LA TORRE DI MICHELANGELO POMO DELLA DISCORDIA: BOTTA E RISPOSTA FRA SALVATORE RONGA E ANTONIO LUBRANO

LA TORRE DI MICHELANGELO POMO DELLA DISCORDIA:  BOTTA E RISPOSTA FRA SALVATORE RONGA E ANTONIO LUBRANO

Ronga esordisce con un “ Guevara, Ischia #dissolvermi”-  Antonio Lubrano risponde, e così il “Botta e Risposta” continua: Antonio Lubrano GUEVARA NON C’AZZECCA…Salvatore Ronga C’azzecca Michelangelo, come si evince dalla pittura; Antonio Lubrano COMUNQUE GUEVARA NON C’AZZECCA !; Salvatore Ronga Guevara è storia. Il resto è fantasia e putipù; Salvatore Ronga E menomale che ci sono le fonti iconografiche e che i restauratori lodano la mano e la tecnica…parliamo dei docenti dell’università di Dresda e del Suor’Orsola…siamo seri, su, basta cavolate;  Antonio Lubrano Le cavolate sono solo vostre; Antonio Lubrano approfondendo il tema ho ricostruito la storia della Torre e della chiesetta di S.Anna attenendomi a date, personaggi veri e luoghi per un libro di prossima pubblicazione. Alcuni capitoli sono stati pubblicati in anticipo da Il Golfo. Il tema l’ho studiato con molto impegno. Voi tutti del Sadoul invece no; Salvatore Ronga Mi scusi, Antonio, forse è il caso di essere chiari e seri, almeno per una volta. Lei non è uno storico dell’arte, non è restauratore, non è un professore universitario, lei non può esprimere nessun tipo di giudizio storico-artistico sulle pitture della Torre perché non ne ha le competenze. Capisco che questo è un paese in cui le competenze ormai non contano, e a Ischia forse ancora di meno. Quindi per quel che riguarda le pitture murarie della Torre, invece di cianciare così come le pare, la invito sommessamente a rispettare chi le competenze le ha ( il prof. Danzl e la sua equipe). Buonanotte; Antonio Lubrano Non sarò un professore universitario, non sarò uno storico dell’arte, non sarò un restauratore, ma sono un appassionato che studia e approfondisce la storia del suo paese attraverso la lettura e la ricerca su documenti di date, personaggi e fatti della storia di Ischia con l’aiuto in passato anche di cantori e storici dell’isola quali Giovan Giuiseppe Cervera e Don Agostino Lauro a cui aggiungo altresì l”archivista e storico Don Camillo D’Ambra straordinario autore di un volume sulla storia dei vescovi della Diocesi dell’isola d’Ischia dal sottoscritto pubblicata a puntate su Ischia Mondo prima che l’opera diventasse libro. Per tanto so distinguere pitture murarie di alto pregio artistico da lavori di ordinaria esecuzione tipo gli “affreschi giù alla Torre. Il Prof. Denzl ed i suoi giovani studenti non sono dei critici d’arte ma solo dei restauratori col compito non di leggere le pitture murarie nascoste ma solo di riportare alla luce come hanno ben fatto, con l’abile mano di chi conosce l’arte di “scorticare” le antiche pareti. Le vostre “ciance” culturali non emozionano, irritano. Se scendeste dal piedistallo sarebbe cosa buona e giusta; Salvatore Ronga appunto, lei non è un professore, lei non è uno storico dell’arte, mentre coloro che si stanno occupando da ben dieci anni delle pitture lo sono, e basta questo. Abbiamo bisogno di competenze e non di dilettanti. I suoi giudizi, senza alcun fondamento scientifico, la qualificano. Poi vengano la passione per la storia e anche la capacità di trovare le fonti in archivio, ma bisogna saper interpretarle e avere un metodo storiografico, altrimenti siamo nel campo dell’erudizione dilettantesca e dei fattarielli. Incominciamo a fare delle distinzioni dovute e siete voi che dovete scendere dal piedistallo; Antonio Lubrano Avvolte per il troppo…sapere si va in confusione. Nello specifico è il caso di Salvatore Ronga. Ho sostenuto che i signori di Dresda non sono dei critici d’arte,ma solo dei restauratori, chiamati a riportare alla luce vecchie pitture murarie,alcuni anni fa ricoperte nei locali della Torre conosciuta come Torre di Michelangelo. Se avete bisogno di competenze come giusto che sia, chiamate critici d’arte veri, fateli avvicinare alla storia ricostruita della Torre, per capire di cosa si sta parlando, e