Hanno coperto la prova del disastro

Hanno coperto la prova del disastro

CASAMICCIOLA TERME. Quello che è successo a qualcuno potrà sembrare anche un dettaglio. E magari di poco conto, visto che dalle nostre parti siamo abituati a non meravigliarci più di niente e a non indignarci più per nulla. Ma quanto è stato perpetrato dopo la frana che ha causato il crollo di un muraglione sulla Litoranea di Casamicciola (e che solo per un puro caso, e ci piace sottolinearlo ancora una volta, non ha fatto morti e feriti) è un fatto gravissimo, Perché testimonia che qualcuno – e sarebbe opportuno che su questo le forze dell’ordine facessero le verifiche per capire chi ha voluto occultare la causa (o comunque una delle cause) di quel crollo per evitare che la verità venisse a galla. Quello che vi mostriamo in esclusiva assoluta, e che a scanso di equivoci di documentiamo con le foto che vedete in pagina,

La clamorosa scoperta c’è stata nella mattinata di venerdì, quando è sbarcato sull’isola il consigliere della Città Metropolitana con delega alle Strade, Raffaele Cacciapuoti, si è recato personalmente sull’isola e sui luoghi oggetto della frana. Lo stesso ha poi voluto visitare anche l’area soprastante dove ci sono una serie di abitazioni e lo ha fatto in compagnia di tecnici e ingegneri dello stesso ente guidato da Luigi De Magistris, oltre che con personale della ditta incaricata della messa in sicurezza. Pur essendo profani della materia, è apparso chiaro anche ai nostri occhi che si cercasse di capire dove confluisse l’acqua e se – come si era sempre ipotizzato sin dal primo momento – la stessa defluisse attraverso il muro. In una piccola insenatura che dà a strapiombo proprio sul muro franato, ecco che c’è stata l’incredibile scoperta: è stata alzata la grata di un tombino e sotto del cemento fresco ostruiva un buco. Una fessura abbastanza ampia che di fatto spingeva l’acqua attraverso il muro chissà dove, e in ogni caso a valle. Questo ha sicuramente contribuito a rendere la struttura decisamente più debole di quanto già non fosse per carenze strutturali all’atto della sua costruzione e per la botta ricevuta a causa del terremoto.

Ma perché si è proceduto a questo escamotage? E’ presto detto: il muro, una volta crollato, è di fatto “nudo”. La caduta di acqua in quantità massicce avrebbe consentito ad occhio nudo di capire quello che era successo. E così qualcuno ha ben pensato di andarlo a cementare e il cemento stesso era ancora fresco e non c’è dubbio che il lavoro fosse stato fatto di recente. In questo modo l’acqua sarebbe “rimbalzata” scivolando comunque a valle ma in maniera più graduale. Chi può essere stato a nascondere in maniera becera una causa scatenante del crollo della strada? Difficile dare una risposta, ma bisogna trovarla. Tra l’altro, da quelle parti abita anche un consigliere comunale ischitano, il quale da rappresentante delle istituzioni dovrebbe avere il dovere morale di adoperarsi per trovare una risposta. Questa non è una bravata, è stato un modo per nascondere il perché di quella che poteva essere una tragedia. E un gesto che non deve rimanere impunito, chiunque l’abbia commesso

Gaetano Ferrandino

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