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Protezione Civile: Ischia, l’area flegrea e la proposta ignorata

DI FRANCO BORGOGNA

 

Ci corre l’obbligo di spiegare ai lettori che,purtroppo, i sismografi dell’Osservatorio vesuviano non ci sono solo per registrare l’urlo dei tifosi del Napoli estasiati dalla vittoria in Champions.

Continuano, infatti, ad esistere continui (a volte giustificati, altre no) allarmismi sulla situazione delle zone vulcaniche a rischio, dall’area vesuviana ai Campi Flegrei e a Ischia, rispetto ai quali gli amministratori isolani non sembra abbiano preso coscienza e abbiano sentito il dovere di prendere contatto con gli amministratori degli altri Comuni interessati per un’azione unitaria verso il Governo. E pensare che fin dal mese di febbraio, quando fu presentata ufficialmente a S.Giorgio a Cremano, esiste sul tappeto una proposta di legge del senatore, ex Sindaco di Portici, Enzo Cuomo (ben noto a Giosi Ferrandino). Tale proposta va sotto il nome di “ Disposizioni per la mitigazione del rischio vulcanico e pianificazione degli interventi di protezione civile nell’area vesuviana, Campi Flegrei e isola d’Ischia”. Per la precisione l’isola d’Ischia appare alla lettera c dell’art.1 della proposta. L’aspetto sostanziale della proposta è quello dell’istituzione, da parte del Governo, di un Ufficio Speciale di Protezione Civile per l’area napoletana, con un proprio Responsabile e un proprio Direttore. Ovviamente c’è un’area “rossa” che riguarda Comuni come S.Giorgio, Portici ed Ercolano più immediatamente esposti ai rischi del Vesuvio, ma ben si sa la pericolosità – con altre caratteristiche – dei Campi Flegrei e dell’isola d’Ischia. La collaborazione dei Comuni interessati si attuerebbe con appositi “ Uffici di Supporto” all’Ufficio Speciale di zona. Ci sarebbero aspetti di pianificazione degli interventi di protezione civile, aspetti di “ educazione” dei giovani delle scuole alla convivenza col rischio e aspetti più concreti di mitigazione del rischio.

Tutto ciò oggi si ripropone con forza alla luce della clamorosa scoperta, nel golfo di Napoli, tra Ercolano e Torre Annunziata, di ben 6 vulcani sottomarini. Essi si trovano a circa 3 chilometri dalla costa ad una profondità di 100/120 metri di profondità. Non costituiscono – per ora – un grave pericolo, in quanto trattasi di canali di degassamento dell’anidride carbonica, per cui eventuali problemi potrebbero riguardare esclusivamente la sicurezza della navigazione. Ma si sa, naturalmente, quanto aleatoria sia ogni ipotesi riguardante i fenomeni di origine vulcanica. Non si può escludere la risalita, attraverso questi canali, di magma, anziché di anidride carbonica e, anche se alcuni dei 6 vulcani risalgono a 19.000 anni fa, nulla si può dare per scontato.  Per tutto ciò, il PD ischitano farebbe bene a farsi carico di un incontro con Cuomo sull’isola per studiare una strategia comune, alla luce della sua proposta di legge, per capire se bisogna spingere per una sua approvazione in Parlamento, per una correzione o, eventualmente, un’integrazione. Parliamone adesso che siamo sul finire della stagione turistica e i megafoni della grande stampa si vanno spegnendo, onde evitare allarmismi eccessivi, con ripercussioni turistiche.

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