Il Roxy bar primo bar plastic free dell’isola A Forio si inizia a vietare il monouso, presto anche gli altri bar dovranno adeguarsi alla normativa europea

<span class="entry-title-primary">Il Roxy bar  primo bar plastic free dell’isola</span> <span class="entry-subtitle">A Forio si inizia a vietare il monouso, presto anche gli altri bar dovranno adeguarsi alla normativa europea</span>

di Isabella Puca

FORIO – “Il Roxy bar, in ottemperanza alle linee guida del Ministero dell’Ambiente e a quelle che sono le direttive Europee ha deciso di limitare in maniera drastica l’uso della plastica non compostabile e non riciclabile. Evita il monouso, salva il tuo domani!”.  E’ questo il cartello esposto in uno dei bar del Comune di Forio, il Roxy bar, per l’appunto, il primo ad annunciare la svolta “no plastic” dell’intero territorio. “Speriamo di essere stati i primi di tanti per una Forio senza plastica”. Commentano così i titolari dell’esercizio che sembrano già pronti ad adeguarsi alla direttiva europea, attualmente in discussione. Nuove norme europee sono, infatti, in arrivo per i prodotti usa e getta che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa. Gli Stati membri dovranno ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica mettendo a disposizione prodotti alternativi. Tra quelli messi al bando dall’Europa troviamo: cannucce, agitatori per bevande, piatti e posate che dovranno sparire da bar, pub e locali quando la direttiva europea sarà in vigore. Gli oggetti di plastica usa e getta sono considerati responsabili dell’85% dell’inquinamento che colpisce oceani e spiagge di tutto il Pianeta oltre a raggiungere persone e animali attraverso la microplastica, che si disperde nel cibo, nell’acqua e nell’aria. Il bando dovrà essere confermato dall’Europarlamento e dai governi entro, questo spera Bruxelles, le prossime elezioni europee in calendario nel maggio 2019. Ischia, come il resto d’Europa, si prepara dunque a una vita senza plastica. Virtuoso l’esempio dell’Istituto scolastico Telese dove,  all’interno del Piano dell’Offerta formativa il Collegio dei docenti si è deciso di avviare un progetto triennale per dire No all’uso indiscriminato della plastica. “Per l’istituto Vincenzo Telese, che deve formare i futuri operatori nell’industria del turismo e dell’accoglienza, – questo quanto fatto sapere dai docenti – è necessario che cresca la coscienza che lo sviluppo del benessere e della ricchezza in un ambiente così delicato come l’isola d’Ischia non può più prescindere dalla difesa dell’ambiente, dalla valorizzazione del paesaggio, dalla tutela della ricchezza naturale.  Il progetto partirà dalla programmazione di acquisti e di pratiche d’uso che privilegino materiali riciclabili per procedere ad una progressiva rinuncia alle sostanze plastiche. Si spera di trovare nella realizzazione di questo progetto le necessarie alleanze, a partire dalle Amministrazioni locali, perché cresca in tutti la consapevolezza che il futuro nostro e delle generazioni a venire dipende da ciò che ora facciamo”. Un piccolo passo verso un futuro migliore a partire dall’istituzione scolastica. “Se 10 istituti decidessero di dire basta alla plastica usa e getta, verrebbero risparmiate all’ambiente circa 1 milione di bottigliette in un solo anno”, è questo, invece, l’appello dell’Associazione Marevivo e della Fondazione Sorella Natura che ha chiesto a tutti gli istituti scolastici di mettere subito in pratica un buon proposito per il nuovo anno: aderire all’appello #StopSingleUsePlastic per eliminare la plastica monouso. Si stima che in una classe gli alunni consumino ogni giorno una bottiglietta d’acqua, in un intero anno scolastico circa 4000, un dato considerevole, soprattutto se va eliminato!  La plastica non inquina solo l’ambiente, ma anche quello che arriva sulle nostre tavole. Vi ricordate l’episodio dei misteriosi dischetti di plastica che arrivarono a migliaia sulle nostre coste? Non è bastato raccoglierli e numerarli per delimitare il danno creato all’ecosistema. L’ultima triste notizia arriva dal Centro Ricerche tartarughe marine della Campania che ha eseguito un’autopsia su una carcassa di tartaruga caretta caretta morta a Sapri. All’interno del corpo sono stati ritrovati i dischetti del depuratore di Capaccio e la conferma che c’è quasi sempre l’uomo, direttamente o indirettamente, dietro la morte di una creatura marina.

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