Quando la politica confonde le idee ai cittadini

Quando la politica confonde le idee ai cittadini

di Raffaele Bonanni

I cittadini sono bombardati da messaggi confusi se non illogici dai palazzi della politica, e non solo in questi ultimi tempi. Prendiamo il caso del documento finanziario che dovrà essere varato, e dei suoi pilastri ideali necessariamente da considerare, per chi ha le nostre urgenze: un insieme di scelte coerenti tra loro, e con riferimento di base la condizione di paese fortemente indebitato, che produce meno di quello che spende. In tali circostanze, si dovrebbe pensare a come estinguere al più presto possibile il debito, come sorreggere la produzione di beni e servizi che danno reddito, a come provvedere a sostenere le urgenze sociali del paese, bilanciandoli a criteri di eguaglianza tra i cittadini, ma non solo guardando ai diritti da estendere, ma anche ai doveri per ottenerli, e comunque ad una pedagogia coerente con la filosofia della responsabilità.

Ma purtroppo stiamo assistendo ad un’altra storia, tutta protesa a promettere ai cittadini provvidenze, senza avere solide basi per sostenerle. Ma non si nota nessuna preoccupazione per gli obblighi che si hanno, come se vivessimo in un altro pianeta. Semplifichiamo al massimo la situazione, e facciamo un esempio: se un amico o un nostro parente ci ha prestato soldi per acquistare l’abitazione di famiglia, o peggio per pagare debiti conseguiti a causa di scelleratezze; che direbbe qualora avesse contezza che la entità delle restituzioni pattuite si diradano e diventano incerte? Cosa penserebbe se notasse che si trascura il lavoro, minando la sicurezza del reddito di famiglia guadagnando meno di prima. Poi, come se fosse tutto scontato, promette ai propri figli spese che nella condizione in cui è non può affrontare. I creditori, sicuramente allarmati, starebbero dietro alla sua porta a reclamare la restituzione immediata dei soldi, o a pretendere nuove garanzie con ipoteche sul patrimonio! Se ora riportiamo nella realtà la stessa dinamica delle cose, sarebbe lampante il deficit macroscopico di normalità: con i i mercati finanziari che ci vendono il denaro per sostenere il debito con interessi sempre più onerosi, con il Paese che perde introiti dalla perdita di competitività, e con il Governo che programma solo spese improduttive, mentre procrastina il rientro del debito; ed anzi, è disposto a pagare ulteriori e maggiori interessi, pur di assecondare costose promesse elettorali. Da tempo, chi ha responsabilità pubbliche, spesso vive questa esperienza non per amministrare responsabilmente, ma per ottenere consenso con ‘pane et circenses’ è ancora peggio con forca, farina e feste.

Chiamiamola come vogliamo, ma la tendenza attuale è prevalentemente questa. Elargendo provvidenze incompatibili con con la economia nazionale e facendolo in sfregio ai fondamenti della responsabilità legati ai doveri individuali e collettivi, la nostra società non potrà che impoverirsi.

 

* GIA’ SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL

 

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