fate analizzare le pitture murarire della Torre secondo il loro competente metro di giudizio. Solo allora potremo capire a chi apparterrebbero le pitture in questione, Per ora la mia idea, e non è solo la mia, è che quelle pitture possono essere state realizzate da pittori dilettanti del tempo, locali o di passaggio per la zona o addirittura dagli stessi muratori impegnati nella costruzione della Torre con il personale estro artistico di esprimerlo su pareti e volte a vele a portata di mano. Si trattava di una tecnica semplice che di solito non produceva “capolavori” d’arte, ma soggetti accettabili colorati e fantasiosi che bene si sposavano con l’ambiente in cui erano creati. Pitture murarie di questo tipo esistono ancora in diverse abitazioni antiche dell’isola. Un’ultima annotazione: diversi anni fa quando la Torre non intrigava nessuno, ed era abbandonata al suo destino, il sottoscritto con gli artisti Aniellantonio Mascolo, Matteo Sarno e Mario Mazzela nel passeggiare insieme lungo Via Nuova Cartaromana, arrivammo fino alla Torre. Decidemmo di entrare portandoci fino ai locali dove erano visibili anche se in malo modo le pitture di cui ci stiamo occupando. Le guardammo con attenzione per scoprire qualcosa di sorprendente. Niente. Insomma ci lasciarono indifferenti. Aniellantonio Mascolo disse che quelle pittore sicuramente potevano essere opera degli stessi muratori che vi lavoravano quando costruivano la Torre. Dello stesso parere furono anche Sarno e Mario Mazzella. Anche questo è storia; Salvatore Ronga Le ripeto una volta per tutte che il prof. Danzl è anche storico dell’Arte, e sull’importanza delle pitture murarie ( di cui sono stati rintracciati anche i modelli iconografici con i relativi autori) si sono espresse fior di studiosi, tra cui anche la dottoressa della Soprintendenza Ascione ( o crede forse che i restauri si facciano senza autorizzzioni e convenzioni?) . Quanto all’episodio da lei citato, Aniellantonio Mascolo, che evidentemente ha visitato la Torre in stato di abbandono in sua compagnia, è il più grande artista ischitano di sempre, ma non era uno storico d’arte. E siamo punto e a capo. Non capisco perché le sue opinioni, prive di fondamento scientifico e prive di competenze nel campo storico-artistico debbano avere un qualche peso;  Salvatore Ronga Per Mario Mazzella erano così prive di valore le pitture che ne eseguì una bellissima copia a china che ancora oggi si conserva; Antonio Lubrano Infatti fu l’unico soggetto per il suo aspetto antico che interessò Mario Mazzella proprio perchè trattavasi del panorama del golfo aragonese con il Castello e la Torre stessa sullo sfondo e gli scogli di S, Anna avanti. Mario, appena 22enne copiò fedelmente il quadretto a muro nel 1941 spratichendosi nel disegno. Ne venne fuori una buona cosa che fece fotografare nel 1962 da Foto Castello di Giovanni Savarese in occasione della inaugurazione della sua Galleria d’arte in via Luigi Mszzella a Ischia Ponte gestita oggi dal figlio Luca. Ne fece fare appena tre copie di cui una la conservo io in cornice. Mario amava la sagoma del Castello che lo ispirava. Quindi quando copiò, per allenarsi nel disegno, l’originale non badò al suo valore se l’avesse o meno, e nè pensò al suo autore ignoto. Una trentina d’anni dopo, erano i primi anni ’60, pare il 1963, trovandosi col sottoscritto, con Aniellantonio Mascolo e Matteo Sarno giù alla Torre davanti all’originale che aveva copiato, capì, dopo esserci espressi sulla tenuta di quelle pitture murarie, capì chi poteva essere stato l’esecutore. del quadretto dipinto a muro; Salvatore Ronga E chi poteva essere stato l’esecutore? Uno di quei fravecatori da lei citati che eseguivano pitture per un piatto di fagioli, come ha scritto lei in un “memorabile” articolo? E quando lo dipinse questo “quadretto” senza valore, forse nel secolo XVI, come si poteva leggere, sempre grazie a lei, sulla tabella che indica la Torre, con un errore di datazione cosi grossolano, che siamo stati costretti a correggere? La tabella, giusto per intenderci, risale all’epoca