Lacco Ameno apre le porte alla musica: nasce “Echi d’arte”, centro di formazione per i giovani talenti delle sette note La soddisfazione di studenti, famiglie, docenti, sindaco e dirigente scolastica

<span class="entry-title-primary">Lacco Ameno apre le porte alla musica: nasce “Echi d’arte”, centro di formazione per i giovani talenti delle sette note</span> <span class="entry-subtitle">La soddisfazione di studenti, famiglie, docenti, sindaco e dirigente scolastica</span>

Gianluca Castagna | Foto: Antonello De Rosa | Lacco Ameno – Aiutare i ragazzi a crescere con la musica e trasformare la passione per le note in una professione. Su un territorio, l’isola d’Ischia, con quattro scuole medie che prevedono un indirizzo musicale, un’antica e nobile tradizione di bande concertistiche, docenti di spiccata professionalità, solisti e strumentisti che hanno trasformato una passione in una vera professione. Un territorio che, malgrado ciò, manca di un liceo musicale, tassello fondamentale dell’offerta formativa per coloro che vogliano approfondire lo studio di uno strumento e accedere così al Conservatorio.
Sopperire un po’ a questa mancanza (purtroppo sempre più diffusa in un Paese con un nobilissimo patrimonio musicale celebrato in tutto il mondo, ma dove la musica viene considerata pari a zero), è la missione del nuovo Centro di Formazione Musicale “Echi d’Arte”, neonato punto di riferimento per gli amanti isolani di sinfonie e melodie che finalmente avranno l’opportunità di poter perfezionare il proprio talento rimanendo sull’isola d’Ischia senza sobbarcarsi impegni gravosi (di tempo e soldi) spostandosi in terraferma.

La presentazione di questa Accademia che arricchisce l’offerta formativa sulla nostra isola ha avuto luogo martedì 8 gennaio, nel Plesso Fundera dell’Istituto Comprensivo “Vincenzo Mennella” di Lacco Ameno. La scuola che si è fatta promotrice di un nuovo centro pronto ad accogliere tutti quei giovani (ma non solo) che non vogliono disperdere quella ricchezza di conoscenze, passioni ed esperienze acquisite duranti gli anni della scuola media e intendono proseguire, parallelamente a un cammino educativo nella scuola secondaria di secondo grado, gli studi in musica. Magari per iscriversi al Conservatorio e declinare il proprio talento su modelli professionali. O, più semplicemente, perché ritengono che la propria preparazione culturale non possa prescindere dall’insegnamento all’ascolto e alla musica.
L’offerta formativa del Centro si articolerà in tre percorsi didattici differenti: pre-accademici; corsi semplici; laboratori. I corsi pre-accademici sono percorsi formativi orientati a fornire agli studenti un’adeguata competenza per l’ingresso al Conservatorio e quindi ai corsi accademici di primo livello. Il periodo di studio, certamente impegnativo e che prevede l’insegnamento di almeno due strumenti musicali, si articola di norma in tre livelli progressivi di apprendimento: periodo di osservazione e conferma; primo periodo di studio; secondo periodo di studio.
Al termine di ciascun periodo il Conservatorio rilascia le certificazioni di competenza per gli obiettivi raggiunti nell’ambito dei percorsi formativi disciplinati dalla convenzione che l’Associazione Ischia Echi d’Arte ha sottoscritto con il Conservatorio ‘G. Martucci’ di Salerno.

«Si tratta di un’opportunità eccezionale per l’isola. Per anni – ha dichiarato Angelo Ricci, direttore e coordinatore didattico del Centro di Formazione Musicale “Echi d’Arte” – i giovani musicisti in erba dell’isola sono stati costretti a estenuanti trasferte in terraferma pur di poter affinare il proprio talento musicale. Con il nostro Centro di Formazione Musicale sono finalmente gli insegnanti a venire a Ischia, una rivoluzione che permetterà ai ragazzi volenterosi di affinare la propria tecnica e tentare un futuro professionale in questo campo. Non dimentichiamoci – ha aggiunto – che a Ischia ci sono quattro scuole medie con l’indirizzo musicale. Una volta completato il ciclo di studi, molti di questi ragazzi abbandonano la musica e gli strumenti che hanno amato e grazie alla quale si sono formati. Viene a mancare soprattutto la dimensione collettiva, l’insieme, valori come l’amicizia, la solidarietà, lo spirito di gruppo. C’è chi prosegue autonomamente nello studio musicale, ma si relaziona solo con l’insegnante, non con i compagni. E nella crescita anche musicale di un individuo suonare insieme è fondamentale. Senza contare, lo dico per esperienza, che la maggior parte degli studenti che provano a continuare per conto loro, trascorsi due anni, di solito abbandonano lo strumento. Un gran peccato. I corsi pre-accademici intendono colmare questa lacuna, questa dispersione. Sono riservati ai giovani dagli 11 ai 18 anni e, una volta completati, permettono l’accesso al Conservatorio».

