Restaurato il dipinto dell’Annunciazione Dopo il lungo e meticoloso lavoro dell’equipe dell’Istituto Europeo Del Restauro, la tavola, dopo un anno di lavoro, è tornata a risplendere in Chiesa

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Di Isabella Puca

FORIO – È stato lontano un anno il dipinto su tavola che ora risplende dietro l’altare della Chiesa Della Confraternita Della Santissima Annunziata in quel di Panza. Restaurato dall’istituto Europeo del Restauro è stato accolto da curiosi e fedeli due settimane fa insieme alle spiegazioni dell’intervento effettuato da parte di tutta l’equipe dell’Istituto, dal Vescovo di Ischia Mons. Pietro Lagnese che ha celebrato una messa subito dopo la presentazione del recupero e dal priore della Congrega Aniello D’Abundo. Quella che oggi vedete risplendere alle spalle dell’altare è frutto di un intenso e difficile lavoro di recupero, molti erano infatti i problemi che sono stati affrontati dall’intera equipe ma che hanno portato a un ottimo risultato. «Il problema più grave – ci ha spiegato la dott.ssa Annalisa Pilato – è che quando abbiamo tirato la tavola giù dalla nicchia, ci siamo resi conto che la tavola non era su supporto antico ma era stata applicata su un supporto moderno, un compensato». Pare infatti che, durante il  ‘900, tra gli anni  ‘50 e ’70, questa tavola abbia subito un intervento di restauro con il quale, la pellicola pittorica è stata strappata e adagiata su questo nuovo supporto,  «nell’   applicazione della pellicola pittorica – ha spiegato ancora la Pilato – non si è riusciti a

5farlo in maniera rapida e inoltre, avendo usato la colla animale, che si asciuga davvero in fretta, si sono  creati degli avvallamenti.  Secondo problema, non solo strutturale,  è  che durante gli anni sono stati fatti dei ritocchi pittorici in maniera grossolana, da parte degli artisti, degli artigiani che hanno pitturato  i visi così come ritenevano opportuno. Era un modo per tutelare la tavola fatto in buona fede ma è stato fatto male; e oltre al problema del sito  è andato via il valore estetico dell’opera». L’obiettivo dell’istituto Europeo del Restauro e della dott. ssa Ascione funzionario della Soprintendenza preposto all’isola,  era quello di dare una corretta lettura dell’opera d’arte, ma eliminati i ritocchi pittorici i restauratori si sono trovati con  un dipinto completamente lacunoso. «Era nato il problema di reintegrare – ha spiegato ancora la Pilato – e per farlo, essendoci leggi ferree del restauro, abbiamo scelto quella accademica del tratteggio verticale. Mentre agli addetti al settore vedranno tante piccole linee una accanto all’altra, da lontano, il fedele o chi che sia, vedrà  l’opera completa e una sua perfetta lettura». Un altro problema che hanno dovuto affrontare riguardava i volti, alcuni dei quali davvero lacunosi, «il restauro non ti permette di fare visi che non ci sono,  sarebbe falso. Dunque, su suggerimento della dott.ssa Ascione,  abbiamo ripreso i lineamenti seguendo le linee guida del periodo storico artistico delle opere molto simili e abbiamo cercato di riprendere, e di rifare, queste parti mancanti con il tratteggio verticale. Ci è sembrata la soluzione più adatta, il compromesso più giusto per tutti sia per i fedeli che per gli addetti al settore». Il lavoro è stato lungo e meticoloso, il dipinto, consegnato nel novembre 2014 è stato riportato in chiesa solo in questo mese di settembre, «la soddisfazione più bella – ha concluso  Annalisa Pilato – è che i due Angeli che sorreggono la colomba, prima del restauro non si vedevano, erano sotto lo strato di vernice che li aveva ricoperti mentre ora sono riemersi alla luce». Altro dettaglio di questo dipinto privo di firma è la data; sul fondo, su di un vaso ricolmo di fiori, appare una data 1684 accompagnata da alcune lettere il cui significato, pur avendo coinvolto studiosi ischitani, non è stato ancora scoperto. Lo stato di conservazione della tavola

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