TORNANO SULL’ISOLA GLI ATTESI ZAMPOGNARI PER LA PRIMA NOVENA DELL’ IMMACOLATA

TORNANO SULL’ISOLA GLI ATTESI ZAMPOGNARI PER LA PRIMA NOVENA DELL’ IMMACOLATA

Sono sull’isola dal primo mattino di oggi 29 novembre, e già al primo chiarore del giorno si sono presentati davanti alle edicole votive segnalata di tutta l’isola  e principalmente dell’antico Borgo di Ischia Ponte e nelle case di chi volentieri li accoglie, per diffondere il dolce suono delle ciaramelle e delle zampogne e per dare il via all’attesa novena dell’Immacolata, che precede la non meno attesa novena di Natale che inizierà il 16 dicembre prossimo fino al 24 giorno della Vigilia di Natale . Sono gli zampognari  che da una vita vengono ad Ischia, ogni anno, chi per guadagnare qualche soldo in più da portare a casa e chi invece oltre al profitto lo fa per rispetto della tradizione a cui già nel loro paese tengono molto. Alcuni di essi sono i figli dei padri e i nipoti dei nonni che a loro volta venivano ad Ischia dalla Ciociaria nel Lazio, dall’Abruzzo  e dal Molise fin dagli anni ‘30. Suonano naturalmente in coppia ed hanno diviso il territorio in zone, Comune per Comune.  Ciascuna coppia di zampognari suona nel proprio spazio disegnato, senza sconfinare a discapito dell’altra coppia di colleghi che invece, effettua la propria novena nella zona  di sua pertinenza. V’è rispetto fra loro, senza per altro, farsi la concorrenza. Regalano alle famiglie con cui si accordano per la prestazione zampognara , la classica cucchiarella di legno che portano con sé nel  sacco di tela e intagliata col coltellino personale durante il tempo in cui sono al pascolo con le proprie pecore al paese loro, dove abitualmente  svolgono  l’antico mestiere di pastori. Gli zampognari piacciono molto ai bambini, mentre gli adulti ne sono affascinati perché gli ricordano il tempo  della loro fanciullezza  in un’epoca ben diversa da quella di oggi, allorquando si apprezzavano le cose semplici e si vivevano le festività natalizie con la gioia nel cuore, sapendo che l’unico modo per svagarsi ed essere felici in quei particolari giorni, erano il gioco con le nocelle per strada, il gioco della tombola in famiglia, la rappresentazione teatrale della “Cantata dei Pastori” nella sala parrocchiale, i presepi in casa, andare nei boschi per raccogliere il muschio e gli alberelli di sorbe pelose, le funzioni del Natale in chiesa ed in fine la befana i cui doni di poco valore rispecchiavano  quel clima senza pretese  che coinvolgeva tutti. Ormai siamo nel primo giorno della novena “dell’Immacolata”, la prima delle due tradizionali novene del periodo natalizio. La novena dedicata alla Madonna, infatti,come detto sopra,  inizia oggi  29 novembre e termina l’8 dicembre. L’altra, invece, quella detta “del Bambino” e dedicata a Gesù, va dal 16 al 24 dicembre. Vediamo come avviene e si sviluppa il rapporto fra gli zampognari e gli ischitani che li aspettano.  Gli zampognari si accordano sulla parola  con quegli  abitanti della zona, o anche con quei  negozianti,disponibili che desiderano  commissionare la novena, impegnandosi ad eseguire la caratteristica suonata per nove giorni, al termine dei quali riceveranno il compenso pattuito (100 euro e qualcosa in più, chi lo vuol fare,  per entrambe le novene). Qualcosa di simile si verifica nei vicoli della vicina Napoli  da dove abbiamo importato la tradizionale usanza. Qui come sull’isola, si può ancora assistere a questo rituale o udire dalle proprie case il suono magico della zampogna e della ciaramella proveniente dalla strada ,nelle prime ore del mattino. Nella maggior parte dei casi, oltre che in alcuni negozi e nelle abitazioni (davanti al presepe dal 16 dicembre per la novena del bambino), gli zampognari