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15mila euro per un tweet, condannato Aldo Presutti

L’albergatore ischitano dovrà risarcire 7500 euro all’ex capogruppo in Senato del Partito democratico Andrea Marcucci

Circa 15mila euro. Tanto è costato all’albergatore ischitano Aldo Presutti un tweet nei confronti del senatore Andrea Marcucci, capogruppo al Senato della Repubblica del Partito democratico fino al mese scorso. La storia risale a tre anni fa quando il senatore Andrea Marcucci, allora capogruppo al Senato del Partito democratico, ha citato in giudizio l’albergatore ischitano Aldo Presutti. La richiesta è di 12mila euro per alcuni tweet pubblicati sull’account dell’hotel Solemar. Aldo Presutti è l’albergatore di Ischia che solidarizzò con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiarato non gradito a Maiorca. Si scatenarono una serie di polemiche ed insulti.

Ed anche una denuncia. Quella del senatore Marcucci, appunto. «Siamo davvero toccando l’assurdo», ha detto Presutti raccontandoci l’intera vicenda. «Dopo il mio messaggio di solidarietà al Ministro Salvini sono stato ricoperto di insulti e volgarità. Tra le varie telefonate, i primi giorni di agosto 2018, mi arrivò quella di un signore che si definì come portavoce del senatore Andrea Marcucci. Nel corso della telefonata mi diceva che avevo fatto una goliardata. Questa telefonata l’ho riportata in un tweet e per questo il senatore Marcucci mi ha chiesto 12mila euro come risarcimento per i danni di immagine che gli ho causato». «Davvero non capisco – continua l’albergatore – dopo aver parlato con quell’uomo al telefono ho controllato da chi provenisse la telefonata. Essendo una struttura alberghiera abbiamo la registrazione di tutte le telefonate sia in entrata che in uscita con i relativi numeri. E grazie a ciò posso dire con certezza che la chiamata è partita dalla segreteria del senatore Marcucci. Il numero di telefono che mi ha chiamato è lo stesso presente sulle pagine internet del senatore del Partito democratico». E continua, con affanno e dispiacere il racconto di Aldo Presutti: «Dopo il mio tweet è arrivata una diffida di Marcucci. Il mio legale, poi, si è messo in contatto con il suo ed avevano pensato ad un incontro a Roma. Ma non se n’è fatto nulla».

C’è stato, poi, un tentativo di conciliazione caduto nel vuoto. E poi la citazione presso il Tribunale di Lucca. «Mi ha chiesto 12 mila euro per danni». In passato Andrea Marcucci, nel tentativo di conciliazione, oltre i danni aveva chiesto all’albergatore di rimuovere il tweet ‘incriminato’. E poi la sentenza del 24 marzo. Il giudice Enrico Fontanini ha condannato Aldo Saverio Presutti e l’hotel Solemar al pagamento in favore di Andrea Marcucci della somma di 7500euro, oltre ad interessi legali dalla domanda al saldo. Condannati anche alla rifusione delle spese processuali sempre in favore del senatore democratico liquidate in 3800euro oltre al 15% per rimborso forfettario e a iva e cpa oltre a 264 euro per spese non imponibili. «E poi c’è il mio avvocato. Insomma un tweet – conferma Presutti – mi è costato circa 15mila euro». Nella sentenza si legge come «La vicenda nasce da alcuni tweet del Presutti. Questi, nei tweet, dichiarava di essere stato contattato telefonicamente, in albergo, dal Marcucci il quale lo aveva criticato (parlando di “goliardata”) per alcune esternazioni del Presutti in favore del politico Salvini; di avere subito una diffida dal Marcucci.  La vicenda della telefonata, e di chi avrebbe chiamato per prima chi, non risulta, dalle prove orali acquisite, avvenuta come narrato dai convenuti. Viceversa, il teste Rosati (addetto stampa del Senatore) ha riferito che fu Solemar a chiamarlo per telefono sostenendo di aver a sua volta ricevuto una telefonata dal Senatore; il teste ha invece negato che sia stato il Senatore (o chi per lui) a contattare mai l’Hotel».

Ed ancora: «Ma, al di là dell’episodio iniziale della telefonata, ritiene che la condotta del Presutti lesiva dell’onore e della reputazione del Marcucci non stia solo nel contenuto dei tweet da lui pubblicati, manifestando più che altro gli stessi l’intento millantatorio del Presutti, e fors’anche di pubblicizzazione della sua struttura alberghiera, rispetto alla circostanza, più volte comunicata, di esser stato cercato e chiamato dal Senatore, ossia una personalità in vista, ma soprattutto negli effetti dei suoi tweet se si leggono i tweet del Presutti e i successivi tweet pubblicati da terzi su quello stesso profilo, risulta evidente che gli epiteti pesantemente ingiuriosi e offensivi rivolti, da questi ultimi, personalmente al Senatore furono provocati e alimentati dal continuo twitting del Presutti». Per il giudice «L’Hotel risponde quale titolare del profilo sul quale furono pubblicate le espressioni lesive dell’onorabilità del diffamato, non avendo provveduto rimuovere tempestivamente non solo le provocazioni del Presutti ma nemmeno le (più gravi) ingiurie personali pubblicate da terzi». Ma Presutti non ci sta: «Non ho insultato nessuno. Probabilmente sono stato denunciato solo perché ho difeso Salvini e ho un’idea politica diversa da quella di Marcucci». «Per me è davvero una vergogna», chiosa l’imprenditore ischitano.

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