“Generare la vita vince la crisi: sono i figli la vera ricchezza del Paese”

“Generare la vita vince la crisi: sono i figli la vera ricchezza del Paese”

Il sogno di Dio nella “Giornata per la vita”: ma i figli mancano sempre più e cresce la conseguenza della crisi economica, che è morale. Era già il 3 febbraio 2013 e il Consiglio episcopale italiano (Cei) così scriveva sul tema della 35a Giornata per la vita: “Generare la vita vince la crisi. Senza figli non c’è futuro. Se una famiglia si dimostra disponibile, non va lasciata sola. Deve avvertire attorno a sé una rete di solidarietà concreta, fatta non solo di complimenti ed esortazioni, ma di tante forme di aiuto e di solidarietà. Generare è una forma di dono certamente, di solidarietà all’intera società, un gesto d’altruismo che lo Stato dovrebbe gratificare e non mortificare”. E il Papa (Emerito e vivente) Benedetto XVI così rispondeva a una generosa coppia provata dalla crisi economica: “Le parole sono insufficienti…Che cosa possiamo fare noi ? Io penso che forse gemellaggi tra città, tra famiglie, tra parrocchie potrebbero aiutare. Che realmente una famiglia assuma la responsabilità di aiutare un’altra famiglia”(Intervento alla Festa delle testimonianze al Parco di Bresso, 2 giugno 2012). Passa il tempo e siamo domani domenica al 3 febbraio 2019 alla 41a “Giornata per la vita”: il Messaggio, come stanco, della Cei appare sostanzialmente lo stesso, ma come sfumato sulla Radice dell’Albero della Vita e rivolto piuttosto agli effetti di altre incombenze comprensibili come quella degli anziani e dell’esodo dei migranti (ma c’è purtroppo anche l’esodo massiccio dall’Italia dei nostri giovani emigranti!) che, secondo noi, sono l’inevitabile e già prevista conseguenza della “grave colpa” (in termini del Magistero Cattolico unico, immutabile, infallibile: ricordiamo anche l’Enciclica “Humanae vitae” del Papa san Paolo VI del 25.07.1968: cinquantuno anni fa!) del no a generare la vita, no al “dono del figlio vera ricchezza del Paese”. Inverno demografico, sfiducia e silenzio complice d’omissione negli stessi aderenti agli ‘incontri’ del Movimento Mariano col luminoso volume dei Messaggi della Madonna al Fondatore don Stefano Gobbi. Raramente si sentono funzionari sacerdotali, piuttosto animati da un’irrefrenabile ansia di apparenza e protagonismo, fare doverosa, costante e ubbidiente eco al Magistero della Chiesa (Papa e Vescovi uniti a lui), con la conseguenza di continuare a ingenerare fuorvianti confusioni, mancanza di Speranza o addirittura allontanare i bambini “disturbatori”, per cui avviene che si ripari per corsi di matrimonio, cresima, battesimo e catechismo in altra Parrocchia. Eppure proprio Papa Francesco ebbe ad ammonire su “segretarie del demonio presenti nella gestione parrocchiale”. Allevare i figli, specialmente se la famiglia è sola, non è facile, appare anzi eroico. Ma è, comunque, un investimento per la comunità, che, invece, preferisce affidarsi all’utero altrui per cercare di risolvere la propria economia e soprattutto la propria mediocre coscienza malata di comoda incoerenza e grave colpa. Ne è consapevole la Costituzione italiana che (a parole) stabilisce al’art. 31: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della  famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. Si lasci allora germogliare la speranza: è l’ultimo invito dei Vescovi della Cei: – “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa”(bellissimo Isaia 43, 19 !). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia la speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia. E’ vita, è futuro nella famiglia! L’esistenza -continua il testo Cei- è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: “fàcciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vera vita”- (1Tim 6,18,19). Il futuro è solo nella famiglia, quella controcorrente, perché “generare è vincere” sull’arido relativismo. Alla fine “nel deserto s’aprirà una strada”: la Civiltà dell’Amore nella Città Santa (Ap 21, 1).

*Pasquale Baldino – Responsabile e promotore diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (email: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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