CRONACA

Il diritto di patronato che divide l’isola

Il diritto di patronato divide l’isola. Da un lato c’è chi sostiene che, a Forio così come a Casamicciola, debba essere ancora il Consiglio comunale a designare il parroco, dall’altro chi sostiene che la scelta sia del Vescovo. Partiamo dall’inizio.  

La storia del Diritto di patronato come istituzione giuridica risale molto addietro nei secoli. Esso si sviluppò dall’istituzione della chiesa proprietaria del medioevo. Fino alla concessione del “Diritto di patronato” da parte di papa Alessandro III nel XII secolo, moltissime chiese erano di proprietà di nobili o di città. Si trattava di fondazioni in favore della Chiesa. E così anche sull’isola. In pratica sia nel caso di Forio che di Casamicciola il Comune, da proprietario delle chiese in questione, rivendica la scelta di scegliere il parroco. La richiesta del vescovo monsignor Pietro Lagnese di soprassedere alla celta da parte della politica, ha diviso le comunità dell’isola. Nessuno, infondo, si aspettava tante polemiche e così in curia tutti hanno le bocche cucite. Nessuno vuole parlare. “non si vogliono alimentare polemiche”, è la versione ufficiale. “Leggete la lettera del vescovo” ci dicono. Qualcuno tra i corridoi dell’episcopio si fa scappare qualche parola in più. “Un diritto di 700 anni fa che oggi davvero non ha senso”, ci dicono. La parrocchia di San Vito a Forio, ad esempio, oggi riceve solo il contributo per la festa patronale e viene più sostenuta economicamente in tutto e per tutto dal Comune come succedeva un tempo.

Ma anche il Comune di Ischia, ad esempio, concede un contributo per la festa di San Giovan Giuseppe, eppure non avoca a sé il diritto di scegliersi il parroco. C’è anche, però, chi sostiene che le due parrocchie in questione siano di proprietà dei rispettivi Comuni, per cui è normale che il proprietario abbia voce in capitolo nella scelta di chi vada a celebrare a casa sua. “In realtà – ci dicono – scegliere il parroco rappresenta per i due consigli comunali una sorta di ‘potere’. I sindaci si nascondono dietro le raccolte firme dei cittadini che chiedono il rispetto di una tradizione”. Il dibattito sull’isola ed in particolare nelle comunità di Forio e Casamicciola si infiamma. Quando ci sono dei cambiamenti, quando si elimina qualcosa anche una tradizione che affonda la sua genesi 700 anni fa, c’è chi si sente leso. Il vescovo Lagnese lascia spazio alle parole dei sindaci ed alle decisioni dei consigli comunali, intanto l’opinione pubblica è schierata: la tradizione non si tocca così come il diritto di patronato

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