LA NOTTE DI SAN LORENZO, IL SUO SUPPLIZIO E LE SUE LACRIME TRASFORMATE IN LUCENTI STELLE CADENTI

LA NOTTE DI  SAN LORENZO, IL SUO  SUPPLIZIO E LE SUE LACRIME TRASFORMATE  IN  LUCENTI   STELLE CADENTI

DI MICHELE LUBRANO
San Lorenzo non fa dormire ischitani e turisti amanti delle,,stelle, quelle cadenti. Il dubbio li assilla. Sulla data della notte di San Lorenzo c’è parecchia confusione, tanto che molti si pongono la domanda: “quando è?“. Per evitare errori iniziamo a chiarire che giorno è San Lorenzo. La data dedicata al santo è il 10 agosto, ossia domani. Ora il dubbio è se la notte di San Lorenzo è quella tra 9 e 10 agosto ovverosia oggi, o la notte tra domani 10 e dopodomani 11 agosto. La risposta alla domanda quando è la notte di San Lorenzo è la seconda: in queste ore si verifica il famoso picco di stelle cadenti in agosto. La data è invariata, quindi anche la notte di San Lorenzo 2018 cadrà tra il 10 e l’11 agosto. La notte di San Lorenzo deve la sua notorietà al fenomeno delle stelle cadenti, ma cosa si cela dietro questo giorno? La notte di San Lorenzo è associata alla storia di questo martire San Lorenzo: le stelle cadenti che osserviamo rievocano infatti i carboni ardenti su cui il Santo morì per la fede. Non a caso le stelle cadenti che si vedranno nella notte di domani verranno anche chiamate “lacrime di San Lorenzo“. Quella di San Lorenzo è una data particolare: secondo la tradizione in questa notte viene raggiunto il picco di stelle cadenti. Questo evento astronomico coincide col passaggio meteoritico delle Perseidi. Scientificamente la «caduta delle stelle» è la conseguenza dell’attraversamento, da parte della Terra, dello sciame meteorico delle Perseidi; invece la tradizione popolare e la poesia considerano la «pioggia di stelle» in modo più romantico. Ma chi era san Lorenzo? E qual è il legame tra questo Santo e la pioggia di «stelle cadenti»? Eccola, la sua storia. Forse da ragazzo ha visto le grandiose feste per i mille anni della città di Roma, celebrate nel 237-38, regnando l’imperatore Filippo detto l’Arabo. Poco dopo le feste, Filippo viene detronizzato e ucciso da Decio, duro persecutore dei cristiani, che muore in guerra nel 251. L’impero è in crisi, minacciato dalla pressione dei popoli germanici e dall’aggressività persiana. Contro i persiani combatte anche l’imperatore Valeriano, salito al trono nel 253: sconfitto dall’esercito di Shapur I, morirà in prigionia nel 260. Ma già nel 257 ha ordinato una persecuzione anti-cristiana. Ed è qui entra in ballo Lorenzo, della cui vita si sa pochissimo. E’ noto soprattutto per la sua morte, e anche lì con problemi. Le antiche fonti lo indicano come arcidiacono di papa Sisto II: assiste il Pontefice nella celebrazione dei riti, distribuisce l’Eucaristia e amministra le offerte fatte alla Chiesa. Viene dunque la persecuzione, e dapprima non sembra accanita come ai tempi di Decio. Vieta le adunanze di cristiani, blocca gli accessi alle catacombe, esige rispetto per i riti pagani. Ma non obbliga a rinnegare pubblicamente la fede cristiana. Nel 258, però, Valeriano ordina la messa a morte di Vescovi e preti. La stessa sorte tocca a papa Sisto II, ai primi di agosto del 258. Si racconta che Lorenzo lo incontri e gli parli, mentre va al supplizio. Poi il prefetto imperiale ferma lui, chiedendogli di consegnare «i tesori della Chiesa». Lorenzo chiede solo un po’ di tempo. Si affretta poi a distribuire ai poveri le offerte di cui è amministratore. Infine compare davanti al prefetto e gli mostra la turba dei malati, storpi ed emarginati che lo accompagna, dicendo: «Ecco, i tesori della Chiesa sono questi». Allora viene messo a morteValeriano non ordinò torture. Si può dire che Lorenzo sia stato decapitato come Sisto II e tanti altri. Il corpo viene deposto poi a Roma in una tomba sulla via Tiburtina. Su di essa Costantino costruirà una basilica, l’attuale basilica di San Lorenzo Fuori le Mura. La notte di domani dunque, è dedicata al martirio di San Lorenzo, e le «stelle cadenti» rappresentano le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, lacrime che vagherebbero eternamente nei cieli, e scenderebbero sulla terra solo in questo giorno; oppure, le «stelle cadenti» ricordano i carboni ardenti su cui il Santo, secondo la leggenda, fu martirizzato (su una graticola, il suo emblema). In ogni caso, la tradizione di questa notte ha creato un’atmosfera ricca di speranza: si crede infatti che si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di san Lorenzo, e il rituale più diffuso prevede che a ogni stella cadente si pronunci l’avvenimento auspicato.

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