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Ischia Ambiente e gli straordinari, sventato il “colpo di mano”

Un dipendente della società partecipata spara alto e si “vende” pure i colleghi di lavoro: dopo il summit in municipio, Elena Fortuna si impunta e fa saltare il cda per l’assenza di Rino Pilato

Acque agitate nella società partecipata Ischia Ambiente, alle prese con un’operazione di stampo politico e con un “colpo di mano” all’interno di un consiglio di amministrazione che non è riuscito. E che, vale la pena di sottolinearlo, potrebbe accendere nuovamente la miccia dei malumori tra il sindaco Enzo Ferrandino e la componente del cosiddetto gruppo “Sciarappa”, rappresentato dal consigliere comunale Luca Montagna. Nel mirino l’attribuzione di straordinari ai dipendenti dell’azienda, che avrebbe dovuto essere (e tra poco spiegheremo perché usiamo il consizionale) argomento di discussione nel corso di un consiglio di amministrazione che si è poi tramutato un aborto. Nel mirino è finita in particolare la posizione di un lavoratore dell’azienda, ritenuto vicinissimo all’amministrazione ed in particolar modo al primo cittadino. Il soggetto in questione, a quanto pare, percepirebbe circa diecimila euro l’anno di straordinario, una cifra ritenuta evidentemente spropositata.

Da alcune indiscrezioni trapelate dal palazzo municipale, nel corso di un summit svoltosi alla presenza del sindaco Ferrandino, pare che si fosse fatto un tentativo per scendere a 6.000 euro annuali complessivi e forfettari il costo complessivo degli straordinari da erogare al dipendente in questione. Ne è nata una sorta di botta e risposta ed un braccio di ferro con il destinatario dell’offerta che non solo l’avrebbe rispedita decisamente al mittente rifiutandola in toto, ma avrebbe anche rilanciato chiedendo la bellezza di 1.000 “bombe” al mese. La cosa che verosimilmente non farà piacere ai colleghi di lavoro del beneficiato di turno, è che lo stesso nel chiedere questa somma ha spiegato ai suoi interlocutori di essere pronto anche a rivedere il piano lavorativo degli altri impiegati evitando così di elargire loro straordinari per le prestazioni lavorative. Insomma, un bel “braccio di ferro” cui nella giornata di ieri ha posto il freno Elena Fortuna, componente del cda: quest’ultima, constatata l’assenza dalla seduta del cda di Rino Pilato (manco a dirlo espressione sciarappina), ha preteso che le danze non si aprissero. Ma la patata bollente è soltanto rinviata.

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