San Ciro in processione con manto e veste ricoperti di oggetti d’oro Sempre più scarsa la presenza di medici al pontificale di Lagnese

<span class="entry-title-primary">San Ciro in processione con manto e veste ricoperti di oggetti d’oro</span> <span class="entry-subtitle">Sempre più scarsa la presenza di medici al pontificale di Lagnese</span>

di Antonio Lubrano

Fotografie di Giovan Giuseppe Lubrano

Mentre al Ciglio, su a Serrara, per la festività del proprio  Santo Patrono San Ciro Martire  è stato capovolto il programma stabilendo che la solenne processione per le vie rupestri del paese dovesse uscire  domenica scorsa 24  gennaio,  giorno d’inizio del Novenario in omaggio al Santo, anticipando di una settimana in toto  l’evento più importante della festa, qui a Ischia, a via delle terme, sono state invece  rispettate in pieno  date e programma, anche se si è venuti meno nella messa a punto  delle  luminarie stradali che purtroppo quest’anno  sono  completamente saltate, evidentemente per mancanza di fondi. I fedeli , al riguardo, non hanno gradito. Nonostante ciò, la solennità religiosa, dentro e fuori della chiesa dove si venera  San  Ciro Medico, Eremita  e Martire, la si è avvertita con grande intensità di fede, come da sempre dimostra la folta comunità parrocchiale della estesa zona  che porta il nome del Santo Patrono San Ciro per essere meglio identificata. Quindi,  “quelli di San Ciro” a Porto d’Ischia,  ieri domenica  31 gennaio, giorno di misericordia  giubilare e di festa dedicato a loro Santo Patrono, hanno onorato San Ciro  alla grande, sin dalle prime ore del mattino, al primo suono delle campane a festa, in una chiesa illuminata ed accalorata dalla presenza di quei  fedeli mattutini che non si sono persi , come è da  tradizione,  la prima messa del parroco don Emilio Basilio, quale primo saluto della giornata festiva al Signore ed al Santo Patrono  festeggiato. È incominciato proprio così, ieri, il giorno di San Ciro con messe  alle 8,00 ed alle 9,30 in un’atmosfera di serenità e gioia spirituali. Passato e presente si sono fusi in un unico atto di fede nel ricordo ancora vivo di chi non c’è più a godere degli effetti di una festività dedicata a San Ciro a cui  si dava l’anima e ci si raccomandava per i mali fisici patiti e per vivere in una società più giusta e devota. Il primo pensiero, nel giorno di San Ciro ed in quelli di preparazione alla festa col Novenario in omaggio al Santo, non poteva non andare all’indimenticabile  parroco buono Don Luigi Trofa, sacerdote di grandì risorse  umane e spirituali tutte messe al servizio di una comunità, al punto di vederla sviluppare e crescere  col suo determinate contributo di sapienza, saggezza ed incondizionata disponibilità. La festa di San Ciro di ieri tutta chiesa  e funzioni religiose in omaggio al Santo Patrono, è stata vissuta dai fedeli anche con la mente al loro parroco amico scomparso,  del quale continua a sentirsi  la mancanza, nonostante l’ottimo lavoro di guida spirituale del successore, parroco don  Emilio. Il Vescovo  d’ Ischia Mons. Pietro Lagnese è arrivato in chiesa  in perfetto orario  per il pontificale fissato per le 11,00, accolto con sorrisi e saluti bene auguranti, per altro  ricambiati all’istante dal presule all’assemblea presente,  festante e compiaciuta. Alla messa solenne presieduta  dal

 

 

 

Vescovo Lagnese e  coadiuvato dal parroco di casa Don Basile e   dai  parroci delle altre due parrocchie di Porto d’Ischia  Don Agostino Iovene per San Pietro e Don Luigi De Donato per Portosalvo, hanno partecipato per la categorie dei medici  solo alcuni, sempre pochi per un invito specifico ad personam  che ogni anno viene formulato e che, ogni anno, sistematicamente,  non viene onorato come si dovrebbe. Mancanza di riguardo  verso San Ciro taumaturgo,eremita. Martire  e medico loro collega, e poco rispetto per il parroco e per il Comitato che prendono l’iniziativa di invitarli. Al di la di questa piccola lacuna, che speriamo in avvenire, giustamente si colmi, San Ciro ha ricevuto dai suoi numerosi fedeli  convenuti  da tutto le località del Comune d’Ischia gli onori di sempre, attraverso le preghiere, i canti, le cerimonie di espressa devozione e le offerte in segno di d’amore e di  fede che si nutrono per questo Santo  che alberga saldamente nei cuori di tutti “quelli – cosiddetti – di San Ciro” che  sono tantissimi. Costoro affollano una parrocchia decisamente attiva  in tutte le sue iniziative religiose, spirituali, benefiche e ricreative raggiungendo il suo apice nei festeggiamenti  per il Santo Patrono  e negli ormai consolidati Giochi di Quartiere  a cui partecipa  con entusiasmo l’intera comunità  della parrocchia. L’atto di giubilo, la devozione verso il Santo, il desiderio di vivere il giorno della festa intorno all’immagina tradizionale di San Ciro nel suo aspetto statuario, il suono delle campane a festa del campanile della chiesa, le note da palpito della banda musicale Città di Ischia sul sagrato, il vociare allegro e composto dei fedeli  col vestito della festa sin dal mattino, gli spari di fuochi d’artificio che ti danno la percezione forte che è la festa del Santo Patrono,  sono esempi di gioia partecipativa manifesta , sussulti d’animo devoto per l’evento che ci si appresta a vivere, che,  insieme si accomunano   nel momento dell’attesa processione che ha occupato l’intero primo pomeriggio della domenica  di ieri. Una processione solenne con la storica e bella statua di San Ciro ricoperta di oggetti d’oro donati dai devoti ischitani portata  a spalle per le vie principali del paese.  Oggetti d’oro testè menzionati che brillavano ad ogni movimento della statua e che   costituiscono il cosiddetto “tesoro di San Ciro” scrupolosamente custodito nelle segrete della  chiesa omonima, tirati fuori solo nel giorno della ricorrenza del  Santo Martire.

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