Licenze in cambio di mazzette, dopo l’accusa di Arturo chiesto il consiglio comunale

Licenze in cambio di mazzette, dopo l’accusa di Arturo chiesto il consiglio comunale

SERRARA FONTANA. Era stata una vera e propria bomba, quella lanciata dal nostro giornale nell’edizione di lunedì, con una clamorosa intervista al notaio Nino Arturo che faceva una serie di clamorose rivelazioni, di cu rendicontiamo in altra parte del giornale, giusto per i pochi ai quali siano sfuggite una serie di parole ed accuse che pesano indubbiamente come macigni. E il primo ad andare dritto all’attacco è stato il consigliere di minoranza del Comune di Serrara Fontana, l’avvocato Roberto Iacono, che ha indirizzato al sindaco Rosario Caruso, al segretario comunale ed al responsabile dell’ufficio tecnico un’interrogazione avente ad oggetto “Articolo intervista di lunedì 5 novembre 2018 dal titolo ‘Licenze in sanatoria in cambio di mazzette’, interrogazione e richiesta adempimenti”. Nella sua interpellanza Iacono ricorda innanzitutto che “in data 5 novembre 2018 veniva denunciato sulle pagine del quotidiano locale Il Golfo che ‘nel Comune di Serrara Fontana, caratterizzato da una diffusa illegalità, i titoli in sanatoria vengono concessi solo ed esclusivamente a chi paga’, ‘parlo di mazzette un vero e proprio commercio di licenze in sanatoria’, ‘A Sant’Angelo si costruisce tuttora, e molti ottengono la sanatoria, ma pagando’”. Già che c’è, l’esponente politico rincara la dose e ricorda “che già l’Isola d’Ischia in queste settimane è sottoposta ad un’attenzione mediatica preponderante a causa di alcune misure che interessano le sanatorie edilizie nelle zone colpite dal sisma inserite nel decreto cosiddetto Genova , esposizione mediatica che descrive l’Isola d’Ischia come un territorio di diffuso abusivismo” e che “tutto ciò arreca un grave danno all’Isola ed all’intera cittadinanza, già martoriata dalle tristi vicende che l’hanno colpita negli ultimi anni, compreso il Comune di Serrara Fontana, con gravi ripercussioni anche sull’economia delle aziende e delle famiglie”.

Fatta la doverosa premessa, Roberto Iacono interroga il sindaco “perché riferisca al Consiglio Comunale in ordine alle seguenti domande: quali iniziative intende adottare affinché le accuse emerse nell’intervista siano smentite dai fatti attraverso un’inchiesta interna ed esterna anche attraverso le Istituzioni inclusa un’apposita denuncia alla Procura della Repubblica e fare chiarezza in merito; se non ritenga sia il caso di costituire in Consiglio comunale un’apposita Commissione d’inchiesta che aiuti a fare chiarezza senza ombre di dubbio sui procedimenti di rilascio delle sanatorie edilizie”. Insomma, il ragionamento del consigliere di minoranza è fin troppo chiaro: considerato che le accuse arrivano da una professionalità di indiscusso rilievo e profilo quale quella di un notaio, non è possibile che le stesse passino sotto silenzio o vengano archiviate senza colpo ferire. E’ opportuno approfondire, ma questo – aggiungiamo noi – anche nell’interesse del buon nome del Comune montano, che facendo tutte le verifiche del caso (e investendo delle stesse anche le autorità competenti) avrà modo di dimostrare la sua “immacolatezza”, che fino a prova contraria nessuno si permette di mettere in discussione.

Insomma, vedremo se e quali saranno i prossimi sviluppi e soprattutto se la vicenda sarà discussa o meno in una seduta di consiglio comunale che certamente attirerebbe il pubblico delle “grandi occasioni”. Anche perché, per ovvia conseguenza, nel frattempo sempre nella sua interrogazione Roberto Iacono ha chiesto al sindaco Rosario Caruso “di relazionare in Consiglio Comunale in ordine allo Stato di fatto delle concessioni in sanatoria rilasciate ad oggi dall’attuale Amministrazione e quella precedente con indicazione per ciascuna dei destinatari e degli studi tecnici di riferimento che hanno provveduto a curare le pratiche”. Per la serie, che l’attività di “spulciamento”, passateci il termine non proprio ortodosso, abbia inizio.

 Gaetano Ferrandino

 

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