22 ottobre, l’inizio di un Pontificato storico
Giovanni Paolo II, apostolo tra terra e cielo per aprire le porte a Cristo

di Pasquale Baldino e i suoi Tralci
Il 22 ottobre è una data di particolare rilevanza per i fedeli cattolici di tutto il mondo: si celebra la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II, il pontefice polacco che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa e dell’umanità. Questa giornata, istituita dopo la sua canonizzazione, ci invita a riflettere sulla sua straordinaria vita spirituale e sull’eredità che ha lasciato.
In questo Anno Santo della speranza ricorrono i 20 anni dalla morte di Giovanni Paolo II. Il suo testamento spirituale si apre con parole che si collegano “all’ultima chiamata” del Signore: “Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà (Mt 24, 42)”. “Non so quando esso verrà – aveva scritto Papa Wojtyła – ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: TotusTuus”. Quel giorno, come per tutti, è arrivato anche per quell’uomo nato nel 1920 a Wadowice, in Polonia, e salito al soglio di Pietro il 16 ottobre del 1978. Papa Wojtyła è morto il 2 aprile del 2005 alle 21.37. Per un ultimo saluto e per i funerali sono giunti a Roma 3 milioni di pellegrini, accomunati da un grido: “Santo subito”. Questa accorata richiesta di popolo ha trovato poi il suo atteso epilogo il 27 aprile del 2014, domenica della Divina Misericordia e giorno della canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II.
Papa Wojtyła è morto 20 anni fa. Non si è invece spento il suo apostolato che dal cielo continua ad essere fonte d’amore per l’umanità. Se potesse ancora una volta affacciarsi dal Palazzo apostolico, probabilmente all’Angelus dopo la preghiera mariana, esorterebbe i cristiani ad aprire, anzi a spalancare, i confini e le porte del cuore a Gesù. Sembra che le sue parole pronunciate il 22 ottobre del 1978 per l’omelia di inizio Pontificato, risuonino con assoluta consonanza, in particolare, in questo nostro tempo. In questo Giubileo che è un invito a varcare la soglia della Porta Santa, ad aprire le porte. “Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!”





