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Monta la protesta, riprendono i lavori al Parcheggio della Siena

ISCHIA. Se siete scaramantici e credete che la paura fa novanta, beh mai come nel caso di specie non saremo certamente noi a smentirvi. Sarà un caso, ma non appena tensioni e polemiche sono saliti alle stelle per la questione legate ai lavori infiniti al parcheggio della Siena, un autentico scempio e pugno all’occhio all’ingresso del borgo antico di Ischia Ponte, ecco che come per incanto qualcosa si è mosso. Certo, troppo poco per pensare che si tratti di una casualità ma pare che la Turistica Villa Miramare, società chiamata a concludere l’opera, abbia improvvisamente deciso di dare un’accelerata dopo un periodo di ingiustificabile silenzio e black out. Una ripresa delle attività che naturalmente non cancella le ombre fin qui scaturite né tantomeno servirà a fermare la prima riunione del comitato spontaneo che si è venuto a formare ma che si spera quantomeno possa essere continuativa e non sporadica: insomma, adesso occorre darsi una mossa, non si può più sperare che qualche operazione spot possa servire a buttare il fumo negli occhi ad una cittadinanza, ed il riferimento è indirizzato soprattutto alla comunità ischia pontese, ormai letteralmente inferocita e stanca di un andazzo che si trascina da tempo immemore. E che, detto per inciso, ha cagionato non pochi danni ai fatturati delle aziende che insistono nel borgo antico, molte delle quali finite in assoluta sofferenza.

Ma in un momento in cui prevale uno scetticismo di fondo, peraltro ampiamente condivisibile, proviamo a cercare un paio di buoni motivi per provare a sperare che questa possa essere la volta buona per portare a compimento i lavori che prevedono la realizzazione di un parcheggio e pure di un anfiteatro. Da alcune indiscrezioni emerge che negli ultimi tempi a imporre una brusca frenata fosse stato un contenzioso tra la ditta chiamata a eseguire le opere e la società che li ha commissionati: incomprensioni, malintesi e mancati accordi sulle modalità e le tempistiche di pagamento, con la divergenza di vedute che di fatto aveva paralizzato tutto. Adesso, sembrerebbe che il problema sia stato risolto e che si sia raggiunto un accordo in grado di garantire il regolare e soprattutto costante svolgimento dei lavori. Ma c’è anche dell’altro. Il Comune d’Ischia, per il parcheggio de La Siena, ha rilasciato un’autorizzazione paesaggistica che scadrà a settembre di quest’anno. E i vertici dell’amministrazione comunale, dopo averlo comunicato per il tramite del sindaco Enzo Ferrandino in un contesto istituzionale come il civico consesso, avrebbe spiegato anche all’avvocato Mario Santaroni ed ai suoi tecnici di non avere assolutamente intenzione di concedere ulteriori proroghe. Il primo cittadino è consapevole che ci si tratterebbe di un atto di masochismo, un autentico suicidio politico: tra comitati, cittadini incazzati e consiglieri di opposizione (leggasi Gianluca Trani, che tra l’altro è stato colui che ha chiesto che l’argomento fosse discusso in consiglio comunale) che ormai “pressano”, il tasso di impopolarità rischierebbe davvero di salire alle stelle.

“Ci sono ben sette mesi per concludere i lavori alla Siena e sono un arco di tempo più che sufficiente, ovviamente se si lavora alacremente e senza soste tutti i giorni: in fondo per realizzare il parcheggio ex Jolly si è impiegato lo stesso arco di tempo”, ha detto al cronista Enzo Ferrandino. Nel frattempo, dopo una serie di riunioni ed una petizione popolare che in meno di una settimana è arrivata a raccogliere la bellezza di millecinquecento firme (a conferma di quanto la tematica legata a questo orrendo scempio sia sentita un po’ in tutto il paese e nell’intera isola), sta terminando il conto alla rovescia in vista dell’appuntamento in programma domani pomeriggio alle ore 15 presso la sala POA di Ischia Ponte, che sarà teatro di un’assemblea popolare indetta dal comitato “Salviamo Ischia Ponte”. All’ordine del giorno, appare finanche superfluo sottolinearlo, la relazione sullo stato dei luoghi ma anche l’elezione degli organi direttivi e la calendarizzazione delle iniziative di lotta da assumere. E uno dei promotori del comitato, Salvatore Cuomo, suona la carica lanciando uno di quegli aut aut che non sembrano conoscere appello: “O si conclude l’opera entro il prossimo mese di settembre quando scadranno le concessioni ottenute dalla società privata che sta realizzando i lavori eliminando al tempo stesso l’attuale scenario di disastro ambientale creatosi in zona, o devono essere ripristinati i luoghi. E’ il momento di contarci e di essere uniti perché non ne possiamo più della situazione che si è venuta a creare a Ischia Ponte”. Lavori ripresi o no, l’ascia di guerra è davvero dissotterrata.

Gaetano Ferrandino

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