I ragazzi dell’Erasmus Plus in scena con il Cyrano De Bergerac Italiano, francese, tedesco, ungherese e dialetto napoletano, queste le lingue in cui hanno recitato i ragazzi conquistando, con la loro bravura, il pubblico del Polifunzionale

<span class="entry-title-primary">I ragazzi dell’Erasmus Plus in scena con il Cyrano De Bergerac</span> <span class="entry-subtitle">Italiano, francese, tedesco, ungherese e dialetto napoletano, queste le lingue in cui hanno recitato i ragazzi conquistando, con la loro bravura, il pubblico del Polifunzionale</span>

di Isabella Puca

foto Enzo Rando

Ischia – Le premesse erano più che buone, del resto ce lo avevano annunciato che il livello sarebbe stato davvero alto, da professionisti. E in effetti, i ragazzi che hanno messo in scena il Cyrano De Bergerac, sorprendenti lo sono stati davvero. Sul palco giovani attori provenienti dal liceo statale di Ischia, dal liceo Pierre Poivre de Saint Joseph (Réunion – Francia), dalla KaufmannischeSchule di Heidenheim (Germania) e dalla BàlintMàartonAltàlànosIskolaésKözépiskol di Budapest (Ungheria). Sono queste le scuole che hanno preso parte al progetto “Erasmus Plus” un’esperienza multiculturale legata al teatro che ha visto i ragazzi ischitani rappresentare l’Italia. Il progetto iniziato un anno fa, ha visto creare una vera e propria compagnia teatrale in tournee che, guidata dalla regia del teatro Picaro, ha già visto una prima tappa nell’isola di Reunion in Francia. La lingua? Non è affatto un problema, anzi. Ieri mattina e ieri sera i ragazzi, esibitisi sul palco del teatro Polifunzionale, hanno recitato in italiano, dialetto napoletano, francese, tedesco e ungherese e sembrava che non avessero fatto altro nella vita. Per loro 10 ore al giorno, circa, di prove e tanta voglia di andare in scena per sorprendere e divertirsi insieme per rendere ancor più indimenticabile quest’ incredibile esperienza. Si comincia a sipario aperto, dinanzi alla carica trasmessa dai ragazzi, più di venti gli attori in scena, non c’è bisogno di nessuna scenografia. Rossana, Cristiano, Cyrano, in scena ci sono tutti e i ragazzi, senza mai perdere il ritmo cantano, danzano e recitano conquistando tutti gli spazi del polifunzionale, dal palco ai corridoi dove a pochi passi è seduto il pubblico. Il duro lavoro che c’è stato in questi mesi dà i suoi frutti e alcuni dei ragazzi sembrano essere dei veri e propri talenti; i francesi, i tedeschi e gli ungheresi sembrano essere conquistati dai nostri intercalari provenienti dal dialetto che ripetono con uno scoppio della voce nonostante sia una parlata così lontana e diversa dalla loro. Simulano duelli a suon di tamburi, si mescolano parlando gli ischitani francese e tedesco, e i gli ungheresi inglese e dialetto napoletano, cantono, si emozionano e fanno emozionare tutto il pubblico che, alla fine della rappresentazione, con la morte di Cyrano, li applaude in piedi, con forza, un battito di mani così caloroso da essere universale. Dopo diversi inchini per salutare il pubblico che numeroso è accorso a vederli, sono raggiunti dai tre  registi italo francesi del teatro Picaro, con loro gli insegnanti e Salvatore Ronga, esperto di teatro per la scuola ischitana, e si conquistano la loro fetta dl’applauso e la stima dei ragazzi appena andati in scena. «I 4 licei europei che hanno vinto questo progetto,  hanno lavorato tantissimo e insieme portando  in scena  questo bellissimo lavoro. Penso che sia il modo più bello di lavorare insieme ai nostri amici europei, è nata una grande amicizia, tanti problemi sono stati sempre risolti, abbiamo creato una grande squadra in cui tutti hanno collaborato. Ci sono tante altre persone che sono rimaste nei paesi da dove provengono i ragazzi, i nostri ragazzi hanno recitato in francese e lo faranno in tedesco e non so come in ungherese». È così che alla fine dello spettacolo ha salutato il pubblico la professoressa Anna Verde, tra i responsabili di questo bellissimo progetto, che ha dato ai ragazzi molto di più che tante ore di scuola seduti tra i banchi. È forse questa quella che chiamano: la buona scuola.

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