CRONACAPRIMO PIANO

Rizzoli, notte d’angoscia per una neonata

Era stato disposto un trasferimento in terraferma che però non è stato possibile effettuare (per motivi non ancora chiari) né in elicottero né in idroambulanza: e monta la polemica

Un episodio, l’ennesimo, che mostra come la sanità “made in Ischia” sia legata davvero a un filo sottile. Se all’insularità, che per ovvi motivi da sempre rappresenta un handicap, finiscono con l’accompagnarsi una serie di falle e negligenze, ecco che ci troviamo a raccontare storie (come quella che stiamo per esporvi) che prima o poi rischiano di avere un epilogo decisamente drammatico. La vicenda in questione si è verificata nella tarda serata di mercoledì ed ha avuto come location l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Sono da poco trascorse le nove di sera quando scatta l’allarme: c’è una neonata, di poco più di un mese, le cui condizioni di salute destano più di qualche preoccupazione: la piccola, infatti, presenta un’insufficienza respiratoria causata, pare, da una seria bronchite. I sanitari ritengono che sia opportuno trasferirla d’urgenza presso un ospedale della terraferma più attrezzato a prestare le cure del caso alla bambina.

Ed è proprio in questo momento che, stando alla ricostruzione dei fatti, la faccenda si complica maledettamente. Sono circa le 21.45 quando viene allertato un elicottero ma a distanza di circa un’ora e mezza pare che i piloti rifiutino di effettuare il trasferimento a causa della scarsa visibilità. Intorno alle 23.30, vista la gravità del caso, dall’ospedale Rizzoli viene contattato il 118, ma la situazione non si sblocca. Di lì a poco la CORE ribadisce che nemmeno l’idroambulanza può effettuare il trasferimento. Insomma, la situazione diventa per ovvi motivi paradossale e la tensione tale fino a quando lo staff medico presente nel nosocomio lacchese e composto dai pediatri di turno e l’anestesista decidono di muoversi in prima persona. Bisogna intervenire anche perché c’è il rischio di  uno scompenso cardio-respiratorio: la piccola viene monitorata costantemente senza tralasciare nulla al caso mettendo a disposizione il massimo tra professionalità dell’equipe medica e paramedica e attrezzature, per quanto queste ultime non fossero proprio il massimo.

Grazie alla professionalità è amorevoli cure la notte è trascorsa nella mattinata di ieri con maggiore calma e minore concitazione sono state adottate le iniziative ritenute più opportuno. Ma resta un dato di fatto dal quale non si può prescindere e che dovrebbe essere oggetto di accurata riflessione: Il mancato trasferimento alla terraferma sia con l’eliambulanza che motovedetta è serio è lascia intendere chiaramente che gli isolani o turisti che scelgono la nostra isola per villeggiatura non sono tutelati, finora i politici più che pensare al loro ruolo e impegni, pensano alle loro poltrone e designazioni. I medici del Rizzoli hanno finora dato sempre il massimo della professionalità, ma non vengono ascoltati dai preposti che sono di scelta politica. L’ospedale Rizzoli ha bisogno di più reparti e attrezzature da affiancare agli attuali valenti professionisti per due motivi, primo perché l’attuale popolazione aumenta con gli anni, secondo per la grande presenza turistica. I primi responsabili politici sono i nostri sindaci, rappresentati provinciali, regionali fino ad arrivare al parlamento Europeo, mai finora nessuno si è attivato per far approvare un provvedimento serio quale il riconoscimento di zona disagiata. Ma c’è un ultimo aspetto che andrebbe chiarito ed inquieta non poco: c’è stato il mancato trasferimento in terraferma, eppure le condizioni meteorologiche non apparivano assolutamente proibitive. Non sarebbe il caso di verificare cosa è realmente successo e perché c’è stato questo diniego?

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