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Villa Bellavista, la Regione: «Via ai lavori o il finanziamento salta»

CASAMICCIOLA TERME. La regione Campania in pressing sul Comune di Casamicciola. Da ormai due mesi alla Direzione generale per i lavori pubblici e la Protezione civile è stato consegnato il progetto di livello esecutivo per l’intervento di “miglioramento sismico dell’edificio pubblico strategico ai fini di protezione civile denominato ex Hotel Napoleon futura sede comunale”. Parliamo infatti del complesso di Villa Bellavista, dove erano situati gli uffici municipali fino alla drammatica sera del 21 agosto 2017, quando l’edificio fu tra quelli più seriamente danneggiati dal sisma. Come si ricorderà, la giunta municipale guidata da Giovan Battista Castagna un anno fa aveva approvato la proposta di delibera del sindaco in ordine allo studio di fattibilità tecnico-economico per i lavori all’edificio, che il terremoto aveva reso temporaneamente inagibile. Tuttavia, l’edificio era già destinatario di una parte dei fondi stanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per interventi straordinari. Alla Campania erano stati assegnati oltre 11 milioni di euro per la realizzazione di interventi di adeguamento e miglioramento. Una parte di essi fu appunto destinato a Villa Bellavista. Nel 2013 la Protezione Civile affidò allo Studio Speri l’incarico di progettazione, condiviso con la Direzione Generale dei lavori pubblici e la stessa Protezione civile. Ogni passaggio andava preliminarmente approvato dal Comune, e quindi la giunta diede l’assenso  allo  Studio di fattibilità   redatto dallo studio. Il quadro economico del progetto comprende l’importo delle opere, compresi gli oneri per la sicurezza, pari a euro 704.900,00 , oltre a euro 293.128,80 di somme a disposizione, per un totale di euro 998.213,00. Nel dicembre scorso lo Studio aveva già consegnato in Regione il progetto, e i dirigenti della Direzione generale avevano quindi invitato il Comune di Casamicciola a «procedere celermente con gli adempimenti necessari per la formale approvazione, per dare corso alle attività propedeutiche per la cantierabilità dell’opera, dandone tempestiva comunicazione» all’ufficio regionale, «ovvero rappresentare eventuali motivi ostativi o problematiche emerse per consentire al Raggruppamento temporaneo d’imprese incaricato (lo Studio Speri, ndr) di produrre eventuali chiarimenti o integrazioni». Nel frattempo, gli uffici della Direzione generale sono traslocati al Centro direzionale: nel darne notizia al Comune, lo staff a due mesi di distanza ha nuovamente invitato l’ente del Capricho a ritirare la copia cartacea del progetto «per gli adempimenti di competenza per i quali, viste le tempistiche oltremodo prolungate per l’attuazione dell’intervento, si raccomanda di procedere con la massima celerità». Il motivo è presto detto: «Scongiurare la revoca del finanziamento da parte del Dipartimento di Protezione civile». Una ragione più che valida a giustificare il “pressing” sul Comune termale.

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