Stop alle corse notturne, proposta dell’Atec In pericolo i fondamentali collegamenti notturni

<span class="entry-title-primary">Stop alle corse notturne, proposta dell’Atec</span> <span class="entry-subtitle">In pericolo i fondamentali collegamenti notturni</span>

Di Francesco Ferrandino
ISCHIA – Si avvicina inesorabile la data del 30 settembre, giorno in cui la Caremar cesserà definitivamente di effettuare la corsa notturna delle ore 2:30 in partenza da Ischia che fa poi ritorno dalla terraferma alle 04.10, e nulla sembra cambiato. Se non vi saranno determinanti interventi da parte della Regione Campania, le isole d’Ischia e di Procida sembrano condannate a fare a meno di una corsa fondamentale dal punto di vista economico, che finora ha garantito il generale approvigionamento di prodotti alimentari e di altri generi, in tempo per gli orari di apertura degli esercizi commerciali. La situazione di incertezza dura ormai da tre anni, cioè sin da quando, nel gennaio del 2013, la Medmar ritenne di non effettuare più tali partenze notturne perché antieconomiche. Si sa che una compagnia privata punta ai grandi numeri, in fatto di passeggeri e di automobili imbarcate, cosa che nei tragitti notturni si riduce invece ai minimi termini, dal momento che l’utenza di tali corse è quasi esclusivamente costituita da furgoni, camioncini e qualche grosso autoarticolato: mezzi che sono appunto necessari per trasportare i generi quotidiani di prima necessità per approvigionare supermercati, negozi, edicole sin dalle prime luci dell’alba. Stante il rifiuto della Medmar, le corse notturne furono prese in carico dalla Caremar, all’epoca compagnia ancora pubblica e quindi sottoposta alle decisioni della Regione in materia di trasporti, ma soltanto a titolo provvisorio, giacché tale tragitto non era previsto dal contratto di servizio. Infatti, già verso la fine dello scorso anno, l’incertezza che avvolgeva il futuro della corsa notturna aveva alimentato forti tensioni, soprattutto presso quelle categorie direttamente colpite dagli effetti della soppressione del servizio, come gli operatori ittici e ortofrutticoli, come già in passato si erano dichiarati pronti a bloccare qualsiasi attività portuale pur di non vedere eliminata una corsa vitale per l’intera economia isolana. È passato un altro anno, e la situazione sembra ripetersi senza soluzione di continuità: i nuovi proprietari della Caremar, Snav e Rifim, non hanno alcuna intenzione di assumersi ulteriormente gli oneri del servizio notturno, e quindi non si vede come si possa far fronte all’emergenza che si profila a partire dal prossimo primo ottobre. Giovanni LombardiL’ATEC (Associazione Trasportatori e Commercianti isole del golfo di Napoli) ha più volte espresso preoccupazione e perplessità per le modalità con cui è stata costantemente (mal)gestita l’intera vicenda, e tramite il suo portavoce, Giovanni Lombardi, ha emanato ieri un comunicato per sollecitare tutte le Istituzioni coinvolte, a partire dal Governatore della Regione, Vincenzo De Luca, per arrivare ai sindaci delle isole, senza dimenticare i componenti della Commissione Trasporti, di cui fa parte anche l’avv. Maria Grazia Di Scala. «È inammissibile – afferma Lombardi – pensare che le isole possano fare a meno di un servizio necessario come quello costituito dalle corse notturne. C’erano tutti i margini di tempo per giungere a una soluzione conclusiva, e non più sempre e solo provvisoria. Purtroppo dobbiamo costatare che finora non è stato fatto nulla di concreto, e adesso chiediamo con forza alla nuova Governance che guida la Regione un immediato intervento per risolvere in via definitiva questo grave problema». Quali potrebbero essere realisticamente le modalità per addivenire non soltanto a un ennesimo provvedimento-tampone, ma a qualcosa di finalmente stabile? Lombardi non ha esitazioni: «La soluzione che noi dell’Atec proponiamo è concreta, oltre che immediatamente attuabile: innanzitutto andrebbe prorogato il contratto con la Caremar fino al 31 dicembre 2015. Poi si deve procedere alla promozione di una gara di affidamento tra tutti gli Armatori interessati a svolgere tale servizio. Ovviamente è fondamentale che tale gara abbia i giusti requisiti, sia economici che temporali, e soprattutto che l’Armatore abbia un naviglio adeguato alla clientela commerciale. Non è più pensabile continuare come si è fatto finora, con proroghe e affidamenti limitati per poi ritrovarsi dopo pochi mesi nella stessa situazione d’emergenza». Fra l’altro, proprio ieri il Governatore De Luca è stato ospite a Casamicciola Terme della festa regionale dell’UDC, un’occasione ideale per porre all’attenzione generale dei piani alti della politica campana non soltanto il problema in questione ma anche l’intera tematica dei trasporti regionali. L’esponente PD ha affermato l’esigenza di un complessivo ripensamento del comparto dei trasporti marittimi, che – ha detto De Luca – «è stato ampiamente smantellato». Al di là delle dichiarazioni programmatiche a medio e lungo termine, il tempo ormai stringe. «Come ho già avuto modo di far notare – conclude Lombardi – la Regione ha potuto risparmiare notevoli risorse con la privatizzazione della Caremar, quindi potrebbe e dovrebbe investire una parte di queste per consentire all’isola di avere un servizio necessario ed indispensabile. La mancata effettuazione del servizio notturno, infatti, oltre a creare notevoli disagi alle aziende e ai commerci, determinerebbe anche una diretta ripercussione sui normali cittadini, che pagherebbero di più alcuni prodotti». Uno scenario assolutamente da scongiurare.

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