L’EDITORIALE Francesco, Stani e le mille sfumature del ballottaggio

L’EDITORIALE Francesco, Stani e le mille sfumature del ballottaggio

L’esito del voto foriano, ormai, lo conoscete tutti. Si andrà al ballottaggio, insomma si disputeranno i tempi supplementari o se preferite i play off. Ma dalla lunga notte di domenica, terminata con l’esito della fumata nera quando ormai un nuovo giorno aveva già fatto capolino, emerge un risultato che ha chiavi di lettura diametralmente opposte. Al netto di ogni considerazione resa ufficialmente ed a microfoni accesi (in campagna elettorale, è noto, è doveroso ostentare sempre sicurezza), Stani Verde probabilmente all’inizio della sua – entusiasmante – avventura e/o cavalcata, avrebbe messo la firma per giocarsi la partita al secondo turno. E ci arriva con l’abbrivio giusto, perché fisicamente, mentalmente, logisticamente e strategicamente era preparato alla coda. Insomma, non avvertirà assolutamente strascichi per altre due settimane di immane fatica, perché semplicemente le aveva già messe in preventivo.

Diverso, invece, il discorso per Francesco Del Deo. Il sindaco uscente, in tutta onestà, doveva chiudere la partita domenica notte. E questo lo sapeva anche lui. Troppo rischioso gettarsi nei meandri di un ballottaggio, in fondo la sua è una coalizione composta da tanti big e chi ad esempio sa che non sarà eletto difficilmente si metterà a fare il portatore d’acqua per l’imprenditore . Dall’altra parte, invece, ci sono persone che si sono immolate esclusivamente per la causa del loro candidato sindaco e anche questo può fare tutta la differenza del mondo. Attenzione, però, perché poi non bisogna dimenticare un aspetto altrettanto considerevole. Partiamo dal presupposto che la matematica non è un’opinione: Del Deo ha comunque collezionato 1.148 voti in più rispetto a Verde ed è in ogni caso una dote di partenza non indifferente. Significa che nel momento in cui si andrà a pescare nella fetta di elettorato rimanente – volendo considerare che chi ha votato in una maniera al primo turno faccia altrettanto anche al ballottaggio, che peraltro non sta scritto da nessuna parte, ma la nostra voleva essere una semplificazione – è il giovane consigliere comunale uscente che dovrà andare a cercare ulteriore linfa.

Poi c’è un altro aspetto. Al secondo turno, e questo è risaputo da sempre, si riparte da zero, e la scelta cade esclusivamente sull’uomo, non più sulla coalizione. In questo senso non sappiamo quanto possa incidere un dato che è opportuno sottolineare: Del Deo ha collezionato un -3.8% di preferenze rispetto alle sue liste, Verde un +1.4%. In soldoni, il secondo ha tirato più di quanto abbia fatto il primo ma siamo sicuri che sia un dettaglio che potrà avere una valenza anche il prossimo 24 giugno? C’è poi tutto quello che deve ancora succedere: Di Lustro, Castaldi, Manna e Savio non hanno portato a casa un risultato entusiasmante, tutt’altro, ma non v’è dubbio che eventuali alleanze e apparentamenti (ufficiali o ufficiosi che siano) potrebbero comunque portare acqua (e voti) al mulino di uno dei due contendenti. Insomma, non vogliamo sbilanciarci ma l’impressione è che allo stato dell’arte i bookmakers saprebbero su quale “cavallo” puntare. Ma attenzione, il 24 giugno è ancora lontano. E tanto, se non tutto, può ancora succedere.

gaetanoferrandino@gmail.com

 

 

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