Ischia, nuova sinergia tra associazioni: dallo sport un aiuto al turismo Nasce un network di realtà sportive affermate, con un progetto comune e un unico calendario

<span class="entry-title-primary">Ischia, nuova sinergia tra associazioni: dallo sport un aiuto al turismo</span> <span class="entry-subtitle">Nasce un network di realtà sportive affermate, con un progetto comune e un unico calendario </span>

Gianluca Castagna | Ischia – L’unione fa lo sport (e non solo la forza). E lo sport può dare una grossa mano a un settore in perenne affanno come il turismo isolano. Sono anche queste le ragioni che hanno portato alla costituzione di “Ischia, Sport & Natura”, progetto che è stato presentato presso la sede della Lega Navale di Ischia, che nasce in risposta alla necessità di rivedere in chiave sostenibile e responsabile il mercato turistico locale e poter soddisfare la crescente richiesta dei sempre più numerosi appassionati di turismo attivo. Mare e verde rappresentano senza dubbio risorse straordinarie, ma ancora troppo pochi sembrano rendersene conto. La stessa pratica degli sport all’aria aperta è troppo poco diffusa in rapporto alla popolazione. Il progetto Ischia, Sport & Natura si prefigge in prima luogo di colmare questa lacuna.

Sono già tante le associazioni sportive che hanno aderito al nuovo network, portando ciascuna esperienza, idee, risorse umane e competenze legate alla propria disciplina: A.S.D.DIVING, AGENCY, ANS DIVING ISCHIA, CAI dell’Isola D’Ischia, FORTI E VELOCI ISOLA D’ISCHIA ASD.,GRUPPO ROCCIA AENARIA ROCK, ISCHIA MARINE CLUB, ISCHIA VERTICALE, LEGA NAVALE ITALIANA, MAESTRALE, NEMO, SCUOLA VOLLEY FORIO ASRD, VELA.IT.
Altre se ne aggiungeranno per rafforzare un connubio, quello tra sport e turismo, in grado di completare l’offerta turistica di qualsiasi territorio e di attirare di conseguenza investimenti, ricchezza, occupazione, ma anche tutela ambientale, permettendo allo stesso tempo la riqualificazione di vaste aree territoriali mai adeguatamente difese.
Un presidio di sostenibilità, un interlocutore più solido per chiunque voglia praticare una disciplina sportiva (Ischia è potenzialmente una formidabile palestra outdoor), un propulsore efficace per arricchire un’offerta turistica che non può rimanere confinata nei perimetri, non solo temporali, del turismo balneare o di quello (solo in parte valorizzato) termale. Lo hanno illustrato bene il Presidente della Lega Navale sezione isola d’Ischia Francesco Buono, lo skipper professionista Filippo D’Arrigo e i rappresentati delle tante associazioni sportive presenti all’incontro.

Le opportunità di praticare sport all’aria aperta, o assistere ad avvincenti competizioni agonistiche, sono diventati elementi essenziali nelle motivazioni che spingono al viaggio grazie soprattutto alle caratteristiche ludiche, ricreative, naturalistiche e salutistiche che offrono. Noi solo a coloro che nel corso del viaggio o della vacanza cercano un momento per allenarsi e scelgono la destinazione ideale anche per praticare il proprio sport preferito (si pensi, ad esempio a località balneari mete per gli amanti di sport nautici come immersioni, vela, surf o pesca), ma anche agli spettatori, agli appassionati, ai semplici tifosi di un club specifico che non di rado programmano il proprio week end con il pretesto di seguire in trasferta il team o la squadra del cuore.
Per il profondo rispetto verso l’ambiente, poi, il turismo sportivo è un turismo sostenibile. Un settore non più di nicchia all’interno del fenomeno turistico in generale, ma una vera e propria filosofia di vita: porre una visione sostenibile al centro delle strategie di sviluppo o di riposizionamento dei luoghi turistici è una delle sfide per il futuro, proprio per la capacità – dimostrata nei fatti da esperienze realizzate altrove – di diventare uno dei principali strumenti di destagionalizzazione, di salvaguardia del territorio, di recupero delle tradizioni e, soprattutto, fonte di posti di lavoro e di reddito per l’intera destinazione turistica.

«Questo è solo un primo passo» commenta Francesco Buono, «ma partendo dalle piccole cose, si realizzano grandi iniziative. Come ScheriaCup24, che riscuote sempre più successo anche grazie all’intuizione di considerare l’isola d’Ischia come un formidabile campo di regata complesso e variegato, dove ogni velista può misurare le proprie capacità tecniche. Siamo solo all’inizio, abbiamo già messo a punto un calendario unico per il 2018 che speriamo di diffondere quanto più possibile non solo in versione cartacea, ma soprattutto sul web e sui social. Quanti più followers raggiunge una manifestazione, tanto più diventa interessante per gli sponsor, partner indispensabili per crescere e imporsi in un mercato assai competitivo».
«Tutti i dati sul turismo sportivo evidenziano prospettive di sviluppo assai incoraggianti» spiega Filippo D’Arrigo. «Al di là dei numeri di grossi eventi come la Maratona di New York o la Barcolana nel Golfo di Trieste, che ogni anni registra numeri record e ha un impatto notevole per l’economia di tutta la regione, anche attrattori più piccoli, ma messi a sistema, come quelli sul Lago di Garda confermano che la sinergia tra associazioni, amministrazioni pubbliche e operatori turistici è la strada più giusta da seguire. I turisti sportivi, oltretutto, si caratterizzano per capacità di spesa elevata e per tempi di permanenza medi più lunghi rispetto ad altre categorie e rappresentano dunque un segmento di clientela che dobbiamo intercettare.»

Un sogno della neonata associazione? «Portare a Ischia i “Giochi del mare”, evento in cui sono raccolte tutte le discipline sportive del mare con quelle legate alla spiaggia, fuse fra loro da quella linea della battigia che unisce la terra e l’acqua. E’ una manifestazione importante che si svolge in località sempre diverse, da Pescara a Formia, da Reggio Calabria a Nettuno. Gli organizzatori, che abbiamo già sentito, sarebbero felicissimi di farla a Ischia. Abbiamo gli spazi (penso a spiagge come Maronti, Citara, Chiaia) e abbiamo le competenze. Resta il problema delle risorse, per questo non se ne parla prima del 2020. Tutti insieme, però, possiamo farcela».

 

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