Chi si cura del commercio che langue? Nell'economia isolana, i vari segmenti viaggiano a velocità diverse. Se ristoranti, bar, pub, take away e stabilimenti balneari fanno il pieno, ci sono esercizi commerciali che segnano il passo

<span class="entry-title-primary">Chi si cura del commercio che langue?</span> <span class="entry-subtitle">Nell'economia isolana, i vari segmenti viaggiano a velocità diverse. Se ristoranti, bar, pub, take away e stabilimenti balneari fanno il pieno, ci sono esercizi commerciali che segnano il passo</span>

Le elezioni amministrative, nel Comune d’Ischia, sono state archiviate, la giunta comunale, tra pesi e contrappesi, non è stata ancora varata, intanto i problemi annosi del paese stanno lì a reclamare una soluzione rapida. Dispiace dover ribadire alcuni concetti e vorremmo dare alla nuova Amministrazione tutto il tempo necessario al nuovo assetto. Ma, purtroppo, non possiamo più galleggiare nell’anarchia. Ecco alcuni intollerabili esempi di anarchia amministrativa: prima che scoppiasse la terza condotta idrica (riparata con tempestività), eravamo stati facili profeti nell’auspicare il varo di un “ vademecum”, un’ordinanza unica concordata tra EVI e i sei Comuni per richiamare la responsabilità dei cittadini su un corretto e parsimonioso uso dell’acqua, come hanno fatto tutte le località turistiche più responsabili. C’era bisogno del guasto per rendersi conto di questa necessità? Prima di agosto la facciamo questa ordinanza? Capitolo Publiparking (strisce blu,parcometri, abbonamenti, telecamere). Inspiegabili ritardi nell’avvio dell’appalto, mancati incassi di giugno e luglio, sconcerto dei turisti tra cartelli teorici e realtà . Solo questa settimana ha aperto i battenti l’ufficio Publiparking di via Vittoria Colonna 71 e martedi/ mercoledi dovrebbero decollare parcometri e abbonamenti. Spiagge e territorio sono nelle mani di manipoli di scugnizzi. Ovviamente parliamo di atti di mala educazione, non di reati perseguibili dalle forze dell’ordine. Il Comune non ha le forze per disciplinare? Sì, però ha la forza della “concessione” di pubblici arenili. In forza di tale concessione il Comune può e deve pretendere che, su quegli spazi, i concessionari facciano valere le norme di buona educazione, pena la decadenza della concessione stessa. Ci fermiamo qui per gli esempi spiccioli di anarchia amministrativa. E andiamo al commercio che è davvero l’emblema dell’assenza della pubblica Amministrazione.

Cerchiamo di riassumere, per i lettori, da che cosa è normativamente disciplinato il commercio in Italia, in Campania e nel Comune d’Ischia. Il Decreto Legislativo 31 marzo del 1998 n.114 ha segnato la riforma della disciplina del commercio in Italia. Esso riguarda tutte le forme commerciali: dall’ingrosso al dettaglio, dalle superfici di vendita ai negozi di vicinato, dalle grandi strutture ai supermercati, dalle vendite televisive alle vendite con macchine automatiche ( escluso farmacie, tabaccherie, carburanti). Dopo questa legge, è intervenuta, per la Regione Campania, la Legge regionale n.1 del 9 gennaio 2014, che introduce la nuova disciplina in materia di distribuzione commerciale, in virtù della delega dello Stato alle Regioni come da Legge Costituzionale .3/2001, modificativa dell’art.117 della Costituzione. La moderna libertà commerciale, le mutate esigenze di consumo, imponevano di andare al di là dei rigidi criteri urbanistici dei Piani Regolatori. I Comuni pertanto si devono dotare di SIAD e ciò che prevede tale pianificazione commerciale va ad integrare e modificare strumenti urbanistici, Regolamenti di Polizia Urbana ed altri Regolamenti che contrastino tali previsioni. Il Comune d’Ischia non ha ancora adottato un vero e proprio SIAD e l’art. 60 della L.R. n.1/2014 prevede che, in casi di inerzia dei Comuni, la Giunta regionale, senza la necessità di espressa diffida e in virtù del Decreto Dirigenziale ( dottor Francesco Paolo Iannuzzi) n.673 dell’8/8/2014, nomini un Commissaria ad acta ( funzionario regionale) a spese del Comune inadempiente. Siamo, dunque, già passibili di commissariamento e poco conta che la maggior parte dei Comuni campani si trovi nelle stesse condizioni: non possiamo vantarci di essere un Comune importante e forte produttore di PIL, se poi ci accontentiamo di intrupparci nella retroguardia delle Amministrazioni locali. L’ultimo provvedimento, in tema di commercio, assunto dal Comune d’Ischia, risale al 18/5/2007 e ci riferiamo alla Delibera n.128 del Commissario Straordinario Fiamma Spena. Con tale provvedimento il Commissario ( e per esso il Dirigente economico-finanziario dottor Piscino) nel tentativo di inserirsi nella logica del SIAD, licenziò un lavoro monco, con l’avallo delle categorie interpellate, riguardante il Regolamento del commercio su aree pubbliche e Regolamento per il commercio al dettaglio in sede fissa. Si sbattevano gli ambulanti in forma itinerante nell’area cosiddetta mercatale ( ma mai ufficialmente individuata come tale)  di via Morgioni ( nel deserto commerciale) senza che fossero state individuate zone, mercati, centri storici.

Noi non teniamo catalogati – ad oggi – quali sono i “centri storici”, quali le aree di mercato; non abbiamo un Protocollo Arredo Urbano né un Protocollo Esercizio Campano di Qualità, tutti requisiti richiesti dalla Legge Regionale sui SIAD. Da dove partire per mettere a posto le cose? La procedura ordinaria per l’elaborazione di un SIAD è lunga e complessa, presuppone analisi e confronti impegnativi. Tuttavia la soluzione più breve c’è: il già richiamato Decreto Dirigenziale Iannuzzi, dà agli Enti locali la possibilità, nelle more della definizione della procedura ordinaria del SIAD, di praticare la via breve di una Procedura semplificata. Con una delibera di Giunta è possibile fare un Atto di ricognizione, modificare e aggiornare il provvedimento monco del Commissario Spena. Individuando, per esempio, i “ centri storici” e prevedendo per essi, nel rispetto della libertà di commercio, una incompatibilità di alcune tipologie di esercizi con l’ambiente urbano e dei beni culturali ( art. 3 “Atto di ricognizione” – Decreto 673/2014 Reg.Camp.) Senza offesa per nessuno, le Associazioni commercianti sembrano distratte da altri obiettivi ( dalla valorizzazione del Borgo e del Corso commerciale di riferimento, da eventi e feste animatrici). Eppure ci sono settori commerciali in forte crisi (abbigliamento, pelletterie, calzolerie, articoli da regalo) che avrebbero bisogno di rientrare nel circuito del profitto o, in extrema ratio,di essere “ accompagnati” verso l’estinzione o verso la riconversione merceologica. Ecco perché occorre un SIAD serio. Il Golfo, il sottoscritto e tutti coloro ( a partire da Silvano Amalfitano che ha, con grande competenza, collaborato alla ricerca dei dati per questo servizio) sono a disposizione del Sindaco ( e di tutti i consiglieri comunali,di maggioranza e di minoranza) per qualsiasi confronto, approfondimento e – perché no – anche confutazione di quanto da noi sinteticamente pubblicato.

Franco Borgogna

If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.

Share This Post

Post Comment