della famosa petizione popolare con cui vi stracciaste le vesti per una mera questione toponomastica? Sulle pitture si stanno conducendo da ben dieci anni rigorose analisi scientifiche grazie agli studenti di una delle più prestigiose istituzioni europee. Sono oggetto di indagini storico-artistiche. Grazie a questa operazione, che costa fatica e studio, è stato restituito alla comunità un patrimonio di cui essere orgoglioso, e lei fresco fresco, senza l’appoggio di nessun fondamento, di nessuna competenza, ma solo in nome del pressapochismo e della nostalgia di un ricordo, nega tutto e dice che il ciclo pittorico non ha valore, inventandosi la storia degli umili fravecatori con la passione per il disegno? Dovete essere seri, alemno una volta e smettere di dire schiocchezze, è una  cosa che non vi fa onore. I suoi amici, benché artisti di valore ( tirare in mezzo i trapassati è sempre uan cosa poco elegante) si sbagliavano, eh sì, se asserivano che le pitture avevano scarso valore storico si sbagliavano di grosso, come si sbaglia lei adesso. Il problema di questo paese è al sindrome del presepe: uno la mattina si sveglia e senza avere nessuna competenza s’improvvisa: fa il cacciatore, la lavandaia, il pastore della meraviglia e tutti quanti gli altri devono crederci. Mi dispiace ma non è così. In un paese normale non funziona così, funziona che chi ha le competenze parla ( a ragion veduta) e gli altri lo stanno ad ascoltare e IMPARANO. Io faccio così, ascolto e imparo. Per lei non è ancora tardi, su!; Antonio Lubrano Per la Torre di Michelangelo, così è conosciuta e chiamata nel mondo da sempre ,da oltre dieci anni, avete buttato in mezzo e continuate a farlo, il nome dei Guevara che con la Torre stessa e con l’isola c’entrano molto poco. Gli avete attribuito le pitture murarie, il cui autentico valore sta per il momento solo nell’antichità con cui si accompagnano. Chiamate veri e riconosciuti critici d’arte per analizzare le pitture murarie e poi ne parliamo. Il problema mi sta a cuore e non credo di improvvisare. Tutto il resto non conta niente; Salvatore Ronga La famiglia Guevara ha abitato la Torre e ha commissionato le pitture, tanto basta. Se il nome dà fastidio a lei o a qualche suo amico per motivi di omonimia, se ne faccia una ragione. E’ storia. La presenza di Michelangelo, no, è una panzana. ma per me può anche chiamarla Torre Vattelapesca…; Antonio Lubrano Michelangelo è un nome prestigioso che è legato ad un grande personaggio della storia del Castello d’ Ischia, Guevara, lo ripeto, ha a che vedere con la Torre molto poco. I d’ Avalos invece rappresentano gran parte della storia del Castello e della Torre, Ma voi la storia della Torre non la conoscete. Vi attaccate a frammenti di storia che non suggeriascono niente. Quello che mi appassiona e recepisco mi basta e avanza. non ho bisogno di imparare ancora: Salvatore Ronga Auguri allora. Michelangelo a Ischia non c’è mai stato, e non lo dico io. E Ischia non ha bisogno di ospiti inesistenti, ha fior di ospiti presigiosi da vantare. La saluto; Antonio Lubrano sono d’accodo. Diamo credito però a quelli giusti. Non sappiamo se Michelangelo al suo tempo sia stato a Ischia. Per il solo fatto che la “nostra” Vittoria Colonna manteneva rapporti d’amicizia ed epistolari con il Buonarroti ce lo fa credere “ospite esistente prestigioso da vantare”. Ci conviene;  Salvatore Ronga L’amicizia tra i due risale agli anni romani. Il Prof. Romeo fu categorico nell’escludere che Michelangelo fosse stato a Ischia. Voi, storici locali, vorreste addirittura includerlo tra gli inviati alle nozze. Portatemi la bomboniera e ne discutiamo. Non conviene mai vantare ospiti che non ci sono stati. Si chiama truffa!; Antonio Lubrano Vedo che non cavo un ragno dal buco. Comunque è stato un piacere aver partecipato a questo “gioco” di posizioni divergenti. “Cercherò” la bomboniera…

 

                                                                                        antoniolubrano1941@gmail.com

 

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