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CULTURA & SOCIETA'

1981-2021: effetto “Zibaldone” 40 anni dopo!

In occasione del mirabile anniversario, gli ideatori hanno promosso il restauro ed il montaggio dei residui frammenti sonori del “cult” di Radio Ischia

Per riportare alla mente dei lettori, sopra il mezzo secolo, gli anni successivi al tremendo terremoto in Campania-Basilicata del 1980 (2900 morti, gran parte del patrimonio edilizio irpino devastato) bisognerebbe rievocare Tex, Zagor, “Il Monello”, “L’intrepido”, Er monnezza; Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Walter Chiari, Farrah Fawcett, Brooke Shields, Raffaella Carrà, Corrado, Mike Buongiorno, Pippo Baudo, Sandro Ciotti, Enrico Ameri, Nando Martellini, il Col. Bernacca; “Giochi senza frontiere”, Portobello, Paroliamo, Happy Days, Supergulp, Dallas; gli eccidi del “mostro di Firenze”, il ritiro dal ring di Cassius Clay-Muhammad Ali, il culmine della gloria di Pino Daniele, Nino D’Angelo, Massimo Troisi (col film “ricomincio da tre”), l’inizio della saga di Indiana Jones, la vittoria dei mondiali di calcio della nazionale di Bearzot, mentre figuravano agli albori le TV private. Nelle radio locali (esse attraversavano un momento d’oro) impazzavano Barry White, Lucio Battisti, Robert Palmer, Kim Carnes, Gianni Togni, Nikka Costa, “Reality”, la “febbre del sabato sera”, “Felicità” di Albano e Romina, il Gioca Jouer di Claudio Cecchetto.

Nella classifica degli uomini più ricchi del mondo primeggiavano: John Rockfeller, Adnan Khashoggi, Aristotele Onassis (non Jeff Bezos, Bill Gates, Mark Zuckerberg, Bernard Arnault, Elon Musk).

Tra le trasmissioni di successo, dell’epoca, di Radio Ischia (1976-1994) dei fratelli Banfi – sui “mitici” 101,500 MHz su FM – una in particolare “fuori dagli schemi” resta tuttora (pure grazie ai “trailers” pubblicati da Youtube) nell’immaginario collettivo, per la sua originalità, comicità, “irriverenza”: Zibaldone, un’esperienza iniziata (con mezzi poverissimi) il 19 ottobre 1981, voluta dagli “infanti” Enzo Corbino, Peppe Di Iorio, Rino Romano. Complessivamente, nel 1981, i tre “pierini” pesavano 145 kg ed avevano solo 56 anni: ieri hanno festeggiato, con una cena, il 40° anniversario della prima puntata. Difficile sintetizzare, in poche battute, per gli “under 39”, in cosa consistesse il “minestrone isolano della modulazione di frequenza” di leopardiana memoria (si ispirava ad “Alto Gradimento” di Gianni Boncompagni, Renzo Arbore) vincitore di vari premi. Musica, curiosità, attualità, recensioni, classifiche, umorismo, quiz a premi, per ascoltatori, in vena di divertirsi, da zero a 90 anni. Così recitava la sigla del fortunato show settimanale, in diretta, auto-prodotto, che pur durando appena un anno, vanta numerosi tentativi di plagio. Il format ideato – con “risorse zero” – da R. Romano (“Un laboratorio, animato da artisti in erba, aperto alle contaminazioni più disparate, in continua evoluzione. Un fenomeno all’avanguardia. Un cabaret ante litteram”) secondo un sondaggio popolare indetto da un periodico locale, risultò il programma radiofonico più gradito al pubblico, ad Ischia, nel primo trimestre 1982.

La prima emittente isolana lanciò, tra l’altro, parecchi dei favolosi DJ degli “anni 80”: su tutti l’eclettico Pierre Di Meglio.

Gli affiatati protagonisti di “Zibaldone”, compagni d’infanzia – ai quali (puntando sull’inventiva, la fantasia, l’estro, il vigore giovanile) vanno ascritti effetti speciali, imitazioni, simulazioni, stacchetti personalizzati, missaggi, jingles, ai tempi strabilianti, realizzati con attrezzature a dir poco rudimentali (tutte le basi musicali promanavano da supporti magnetici, piatti da cucina, manici di scopa, tubi in plastica, giocattoli, fischietti, dischi in vinile, “jam sessions” dal vivo) – hanno sfruttato l’astensione dal lavoro, durante il lockdown causato dal coronavirus per rigenerare e riversare in formato MP3, con l’aiuto di esperti, le vetuste audiocassette (fortuitamente scampate agli agenti atmosferici!) contenenti le parziali registrazioni del tormentone radiofonico “pane e salame”.

