LE OPINIONI

IL COMMENTO L’Area Marina Protetta? Un’occasione perduta

DI VITO IACONO

Poteva essere l’occasione per una rifondazione seria dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” all’indomani del provvedimento di scioglimento del consorzio di gestione da parte del Ministero per l’Ambiente, evitando di ripetere gli stessi errori del passato, anzi facendone tesoro. Un processo che partisse dal basso per avvicinare ai cittadini quello che era sembrato da subito un corpo estraneo anche per evitare di alimentare il solito sospetto che si trattasse del solito carrozzone utile solo per distribuire incarichi, riequilibrare le forze in un sistema di potere ormai anch’esso fallito senza che nessuno se ne sia accorto. Ed invece sono inutilmente passati tanti anni per ricominciare da dove si era falliti.

È vero è difficile, quasi paradossale, parlare di Area Marina Protetta in un territorio dove non vi è un depuratore, ma proprio per questo diventa strategica e fondamentale la presenza di una Istituzione che dovrebbe rappresentare un elemento di salvaguardia, di valorizzazione e di garanzia. Un Ente che da un lato possa costantemente monitorare lo stato di salute del nostro mare, certificarne la ottima salute nonostante le mille criticità, per chi fa il bagno e per chi va a pescare, sollecitare la opportunità e la necessità di realizzare gli impianti di depurazione, monitorare costantemente la qualità degli impianti e delle strutture che attualmente provvedono alla gestione delle acque reflue, che si faccia carico dei progetti e dei programmi di pulizia e bonifica dei fondali, di prevenzione dei fenomeni di inquinamento, quello causato dalla plastica oggi è di grande impatto. Cosa costava aprire una campagna di ascolto, cooptare nel percorso di ristrutturazione il mondo dell’associazionismo, della ricerca e della formazione, i pescatori, gli attori protagonisti della nostra grande risorsa che è il Mare. Una risorsa strategica per il nostro sistema territoriale con la sua impareggiabile flora ed la sua incredibile fauna. Dall’incontro, dal confronto non possono che emergere le buone e giuste idee!

Cosa impediva ai Comuni di procedere per la selezione della nuova classe dirigente all’apertura di un avviso pubblico che mettesse in condizione le tante intelligenze, competenze, sensibilità di proporsi favorendo un processo rispettoso dei principi e dei valori riferibili alla trasparenza ed alla meritocrazia? Questo sistema di potere legato alla presunzione, all’autoreferenzialità, deve cercare dei modelli virtuosi e che funzionano di riferimento e valutare la opportunità di chiedergli di farci da Tutor con umiltà e voglia di imparare. L’Area Marina Protetta non può essere il solito affare per pochi, ma deve rappresentare la occasione per tutti. Non può essere ancora una volta il luogo della spartizione delle boe, dei permessi, dei posti. Altrimenti rinasce già morta e questa volta senza speranza di poter risorgere.

Si possono ancora creare le condizioni affinché i cittadini ed il sistema produttivo e territoriale si sentano protagonisti, si può ancora pensare ad un sorta di garante rappresentativo del tessuto socio economico che vigili sul buon andamento della vita dell’AMP. L’Area Marina Protetta è una occasione di sviluppo e di occupazione non un recinto di regole e di burocrazia, basta saperla cogliere, adesso. Ma lo vogliamo realmente? A volte si pensa a progetti di lungo o lunghissimo termine per nascondere le nostre quotidiane deficienze ed ignoranze. Lo testimoniano i silenzi assordanti di tutti, anche di quelli che subito dopo il primo fallimento fecero un po’ di caciara. Il tutto non lascia presagire cose buone. Non parlo della politica, quella ha già dato buona prova di se, se sono vere le cialtronate che mi riferiscono sarebbero state proferite nell’ultimo consiglio comunale di Forio. A volte è meglio augurarsi che stiano zitti. Una questione di cultura, di stile, di buon senso, per chi ce l’ha.

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