CULTURA & SOCIETA'

Il Vesc. Lagnese decreterà la cessazione del “privilegio” ai comuni di Casamicciola e Forio per la nomina del Parroco nelle due chiese col … “vincolo”

I parroci devono essere nominati solo e soltanto dal Vescovo come è accaduto da sempre ed accade oggi per le chiese parrocchiali della Diocesi isolana.  Sull’isola non  possono rappresentare l’eccezione continuata solo due chiese parrocchiali, sol perché un decreto del 1540 del vescovo  Falivenia concesse alle autorità municipali locali  del tempo IL “privilegio” di partecipare alla nomina del parroco della parrocchia  suggerendo almeno tre nominativi di proprio gradimento per individuarne il prescelto. Si è in presenza di un ”caso” riaperto. Parrocchie, patronato e polemiche di condimento  rappresentano insieme, come se ce ne fosse stato bisogno, la delicata e turbolenta vicenda  che vede il Vescovo della Diocesi isolana Mons. Pietro Lagnese assumere sulla curiale nomina dei parroci in alcune particolari parrocchie con anacronistiche regole patronato-Comune, una posizione precisa e decisa  in  una questione in cui sono coinvolte due importanti parrocchie, quella di Maria Maddalena Penitente a Casamicciola e di San Vito a Forio e i due rispettivi sindaci Giovan Batista Castagna e Francesco Del Deo  agguerriti più che mai con le proprio amministrazioni, in forza della presenza nei vecchi scaffali degli archivi comunali di una ingiallita  “carta” di antichi diritti di patronato emessi con decreto risalente al  1540 dall’allora Vescovo, S.E. Mons. Agostino Falivenia (Pastineus).

La storia più tormentata  della parrocchia di Santa Maria  Maddalena in Casamicciola  relativa  al cambio del parroco del  dopo don Vincenzo Avallone, ( fu nominato parroco senza ricorrere ai vecchi privilegi di patronato), risale agli ultimi anni di vescovado Del Vescovo Strofaldi, per altro non in buona salute, mentre i fatti della parrocchia di san Vito sono legati a storia recente. Tutto quanto, verte sul principio canonico che vuole, dalla parte dell’apparato curiale   vescovile,  la nomina del parroco sia  chiara  prerogativa assoluta della Curia diocesana  e quindi  del Vescovo che la presiede. Si dà il caso, per così dire storico, che il Comune di Casamiciola che quello di Forio vantano un vecchio medievale  “privilegio” che  gli attuali amministratori comunali delle due municipalità isolane, hanno preso troppo alla lettera, ignorando che il vescovo successore a Falivenia,   come lo era Strofaldi  e lo  è oggi  il  vescovo Lagnese, può revocare e cambiare la “concessione” in qualsiasi momento. Di qui la lettera del Vescovo Lagnese   al Sindaco di Casamicciola e del medesimo tono al Sindaco di Forio.“Egregio Signor Sindaco, il Signore Le dia Pace» esordisce così Lagnese. «Le scrivo in merito al diritto di “presentazione” concernente la nomina del parroco della Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme, che, conformemente a un antico diritto di patronato, spetta a codesta Amministrazione Comunale.  Al riguardo, mi preme in modo particolare manifestarle la riconoscenza che la Chiesa di Ischia nel corso del tempo ha accumulato per i frutti spirituali e il sostegno materiale che dall’ uso di tale diritto sono derivati per il Popolo di Dio e per la comunità civile di Casamicciola Terme. D’altra parte, la Chiesa è un Popolo in cammino nella storia e col tempo alcune consuetudini o istituti giuridici vengono riconosciuti non più adeguati a corrispondere alla mutata sensibilità ecclesiale e alle diverse necessità pastorali. In modo particolare, in relazione alla nomina dei parroci, giova innanzitutto ricordare il decreto del Concilio Vaticano II Christus Dominus (28 ottobre 1965), al n. 28, dove si Legge che il Vescovo, come padre della famiglia del presbiterio, «per poter meglio e più giustamente distribuire i sacri ministeri tra i suoi sacerdoti, deve poter godere della necessaria libertà nel conferire gli uffici e i benefici».

