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CULTURA & SOCIETA'

11 maggio 2013, così gli ischitani accolsero il nuovo Vescovo-Signore Pietro Lagnese

ORA LA MILLENARIA DIOCESI ISOLANA ATTENDE IL 55° VESCOVO DELLA SUA STORIA DI ANTICA E PRESTIGIOSA SEDE VESCOVILE Noi ischitan il rischio di non essere più Diocesi autonoma l’abbiamo corso, ma alla fine tutto è rientrato. Sarà così anche questa volta, perche Ischia Insula è Diocesi millenaria con una storia scritta di ben 54 Vescovi i quali nel corso del lungo tempo hanno lasciato segni indelebili nella nostra società devota, cristiana e cattolica

Dopo circa otto anni di intensa, continua e lodevole missione vescovile di Mons. Pietro Lagnese, il presule che eravamo abituati a chiamare il Vescovo di Ischia, ieri dopo aver celebrato la sua messa domenicale delle ore 10. 00 in Cattedrale , ha salutato per l’ultima volta fedeli e clero, ha lasciato la Diocesi isolana per trasferirsi a Caserta dove dopodomani mercoledi 20 gennaio, riceverà la seconda investitura di Vescovo in una nuova sede, quella di Terra di Lavoro, in una Diocesi importante ed estesa per un incarico cha ha tutto il sapore di una inattesa promozione.

Lo stesso Lagnese fino a qualche mese fa non se lo aspettava, visto che sirene col sentore di un improbabile trasferimento, sia pure quale premio, al suo orecchio non ne arrivavano. Quindi, per colmare il vuoto nella Diocesi di Caserta resasi improvvisamente vacante per la morte da Covid del suo Vescovo titolare nell’ottobre scorso, il Vaticano cosa ti fa ? Viene a “pescare” a Ischia per riprendersi un pastore che stava governando ottimamente il suo gregge. Quando qualche settimana fa si è diffusa la notizia che l’ isola di Ischia stava per perdere la sua guida spirituale e la chiesa isolana il suo Capo nella persona di Padre Pietro, così amava farsi chiamare, se da un lato ha fatto piacere per i meriti che si riconoscevano dall’alto al nostro stimato Vescovo che veniva destinato ad una nuova Diocesi più grande ed importane, dall’altro lato, in molti qui sull’ isola non l’hanno presa bene fra cittadini comuni, clero e autorità civili vicini alla chiesa che è in Ischia.

Aver voluto interrompere di punto in bianco un percorso di formazione ecclesiale,di sviluppo della fede fra i bisognosi dello spirito e di apostolato puro in un ambiente complesso e difficile come quello di Ischia e gestirne gli umori e le umane reazioni dopo decisioni importanti assunte in favore di pacifiche convivenze e in difesa del ruolo della chiesa nella società locale, ha significato la sospensione troppo presto di un cammino sul quale il Vescovo Lagnese aveva bene indirizzato la sua chiesa di Ischia toccando con mano i notevoli successi che stavano arrivando l’uno dopo l’altro. Finirla qui e cominciare da capo non è buona cosa. Ora sull’isola serpeggia la voce che la diocesi di Ischia rimasta senza il suo vescovo e diventata sede vacante, corre il rischio di essere accorpata alla Diocesi di Pozzuoli. Stessa voce correva dopo la morte del vescovo Diego Parodi nel 1982.

Essa risultò infondata nonostante la lunga attesa di due anni prima che arrivasse sull’isola il nuovo Vescovo nella persona di Mons. Antonio Pagano già Vescovo coadiutore del Cardinale a Napoli. Correva l’anno 1984. Prima di Mons. Parodi si parlò di accorpamento sempre alla Diocesi di Pozzuoli quando andò via nel 1970 il vescovo Dino Tomassini, trasferito alla Diocesi di Tursi. La Diocesi di Ischia rimase sede vacante per alcuni anni con lo stesso Diego Parodi nella funzione di Amministratore apostolico fino alla sua nomina ufficiale a Vescovo della Diocesi isolana. Come si vede il rischio di non essere più Diocesi autonoma l’abbiamo corso, ma alla fine tutto è rientrato. Sarà così anche questa volta, perche Ischia Insula è Diocesi millenaria con una storia scritta di ben 54 Vescovi i quali nel corso del lungo tempo hanno lasciato segni indelebili nella nostra società devota, cristiana e cattolica-

La Chiesa di Ischia fra l’altra, sul vasto territorio vanta 25 parrocchie più una straordinaria in Mar del Plata in Argentina dove vive una numerosa comunià di emigrati ischitani retta da don Miguel Cacciutto di origini baranesi, istituita dal predecessore del Vescovo,il defunto Vescovo Filippo Strofaldi nelle tre visite effettuate in Argentina degli anni 2000, 2005 e 2008. Inoltre vanta, in quanto nativi di questa terr, un Papa Baldassarre Cossa (Giovanni XXIII), due cardinali Inigo D’Avalos e Luigi Lavitrano e 12 vescovi con sedi vescovili fuori dell’isola. Con queste credenziali la millenaria Diocesi dell’ìsola d’Ischia deve poter continuare la sua storia con la chiesa e nella chiesa. Passato anche Lagnese che nella cronotassi dei vescovi è il 54esimo , ora gli ischitani attendono il 55esimo Vescovo della loro antica e prestigiosa Diocesi.

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