritte su questo quaderno possono aiutare un genitore, un docente a raccogliere i segnali. Da stasera quello che deve uscire è una cultura sui dca e vogliamo che i pediatri sottopongano ai più piccoli un questionario per vedere se ci sono i primi segnali e così prevenire”. 

Dopo tante domande della platea, tra le quali si è intuito come questa malattia colpisca anche a Ischia bimbi piccolissimi, un aperitivo che ha anticipato un altro momento quello della pedalata lilla in collaborazione con Cicli Scotto. 

La due giorni di eventi continua oggi, presso lo stadio intitolato alla memoria di Enzo Mazzella, alle 15:00 con  le manifestazioni sportive e alle 19:30, presso il palazzetto dello sport “Federica Taglialatela”, con una Santa Messa celebrata da Don Carlo Candido. A seguire uno spettacolo canoro e l’esibizione delle scuole di danza, la chiusura sarà affidata al dj Edo Messina. Sabato 16 marzo la tre giorni chiuderà a Frattamaggiore con un corso di formazione per pediatri organizzato dall’Asl Napoli due Nord che vedrà l’intervento del prof. Massa e della dott.ssa Milena Salerno, neuropsichiatra infantile.  “Siamo lieti di essere ancora una volta promotori di un momento di grande aggregazione verso una sempre maggiore conoscenza dei DCA e dell’Anoressia in particolare -dichiara il Prof. Paolo Massa, Presidente di Artemisia-. Contiamo sulla partecipazione e sulla collaborazione di tutte le espressioni sociali del territorio, in particolare delle istituzioni locali e delle scuole, per la migliore riuscita dell’evento”. La tragedia vissuta dalla famiglia Massa resta indelebile come l’inchiostro. I primi sintomi, le lunghe passeggiate di Artemisia, le fughe, i ricoveri forzati e quell’amore di un padre più forte di quei 29kg; una vera e propria via Crucis fin quando il cuore di Artemisia non ce l’ha fatta più. Dal dolore alla nascita dell’Associazione “Artemisia una voce per l’anoressia” e un lungo cammino intrapreso da Paolo Massa in prima persona per informare genitori e insegnanti, per riconoscere i primi sintomi della malattia, affinché non ci sia più un’altra Artemisia.

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