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Attualmente il trio di “animatori” – tutti padri – del serial (anticonformista per eccellenza) irradiato, in quel frangente, il lunedì sera, dal Basso Lazio alla Sicilia, non si destreggiano più tra microfoni, spinotti, cavetti, cursori, morsetti, testers (eccetto Enzo, elettrotecnico, già “voce solista” del gruppo, che da poco è diventato nonno) ma – malgrado la pandemia in atto – non hanno perso il buonumore, la goliardia, la voglia di scherzare!

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Ai giorni nostri, basta scorrere il web, tramite google, per verificare quanti nomi di negozi, strutture turistiche, uffici, società, clubs (addirittura recite scolastiche a Forio, una paninoteca a Rimini, un bar a Osio, un ristorante a Verona, una gelateria a Legnago e l’ultimo libro di Stefano Bollani!) abbiano scimmiottato “Zibaldone” (di R. Ischia). Così si chiama peraltro una trasmissione, nata nel 1997, in lingua italiana, della storica emittente catalana “Radio Contrabanda” di Barcellona, ascoltabile ovunque in streaming.

Agata Banfi, simbolo di Radio Ischia
Agata Banfi, simbolo di Radio Ischia

“Sembra incredibile – dice Rino Romano, oggi funzionario della Soprintendenza ai monumenti di Napoli, ideatore, autore, regista dell’intramontabile “sit com” – dopo 40 anni, la gente ancora si ricorda di noi. Abbiamo fatto piccoli miracoli, a mani nude, nel periodo in cui la vita quotidiana non era governata da internet, dai microchips, dagli algoritmi. Per creare l’atmosfera della “voce via telefono”, facevamo davvero delle chiamate da cabine telefoniche! I testi erano composti con la macchina da scrivere o il ciclostile. Le cuffie utilizzate ci erano state regalate dai parenti. Ciononostante, la percentuale di errori commessi era bassissima. Se Zibaldone, plasmato sulla comicità di Massimo Troisi, fosse andato in onda nel Nord Italia, avremmo raccolto ben altri consensi. Coi diritti d’autore ci potevamo campare! Nell’orticello locale, ci siamo arricchiti solo di elogi, scambi di esperienze, pacche sulle spalle. Molti degli slangs, spesso improvvisati, del programma – filoambientalista (non a caso il colore verde campeggia sulle magliette celebrative dell’anniversario del varietà) – ripresi da Radio Kiss Kiss, “Quelli della notte”, “Libero”, “Zelig”, “Colorado”, “Made in Sud”, ecc. risultano ancora in voga. Ad onor del vero, tranne separati incontri casuali, per strada, dal 1982, per impegni di lavoro, non ci eravamo più visti contemporaneamente con Enzo (perfetto speaker) e Peppe (il “playboy” del terzetto) pur abitando a pochi km di distanza. Ringraziamo ex post quanti ci supportarono (moralmente), concedendoci ampia libertà nella scelta dei temi e dei canovacci, nel corso della straordinaria avventura, quando non esistevano i social net, le pay-TV, l’home banking, lo smart work, i “polpettoni” di Maria De Filippi, il wifi, i computers di massa, i telefonini cellulari, il digitale terreste, la Microsoft, Facebook, Skype, Whatsapp, Instagram, Twitter, Wikipedia, ecc. benché l’onestà intellettuale ci impone di sottolineare che lo spettacolo – la cui seconda serie, benché ventilata, non fu mai portata a termine – era totalmente autofinanziato (cosa oggi difficilmente ipotizzabile) e alle maestranze non veniva corrisposto nemmeno un rimborso spese”.

Beppi Banfi
Beppi Banfi

Siamo certi che oggi taluni inserti di “Zibaldone” – a cui auguriamo di festeggiare il 50° compleanno – sarebbero finiti su “Blob”, “Techetechetè”, “La vita in diretta”, “Striscia la notizia”, “Le Jene”.

Alla fine della “cena-revival”, gli ex conduttori hanno rivolto un pensiero commosso ad alcuni degli amici (non più tra noi) coi quali Enzo, Peppe, Rino condivisero i momenti di gioia dell’adolescenza: “mamma” Agata Banfi, “Papà Carlo”, Giampiero Escoffier, Franco Postiglione, Saverio Toma, Phil Di Scala, Mimì di Ercolano, Pino Castiglione, Antonietta Oliviero.

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