Mosca cieca Caffè scorretto di Graziano Petrucci

<span class="entry-title-primary">Mosca cieca</span> <span class="entry-subtitle">Caffè scorretto di Graziano Petrucci</span>

di Graziano Petrucci

È difficile capire se per i Sindaci delle amministrazioni isolane e per chi si dedica al «bene collettivo», magari sedendo in consiglio comunale, sia un bel momento oppure no. Lo è ancora di più quando al centro c’è la politica con le sue scelte spesso fatte senza criterio a rappresentazione di una mancanza di programma e organizzazione e di un futuro, perciò, in alcuni casi prevedibile. Fermo restando che i nostri amministratori sono ben propensi a non rispondere a domande scomode che potrebbero destabilizzare il proprio ego, con la stessa semplicità invece si lanciano in vaniloqui e spot pubblicitari monotoni solitamente per sponsorizzare un lavoro spesso inutile e non proprio fuori dall’ordinario e, abbiamo capito, guai a chi lo mette in discussione. Il Sindaco di Barano Paolino BuonoA ciò si aggiunge che non hanno ancora ben chiara la differenza che esiste tra “critica “ e “offesa” e da alcune risposte si nota che non appena qualcuno si permette di muovere una “critica” il segnale neuronale deviato, lo decifra sempre come “offesa”. A ben guardare sono oltremodo indaffarati in questa valle di fatiche in cui il risultato che dovrebbe venire da quel sudore della fronte, quando e se c’è, non viene riconosciuto neppure dalla collettività che invece, in alcuni casi, rimane ferma a guardare alcuni dei suoi polli più in vista rincorrersi nel cortile delle stupidaggini. A volte può capitare di assistere a casi in cui una sparuta truppa di criticoni, in particolar modo sul social network come Facebook, si scaglia nell’arte della lamentela proprio verso i Sindaci. L’occasione questa volta è stata la volata a Mosca. Qualcuno addirittura ha augurato la venuta dell’apocalisse per la mandria degli amministratori partiti per la «campagna di Russia» che sta facendo ancora discutere. In cui se era quasi obbligata la presenza dei primi cittadini nel proprio ruolo istituzionale, per favorire il dialogo con il popolo russo, per l’altro proprio loro hanno dimostrato che delle fiere e delle vacanze spot vanno fieri. parpinelDel caso della Parpinel, consigliere di opposizione a Forio, per la quale il Sindaco di Barano Paolino Buono ha annunciato l’invio di una lettera al Presidente di quel Consiglio, che conterrà probabilmente una richiesta di dimissioni formale, ne hanno parlato un po’ tutti avidamente. Il senso, diciamolo, pur comprensibile del suo sarcasmo ma di sicuro fuori luogo, comunque lo abbiamo percepito. Poteva dire in altro modo ciò che ha detto, è vero, ma non per questo si può cancellare il senso di ciò che voleva far passare. Perché se ci pensiamo bene, la sua è stata una battuta di dubbio gusto, vero, ma se avesse detto “mandateli e lasciateli in qualche gulag in Siberia” avrebbe avuto un effetto diverso, più ironico e in linea con un pensiero diffuso che non ha, a oggi, motivi per essere neutralizzato o esser messo in discussione. Tuttavia la missione in Russia secondo qualcuno dovrebbe avere, avrà, forse, qualche effetto. Magari. In modo tale da realizzare l’idea che questo viaggio della speranza, che gli amministratori, nostri ambasciatori internazionali delle bellezze isolane in giro per il mondo, hanno affrontato, e l’inno all’attivismo che hanno dimostrato, avrà la ricaduta che in tanti si aspettano. Poco importa se quando arriveranno, i turisti si troveranno di fronte a disservizi o un trasporto pubblico da fare schifo. La speranza ormai è sempre quella lieta idea che ci riempie e ci fa gonfiare il petto per cui, una volta qui, lontano dai ghiacci e dal freddo miserabile del loro paese, saranno accecati dal sole, dal mare e dalle bellezze autoctone. Poco o per niente ci importerà che dovranno fare i “conti” con un servizio taxi e con operatori spesso ai limiti della decenza, fatto salvo chi svolge il proprio lavoro con professionalità, oppure con un mare maculato in cui gli spazi puliti potrebbero fare a botte con chiazze di pannolini e plastica e altre particolarità altrettanto originali. Una conferma, insomma, che lascia sbalorditi dell’immenso lavoro che può fare l’organizzazione e il coordinamento tra le amministrazioni quando si parla di spot, fiere e viaggi. E la Russia è stato un altro grande trampolino di lancio per questo lavoro carsico di cui aspettiamo i frutti. Non temete per la risoluzione di tutti gli altri problemi che abbiamo sotto il naso. Un giorno, quel giorno, arriverà. Anche se non sappiamo precisamente quando.

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