Conformemente a questo principio, la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Ecclesiae Sanctae (6 agosto 1966), all’art. 18. § l afferma: «Il bene delle anime esige che il Vescovo goda della libertà richiesta per conferire con giustizia ed equità ai sacerdoti più idonei gli uffici e benefici, anche non curati. […] sono abrogate le consuetudini e ritirati i diritti quanto alla nomina, all’elezione, alla presentazione di sacerdoti ad un ufficio o beneficio parrocchiale». Recependo la volontà e le indicazioni del summenzionato Magistero, il Codice di Diritto Canonico del 1983 non fa più menzione del “diritto di patronato” e propone il “libero conferimento” come via ordinaria per la nomina dei parroci, considerando la presentazione e l’elezione come eccezioni (cf. can. 523, CIC). Nel caso della Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme, il diritto di patronato risale al decreto emesso nel 1540 dall’allora Vescovo, S.E. Mons. Agostino Falivenia (Pastineus). In virtù del can. 83, § 2 CIC è facoltà del Vescovo attuale valutare se sia conveniente o meno mantenere Il suddetto privilegio e, in caso, se sia opportuno decretarne la cessazione. Dopo aver consultato la Santa Sede e i membri del Consiglio presbiterale, conformemente alla direzione che la Chiesa Universale ha indicato a partire dal ConciIlo Vaticano II, sono giunto alla conclusione che oggi la miglior soluzione pastorale per la Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme, sia quella di avere un parroco liberamente nominato dal  Vescovo, come avviene normalmente  per  le altre comunità della diocesi. È mio vivo desiderio che ciò possa avvenire con il comune accordo delle parti interessate per proseguire il cammino congiunto tra comunità parrocchiale e comunità civile iniziato secoli fa. Per questo, prima di emettere un decreto di cessazione del suddetto privilegio, è mia premura chiedere a codesta Amministrazione Comunale voler manifestare il proprio parere in merito, alla luce delle considerazioni sin qui esposte. Ovviamente, la diocesi si impegna a rinunciare a quanto codesta Amministrazione corrisponde alla Parrocchia di S. Maria Maddalena Penitente in Casamicciola Terme e a conferire alla medesima Amministrazione i seguenti privilegi di natura spirituale: – celebrazione mensile di una S. Messa in favore del popolo di Casamicciola Terme; – celebrazione annuale di una S. Messa in data da stabilire a suffragio degli amministratori comunali e benefattori della chiesa parrocchiale defunti; – celebrazione annuale di una S. Messa in favore degli amministratori comunali pro tempore. Restando a disposizione di codesta Amministrazione Comunale per le ulteriori precisazioni che fossero eventualmente ritenute necessarie, Le chiederei di farmi pervenire la risposta alla suddetta richiesta di parere entro i primi gioni di Marzo, (prorogata al 30 aprile prossimo – ndr) per poter dare opportunamente seguito al progetto pastorale sopra esposto. Assicurandole il mio ricordo nella preghiera per il Suo servizio alla comunità di Casamicciola Terme, profitto della circostanza per porgerle distinti saluti.» Stessa lettera dall’ Episcopio di Via Seminario in Ischia è partita per il Comune di Forio dove il sindaco Francesco Del Deo sta sui carboni ardenti e non sa se mettersi contro ilo Vescovo Lagnese negandogli (?) di rinunciare agli antichi diritti sulla nomina del nuovo parroco della chiesa di San Vito, o mettersi contro quei foriani che vogliono conservare i diritti di patronato. Il Vescovo Lagnese aspetta le risposte dei due Comuni interessati Casamicciola e Forio fino al 30 aprile. Dopo sarà una nuova storia. Storia solo della Chiesa che è in Ischia.   

Foto di Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

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2 Commenti

  1. Ad ognuno il proprio compito .Le amministrazioni comunali si interessassero di più al degrado dei comuni.E che facciano meno uso del clientelismo.

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