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Geotermia, il Ministero dell’Ambiente boccia il progetto pilota di Serrara

SERRARA FONTANA. Il risultato era quasi scontato, ma fino a quando non sarebbe arrivato l’esito concreto non si poteva esserne sicuri. E alla fine il responso tanto atteso è arrivato. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del  Mare ha, infatti, bocciato definitivamente il progetto per la realizzazione dell’impianto Geotermico in quel di Serrara- Fontana. Il decreto, passato quasi del tutto in sordina, è stato firmato già alla fine del Novembre 2018, andando così a mettere fine ad una vicenda trascinatasi per ben tre anni.  Una vicenda fatta di dubbi, opinioni contrapposte e non in ultimo un ricorso al TAR della Regione Campania.

Era infatti, lo ricordiamo, il 2015 quando si cominciò a parlare sul territorio isolano della realizzazione di un progetto pilota sperimentale inerente l’utilizzo di flussi termici per la produzione di energie rinnovabili sul  territorio isolano.  Il progetto, da realizzarsi nell’ambito del Comune di Serrara Fontana e promosso dalla società Ischia Geotermia, fin da subito, però, sollevò le perplessità di molti, esperti del settore e non, preoccupati dei possibili effetti che un impianto del genere potesse avere sull’ambiente e sul sottosuolo isolano.  Il timore condiviso, infatti, era che, tale impianto, sfruttando le risorse immagazzinate nella crosta terrestre, pur rappresentando una fonte di energia pulita e rinnovabile, non escludeva, rischio sismico diretto o indiretto.  Si aprirono così ampi dibattiti sulla spinosa questione che portarono ad alterne vicissitudini.  Nel 2016, infatti,  Ischia Geotermia, come riportammo anche sulle colonne di questo giornale, indirizzò al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e  del mare, un dossier integrativo al progetto pilota, sulla scia delle sollecitazioni ricevute dalla Commissione Tecnica di verifica per l’impatto ambientale che aveva comunicato alla suddetta società la necessità di ottenere un’ analisi approfondita del progetto in questione al fine di avere una visione maggiormente esaustiva degli eventuali rischi per la nostra isola.  Ischia Geotermia aveva quindi provveduto a stilare un documento di 85 pagine contenenti approfondimenti in merito alla potenziale contaminazione delle falde acquifere, agli effetti dell’impianto geotermico sulla flora e sulla fauna e un’ampia analisi dedicata all’impatto sulla salute e sull’ambiente. Analisi con le quali aveva quindi cercato, ancora una volta,  di dare risposte rassicuranti, in merito “all’assenza di elementi di pericolosità tali da determinare impatti significativi sull’ambiente e sull’uomo” e sul rischio – ritenuto estremamente basso- di sismicità indotta nella zona che sarebbe stata interessata dall’impianto. Il dossier integrativo, però, non è bastato evidentemente a placare i dubbi tanto che nell’Aprile dello scorso anno, la Regione Campania dopo aver studiato tutte le carte, diede il proprio parere negativo alla realizzazione dell’impianto, sostenendo che lo studio, realizzato in merito,  fosse lacunoso  e che nonostante Ischia geotermia continuasse ad essere fin troppo sicura che la zona interessata dall’attività di coltivazione geotermica potesse essere considerata asismica e pertanto che la probabilità di indurre terremoti anche di bassa magnitudine fosse minima, non era comunque da sottovalutare il fatto che il sisma occorso sull’isola il 21 agosto 2017,  pur  da considerarsi di magnitudo non elevata, aveva comunque causato effetti devastanti sul territorio isolano.  Tra studi approfonditi e pareri vari,  di acqua sotto i ponti, come si suol dire, ne è passata, e alla fine tra un responso e l’altro è spuntato perfino il ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Campania avanzato da parte della stessa Ischia Geotermia, avente ad oggetto l’annullamento dell’atto datato Giugno 2017, con cui il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la sopraintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli aveva emanata avviso di procedimento negativo per la realizzazione dell’impianto geotermico di Serrara-Fontana.  Un responso questo, evidentemente, considerato da Ischia Geotermia ancora troppo prematuro visto che l’iter dell’analisi degli studi approfonditi  era ancora in mano alla Regione Campania  che si è poi difatti espressa in via definitiva soltanto nel 2018.

Ebbene, tutte le azioni messa in campo da Ischia Geotermia per portare alla realizzazione del progetto non sono servite ad ottenere i risultati sperati.  Il Ministero dell’Ambiente, come anticipavamo,  alla luce anche degli atti presentati dai vari enti incaricati per esprimere parere sulla vicenda, ha quindi decretato, l’ incompatibilità ambientale per la realizzazione dell’impianto geotermico.

 

Il testo del decreto

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“Vista la nota del 18 maggio 2018- si legge infatti nel testo del decreto – con cui, stante il parere negativo con prescrizioni n. 27 del 20 aprile 2018 della Commissione Tecnica di verifica dell’impianto ambientale Via e Vas, nonchè del parere negativo del Ministero dei beni e delle attività culturali;  Preso atto che non sono pervenute, da parte della società Ischia Geotermia osservazioni a seguito del succitato preavviso negativo di compatibilità ambientale;

Considrato, quindi, il parere negativo n 2707  della Commissione tecnica di verifica dell’impatto amientale via vas costituito in n, 73 pagine;

Considerato il parere negativo del 20 febbraio 2018 del Ministero dei beni e delle culture di 10 pagine; considerato il parere negativo della Regione Campania espresso con decreto dirigenziale n 15 del 2017, e con il decreto dirigenziale  n. 31  del 5 Aprile 2018; visto l’aritcolo 9 del decreto del Preisendete della Repubblica 14 Maggio 2997, che ha istitutio la commessione tecnica di verifica dell’impatto ambientae Via e Vas e prevede per le valutazioni di impatto   ambientale di opere per le quali sia riconosciuto, un concorrente interesse regionale, e l’integrazione della Commissione ad hoc; si decreta giudizio negativo di incompatibilità ambientale in merito al progetto di impianto pilota geotermico nell’isola di Ischia».

É con queste parole, dunque, che, salvo ulteriori ed improvvisi colpi di scena, si conclude la spinosa vicenda  della geotermica sull’isola di  Ischia.

 

Sara Mattera

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