La Balga salta, anzi no: “patata bollente” rifiuti a Serrara Fontana

La Balga salta, anzi no: “patata bollente” rifiuti a Serrara Fontana

SERRARA FONTANA. C’è un caso a Serrara Fontana, o forse no. Nel senso che il problema c’è di sicuro, ma per adesso motivi di opportunità – come spiegheremo a breve – potrebbero “congelare” il tutto magari fino all’arrivo dell’anno nuovo. Una vicenda, quella in esame, in cui sono coinvolti un po’ tutti: il Comune, un’azienda privata, alcuni lavoratori ed un servizio essenziale per ogni paese come quello della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un’azienda, dicevamo, che potrebbe vedersi revocato l’affidamento del servizio da un momento all’altro. Potrebbe, appunto, perché adesso il condizionale è diventato d’obbligo: prima di addentrarci nei meandri di questa storia è il caso di sottolineare al lettore che nella serata di mercoledì era già stata maturata la decisione di procedere in tal senso, poi è arrivata la brusca frenata in attesa di un momento di riflessione che potrebbe terminare nella giornata odierna. E che potrebbe portare ad un ulteriore slittamento di ogni decisione o ad adottare il pugno di ferro.

Adesso, però, per non mettere in difficoltà chi ci segue, è il caso di riepilogare quanto sta succedendo. Nel palazzo municipale serrarese, da qualche tempo a questa parte politici, uffici competenti e consulenti discutono e non poco di una serie di inadempimenti contrattuali di cui si sarebbe macchiata la Balga, società che gestisce il servizio di nettezza urbana nel Comune alle pendici del Monte Epomeo. L’azienda non avrebbe ottemperato a quanto contenuto nell’offerta proposta nel momento in cui decise di concorrere alla gara per l’aggiudicazione del servizio. Non è un caso che alla società isolana sono state dapprima trasmesse una serie di contestazioni e successivamente ha irrogato delle penali, ossia delle sanzioni economiche. E attenzione, perché l’aspetto secondo alcune indiscrezioni trapelate non lascerebbe configurare soltanto profili di natura amministrativa ma addirittura anche penale. Alla Procura della Repubblica di Napoli, secondo voci bene informate, è stato trasmesso un rapporto nel quale viene riportata una circostanza che laddove avesse fondamento sarebbe decisamente “censurabile”, ossia lo sversamento di percolato all’interno di una fogna ubicata in quel di Serrara. Ovviamente, parliamo di un esposto e dunque di una verità unilaterale, con l’autorità giudiziaria che sarà poi chiamata ad esprimersi e ad accertare se quanto riportato nell’atto, vogliamo ribadirlo una volta di più, corrisponda al vero o meno. Ma certo siamo davanti ad un episodio che in ogni caso manifesta come i rapporti tra le parti in causa non siano più idilliaci, ammesso che lo siano mai stati.

Fin qui i fatti, ora è chiaro che eventuali ripercussioni avranno tempi e iter burocratici che – come succede sempre in Italia – saranno lunghi e complessi. Cercando di sintetizzare tutto al massimo il responsabile del contratto dovrebbe redigere una relazione ed inviarla al RUP (responsabile unico del procedimento), che a sua volta riscrive per chiedere eventuali ed ulteriori chiarimenti prima di muovere eventuali contestazioni. Ma adesso ritorniamo alla stretta attualità ed a quello che potrebbe succedere oggi e che molto probabilmente non accadrà per i motivi di opportunità rimarcati in apertura di servizio. Il passo indietro sulla revoca dell’affidamento nasce da una sola considerazione: i dipendenti della Balga, di fatto, hanno percepito l’ultimo stipendio nel mese di agosto, poi da quel momento non hanno beccato un solo euro. Il ritardo nel saldo delle spettanze, questo va riconosciuto, dipende dal fatto che il Comune di Serrara Fontana a sua volta non ha versato il canone all’azienda, a causa di alcuni pignoramenti presso terzi che hanno inesorabilmente “destinato” altrove talune somme di denaro. E così, gli atti per la risoluzione che mercoledì sera – possiamo darvelo per certo – erano belli e confezionati, non sono stati ufficializzati. Il timore, detto per inciso, è che le maestranze possano essere costretti a vivere le festività natalizie senza ossigeno e questa è una prospettiva che Rosario Caruso e la sua amministrazione vogliono assolutamente scongiurare. Si cerca di mediare la situazione almeno fino al 13 dicembre, quando una normativa particolare (nel caso di appaltatore inadempiente) consentirà al Comune di poter pagare direttamente i dipendenti prima di arrivare allo scontro finale. Nel frattempo, non va dimenticato che tra le parti non esiste nemmeno un vero e proprio contratto ma si va avanti con un affidamento sotto riserva. Insomma, niente da eccepire: è proprio un bel casino.

Gaetano Ferrandino

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