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40 anni in cattedra, il ricordo del maestro Agostino Mancusi

Ischia – Non nasconde un po’ di sincera emozione il maestro Agostino Mancusi che per 40 anni ha insegnato nell’istituto Marconi. Si riconosce tra le foto in bianco e nero degli anni ’60 con la sua prima classe composta da ben 47 studenti. Ha iniziato che aveva appena 27 anni ed è andato in pensione che ne aveva 67 quando a scuola sono arrivati i primi computer. «Ho smesso di insegnare nel ’96 – ci racconta – ho insegnato dal ’59 e per 38 anni in quest’edificio; qualche altro anno a Casamicciola, Fiaiano e Ischia Ponte. Insegnavo tutte le materie, solo negli ultimi cicli mi sono dedicato a matematica e scienze». Dopo aver lavorato per 7 anni come amministratore alle terme comunali, vinse il concorso e divenne il maestro Mancusi; aveva appena 27 anni. «In tutti questi anni – ci dice ancora –  c’è stato un progresso continuo; abbiamo avuto tanti miglioramenti grazie ai direttori che mano, mano si sono avvicendati. Con l’ultimo, il direttor Franco De Stefano, siamo arrivati anche ai computer. Insegnare mi piaceva moltissimo; ho smesso a 67 anni». Tantissimi gli aneddoti di questi 40 anni d’insegnamento; tra i primi che riaffiorano alla mente quelli legati alle uscite organizzate con i suoi ragazzi, «ricordo che andammo alla Reggia di Caserta, ai giardini zoologici di Napoli e che all’epoca,  le strade, erano molto più sicure di oggi». Due anni fa la sua prima classe organizzò una rimpatriata e fu una vera e propria festa, «non me l’ aspettavo, mi ha fatto un piacere immenso. In quella classe ne erano in 47. Io arrivai che erano in quarta e ne bocciai 15 riversandoli sul professore Baldino più anziano, bravo e severo di me. Quella è stata la cosa più brutta; anche se hanno continuato a volermi bene, lo fanno con una certa ostilità». Nella testimonianza del maestro Mancusi c’è il racconto di una scuola diversa dove a cambiare non è stata solo la didattica, gli alunni o le famiglie, ma anche gli insegnanti. «Oggi – ha concluso – si vuole educare il ragazzo nell’ambito della scuola stessa. Terminata la mattinata al pomeriggio sono liberi perché svolgono molte attività, ma non sono d’accordo. Il ragazzo nel pomeriggio deve assimilare quello che ha imparato al mattino. Cos’è per me la buona scuola? Il saper rispettare il bambino e farsi rispettare, diversamente se il ragazzo non ha dell’insegnante un buon concetto, non assimila anzi ti odia, ed è la cosa più brutta» – ISPU

 

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