eseguono la novena davanti alle numerose cappelle votive, sparse un po’ ovunque, dal Ciglio di Serrara  alla piazzetta di Panza,  dallla piazzetta del  Cierco a piazza San Gaetano a Forio, dalla zona Fango di  Lacco Ameno  a  Piazza Santa Restituta,  dalle Croci a Casamicciola alla piazzetta di Testaccio, da Piazza Croce a Porto d’Ischia alle due edicole votive storiche di via Luigi Mazzella a Ischia Ponte. Infatti, queste edicole sacre, per l’occasione,  sono di solito premurosamente curate dagli stessi abitanti del luogo e spesso proprio chi cura l’edicola richiede la novena come ulteriore segno di devozione. Senza ombra di dubbio, uno degli aspetti più caratteristici del  folklore natalizio dell’isola d’Ischia, sono gli zampognari  armati di zampogna e ciaramella. Sì, proprio gli  zampognari, quelli che, cioce, cappellaccio e mantello (alcuni li indossano, altri no), vengono ad Ischia, superando varie generazioni e  girando con i loro fedeli  strumenti ad augurare buon Natale in cambio di una modesta offerta. Da secoli ormai, con l’approssimarsi del Natale, gli zampognari di Castelnuovo al Volturno (Isernia), Scapoli (Isernia), San Polo Matese (Campobasso), Frosinore (Lazio) e altri sparsi qua e là, lasciano i loro paeselli e si recano a portare il messaggio musicale della natività in tutta Italia, e spesso anche all’estero. Alcuni sono grandi  interpreti, (i musicisti di Castelnuovo con la zampogna e la ciaramella riescono a far cose incredibili, virtuosismi degni di grandi palcoscenici), gente che costantemente, per tutto l’anno, vive tutt’uno con lo strumento; moltissimi altri invece, ripulite le vecchie pive, ripassate le facili note della novena dell’Immacolata  e di “Tu scendi dalle stelle” e rispolverati i costumi caratteristici (non tutti lo fanno, ecco perché Ischia per la prossima novena del Bambino ne ha fatto richiesta) ), partono per questa migrazione periodica che spesso dà frutti economici rilevanti. Così in questo periodo vediamo zampognari ovunque, oltre che a Ischia, a Roma come a Milano, a Napoli come a Foggia. Essi sono molto più numerosi di quanto si creda, e, senza ombra di smentita, un buon 70% della totalità dei suonatori sono molisani. I restanti vengono dal Lazio o da altre regioni del meridione. Bisogna riconoscere che gli zampognari, per certi versi fanno  tenerezza e suscitano anche ammirazione, prima per la magia che ti offrono, e poi per il sacrificio a cui si votano. passano tutte le feste di fine anno lontano da casa, mentre gli altri sono in famiglia con i propri cari. Non di rado lavorano la notte di Natale,(quelli che vengono  sull’isola se ne partono il pomeriggio della Vigilia di Natale),  al freddo, mentre gli altri che non fanno questo tipo di lavoro,  si scambiano gli auguri tra parenti in mezzo a capitoni,panettoni e spumanti, magari vicino al camino. Gli zampognari si sacrificano quindi, e la loro figura, negli ultimi tempi spesso screditata, va invece rivalutata perché si sono riconquistai  un  peso ed un loro ruolo. In realtà sono loro che ci fanno  rivivere  le novene dell’Immacolata e del Natale nella  tradizione, che altrimenti non avrebbero  il medesimo sapore, e sono  la zampogna e la ciaramella  che da sole ci fanno  provare certe sensazioni che altrimenti non vivremmo più. Quindi, lunga vita agli amici zampognai delle nostre magiche feste natalizie che stanno per arrivare, il cui profumo di incenso e di sapori è già nell’aria.

                                                                                                                                                                                                              antoniolubrano1941@gmail.com

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