Sfregio a Babbo Natale, a Ischia gli mettono la gonna Senza voler entrare nelle solite questioni che suscitano dibattito sui social e non solo, ecco l’ultima stravagante trovata: e cosa andiamo a spiegare ai bambini?

<span class="entry-title-primary">Sfregio a Babbo Natale, a Ischia gli mettono la gonna</span> <span class="entry-subtitle">Senza voler entrare nelle solite questioni che suscitano dibattito sui social e non solo, ecco l’ultima stravagante trovata: e cosa andiamo a spiegare ai bambini?</span>

Ne hanno scritto in tanti, ne hanno discusso in tanti. E c’è stato anche chi – come al solito – è riuscito a far passare il tutto come un’opera d’arte, come geniale innovazione o chissà quale altra cazzata, favorito anche dal fatto che qualcuno gli consente ancora di scrivere su un quotidiano a diffusione extra locale. Lasciamola perdere la tartaruga, con tutti i suoi annessi e connessi, con quei commenti e quelle citazioni che francamente davvero più di un sorriso non riescono a strappare. Il punto, no, non è questo. E’ un altro. E’ che un povero cristo come me si trova ad attraversare Piazza Antica Reggia e a rendersi conto, inevitabilmente, che gli anni passano. E che se in fondo intendi fare il giornalista devi essere dotato di un colpo d’occhio che allo stato dell’arte evidentemente fa difetto. All’improvviso, mentre guidi la macchina e provi ad attraversare quell’ostacolo rappresentato dall’impalcatura posta al centro della strada, ti ritrovi tua figlia che ovviamente in maniera del tutto innocente ed incuriosita ti chiede: “Papà, scusa, ma perché Babbo Natale ha la gonna e non i pantaloni?”. La prima figura di m… la fa il sottoscritto, il quale rispondendo alla piccola quasi la manda a quel paese: “Dai, a papà, non dire scemenze. Ma come ti viene?”. E lei insiste: “No papà, guarda che Babbo Natale ha veramente la gonna”.

Chi scrive non ci crede ed allora, pur di zittire la piccola, arriva a Piazza degli Eroi, attraversa la rotonda e si immette sul senso di marcia opposto, quello che conduce di nuovo a porto d’Ischia  Arrivato all’altezza del Bar delle Rose, il dramma “ottico” comincia inesorabilmente a materializzarsi: signori, non è uno scherzo, e il colpo d’occhio della piccola – povero me, prossimo al pensionamento – non era affatto sbagliato. Babbo Natale ha la gonna, non i pantaloni. E attenzione, non è affatto una visione o un miraggio o un errore, quanto piuttosto una cosa pianificata nei minimi particolari. E’ chiaro che chi scrive, pur non avendo preclusioni di alcuna natura (e questo mi piace sottolinearlo, a scanso di equivoci) stenta a credere a quello che gli si para davanti. E così, ascoltando la testimonianza di una persona presente ad un incontro che si era svolto presso la casa municipale di via Iasolino, ecco che viene fuori l’arcano: più di un soggetto (speriamo non appartenente alle istituzioni, altrimenti sarebbero cavoli amari) si sarebbe sparato la “posa” durante il simposio in municipio, affermando che questa trovata avrebbe rappresentato la rivoluzione del Natale 2017 made in Ischia. Ma stamm pazziann o facciamo sul serio, giusto per capire?  Possibile che disorientare migliaia di bambini possa rappresentare qualcosa di significativo o simbolico? Secondo quanto raccontano le voci di dentro ci sarebbe stato anche chi – sempre in municipio – avrebbe provato a mettere la classica pezza a colori sostenendo che la rappresentazione iconografica stava a rappresentare non soltanto Babbo ma anche Mamma. Considerazione sulla quale, ovviamente, stendiamo un velo pietoso.

Ad Ischia, immediatamente, è scattata la caccia al colpevole, o meglio all’autore di una tale “genialata” che conferma come nel Comune capofila dell’isola verde ormai non si riesca più a fare nulla nel segno della normalità e della tradizione, come ha ampiamente testimoniato negli ultimi anni la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna ed altri appuntamenti con un forte richiamo alla storia ed alla tradizione (e sono almeno tre anni che si va avanti su questa falsariga, per piacere Luigi Di Vaia metti un freno che è arrivata l’ora…). L’altro sport tipicamente di casa nostra è stato la caccia al firmatario di una tale idea, che ha subito messo sul banco degli imputati l’attuale assessore Salvatore Ronga, forse in virtù di quanto accaduto con la “rivoluzionaria” regia posta in essere qualche anno fa in occasione dell’Actus Tragicus di Forio, altro appuntamento a connotazione fortemente tradizionalistica. Lui, in ogni caso, ha scelto i suoi canali social per rivendicare da una parte la sua innocenza ma dall’altra per non prendere le distanze da questo messo in atto:”Non ho scelto io le luminarie che abbelliscono la nostra cittadina, ma viste le reazioni spropositate, ben oltre il diritto di critica e le questioni di gusto personale, reazioni infarcite di allusioni volgari e squallide riferite alla mia persona e al mio privato, mi vedo costretto a rivendicarne la paternità per non deludere i miei abituali e affezionati detrattori ai quali mai e poi mai vorrei sottrarre il piacere di impegnare il tempo sfoggiando erudite disquisizioni di stampo sociologico e antropologico.  Viva le luminarie di Natale!”. Dalle allusioni nei confronti di Ronga ci dissociamo in maniera assoluta e categorica, mandando a quel paese chi si permette ancora di scadere a tali livelli. A chi invece ha fatto indossare una gonna a Babbo Natale, chiunque egli sia (e in fondo nemmeno vogliamo saperlo, ndr), diciamo soltanto di prendere il primo traghetto ed andare a fare l’organizzatore di eventi altrove. Magari a centinaia di chilometri da qui. Intelligenti pauca.

P.S. Sui social i commenti si sono sprecati, a me piace sottolineare quello del prof. Francesco La Corte, con cui ho avuto modo di condividere un’esperienza lavorativa presso l’albergo Miramare e Castello. Poche parole ma chiare: “Credo che stiamo vivendo un periodo di sconvolgimento mentale”. La voce della saggezza, e adesso vomitatemi pure di tutto addosso. Buone feste a tutti.

Gaetano Ferrandino

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