“Echi d’Arte” si avvale della collaborazione di professionisti della musica provenienti da tutta la Campania e collaborerà anche con la Young Jazz Orchestra Campania. Le lezioni del Centro di Formazione Musicale saranno impartite inizialmente nel Plesso Fundera dell’Istituto Comprensivo “Vincenzo Mennella” di Lacco Ameno per poi continuare nei locali di Villa Gingerò messi a disposizione dal comune di Lacco Ameno.
«E’ un impegno che ho assunto da quando mi sono insediato», ha raccontato Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno. «D’accordo con il prof. Angelo Ricci e tutti gli insegnanti di musica dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Mennella, ci eravamo ripromessi che avremmo patrocinato e collaborato a un’esperienza di questo tipo. Partendo dalla consapevolezza che la sezione musicale della scuola media di Lacco Ameno si è sempre rivelata un’eccellenza, con grandi talenti per la musica. Perché alla fine del triennio questo patrimonio deve disperdersi? Vogliamo aprire un percorso formativo nuovo, soprattutto perché nella scuola superiore del nostro territorio tanti studenti che hanno manifestato doti indiscusse in queste discipline non trovano spazi e occasioni di approfondimento o di crescita. Offrirne in campo musicale è una priorità che, come amministratore, non posso eludere, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni». Anche di fronte a un obiettivo problema di spazi. «Con un po’ di sacrificio – ha aggiunto Pascale – ho messo a disposizione alcuni locali di Villa Gingerò, nel parco del Museo Pithecusae. Mi dispiace aver dovuto far fronte a questo impegno proprio nel momento in cui, paradossalmente, il sisma ha creato enormi problemi alle scuole isolane. Avevamo altre idee, le abbiamo modificate, ora però siamo pronti a partire. La ricostruzione, come ufficializzato in questi giorni, partirà proprio dalle scuole. Cercheremo dunque di razionalizzare gli spazi trovando locali idonei a questo Centro perché è una realtà in cui crediamo fortemente.»

“Echi d’arte” offrirà anche percorsi didattici non necessariamente indirizzati all’ingresso in Conservatorio. Con i corsi semplici, ad esempio, l’attenzione è rivolta a coloro che vogliono acquisire abilità relative a vari generi musicali. L’allievo sarà guidato in un percorso didattico finalizzato al raggiungimento di obiettivi concordati e condivisi. I laboratori infine sono rivolti a chi vuol portare la propria individualità, strumentale, vocale e teorica, in un contesto collettivo e sperimentare così esperienze musicali nei vari generi in relazione ai propri talenti o inclinazioni.
Insomma, è nell’interesse di un’intera comunità garantire il completamento dell’iter di formazione di giovani appassionati di musica all’interno di un nuovo polo formativo che possa, con l’aiuto di grandi professionisti del settore musicale, sviluppare creatività, intelligenza, talento e predisposizione.
«Per gli studenti sarà un percorso faticoso, impegnativo.» ha ricordato la D.S. Prof.ssa Assunta Barbieri. «Dovranno applicarsi di più, faranno rientri, prove d’orchestra, ma avranno a disposizione insegnanti straordinari e non era giusto che, alla fine di un percorso così ricco di soddisfazioni, che ha portato tanti musicisti in erba della nostra scuola a esibirsi in un teatro prestigioso come il San Carlo, tutto terminasse qui. Quando mi hanno proposto questa idea, l’ho accolta con estremo entusiasmo, pur nella consapevolezza di una carenza di spazi aggravata dal terremoto del 21 agosto ma che stiamo risolvendo brillantemente. “Echi d’Arte” darà ai tanti ragazzi che non possono spostarsi sulla terraferma la possibilità di continuare a studiare con la stessa passione che li ha accompagnati durante gli anni della secondaria di primo grado. Fin troppi studenti – ha continuato la preside – sono stati costretti ad abbandonare gli studi musicali per la mancanza sull’isola di un liceo musicale. Con il Centro di Formazione Musicale “Echi d’Arte” gli studenti che desiderano continuare a studiare musica hanno una grande opportunità. In un contesto come quello ischitano, piccolo ma ricco di talenti, stride l’assenza di un liceo musicale. Anni fa il collega Gianpietro Calise aveva tentato di aprirne uno, individuando anche una location perfetta: la Colombaia a Forio. Purtroppo i licei musicali costano tanto: occorrono spazi, attrezzature, personale. E in Italia i licei musicali chiudono, non aprono. La musica è invece un linguaggio universale, andrebbe insegnata già dalla scuola dell’infanzia e fino al termine del ciclo di studi delle superiori, un po’ come le scienze motorie. Come disse qualcuno, la vita senza musica è un errore. Per questo, come scuola, le abbiamo dato sempre la giusta importanza.
Anche quest’anno sono tante le iniziative messe in campo. Tra queste vorrei solo ricordare “Scuola inCanto” che porterà alunni e insegnanti delle classi quinte elementari e prime e seconde medie a un corso di studio sulla “Turandot” di Puccini. Opera che dovranno poi portare in scena al Teatro San Carlo. Intanto, già il prossimo 18 gennaio, gli studenti delle medie potranno assistere alla “Boheme” proprio nel prestigioso teatro partenopeo. Perché bisogna educarsi anche all’ascolto della musica, prima ancora che allo strumento».

Nell’ambito della presentazione, introdotta dalla collega Isabella Puca, anche il ricordo della insegnante di musica Rosanna Buono, scomparsa prematuramente lo scorso settembre e alla cui memoria è stata intitolata una Borsa di studio per giovani studenti dell’indirizzo musicale.
«Rosanna – ha ricordato la collega Tuta Irace – è stata un’insegnante generosa che ha saputo trasmettere ai suoi alunni la grande passione per la musica. Tanti suoi allievi hanno spiccato il volo, qualcuno addirittura in America. Rosanna era lungimirante, fiutava da lontano coloro che potevano diventare delle eccellenze. Noi amici musicisti abbiamo pensato che il suo lavoro non può finire; insieme alla famiglia, ai fratelli e alle sorelle abbiamo istituito una Borsa di studio per i giovani talenti che si distingueranno nel corso dell’anno scolastico. Grazie a questa opportunità potranno formarsi ulteriormente partecipando a master, concorsi, audizioni.»

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