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CULTURA & SOCIETA'

40anni fa anche l’isola d’Ischia fu scossa fortemente dal terribile terremoto d’Irpinia

Era domenica “Cristo Re” e sul letto ore 19,30 seguivo registrata Bologna-Napoli 1-1

Fu un giorno normale quella domenica del 23 novembre 1980 (Cristo Re) fino alle ore 19,30 circa, quando avvertì che il lettino sobbalzava mentre seguivo registrata la partita di campionato di calcio Bologna-Napoli 1-1; mi alzai e notai rumori cupi e i lampadari che oscillavano assai: lanciai allora subito l’allarme in famiglia, uscii all’esterno su Via Regina Elena 24, mi accorsi che sul lato opposto, oltre il letto di lava pluviale, i terreni con viti e alberi ondeggiavano come avviene per il mare assai agitato. Da Testaccio proveniva il vociare e strilli della gente atterrita che si riversava all’esterno alla ricerca di sicurezza, di un rifugio, in piazza o nelle auto allontanandosi dai muri delle case. Era stata un giornata discretamente bella, anche se piuttosto nuvolosa, ma al momento dell’improvviso sisma l’aria scura era grigia, fredda, carica di foschia e rugiada. Ci riparammo con la famiglia (e la vicina signora Gigina Amalfitano “cigliese”) verso la Via Piano ove i miei possedevano nel fondo un garage in lamiere con conigliere: qui trascorremmo la lunga notte, che pure sfidai per controllare la nostra casa (tuttora esistente) posta sulla vicina Via Regina Elena.

Nel tragitto notai preoccupato ancora brevi movimenti dei pali elettrici, poi più nulla, tranne un silenzio plumbeo, grigio di rugiada, freddo dei danni ingenti, tanti feriti e morti in Irpinia e zone circostanti. Gli unici bollettini provenivano dall’ autoradio della nostra Fiat “Ritmo”e dalla “126”. La sciagura colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, caratterizzato da una magnitudo di 6,9 (10° della scala Mercalli) con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò 280mila sfollati, 8.848 feriti e, secondo le stime più attendibili, 2.914 morti, per 90 secondi. Gli effetti tuttavia si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli e provincia, come Ischia. Il grande Presidente della Repubblica Sandro Pertini volle recarsi subito per primo, il 25 novembre sui luoghi dell’immane disastro in elicottero. Di ritorno dall’Irpinia, in un discorso televisivo rivolto agli italiani, denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che sarebbero arrivati in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni: “Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi”. Le dure parole del Capo dello Stato provocarono l’immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo e le dimissioni del ministro dell’interno Virginio Rognoni. Ma si mobilitarono tantissimi volontari portando aiuti passaparola d’ogni genere, benemerita opera di Carità riconosciuta in seguito pubblicamente con una cerimonia a loro dedicata in Campidoglio a Roma. Anche dalla nostra generosa isola partirono carovane di necessarie provvidenze ! In seguitò esplose lo scandalo “Mani Pulite” Irpiniagate conclusosi con la Sentenza dell’ottobre 1988 con i soldi dei finanziamenti che erano transitati sulla “banca popolare” di Avellino di Ciriaco De Mita: “De Mita si è arricchito col terremoto”, titolò l’Unità sulla Sentenza: saranno coinvolte 87 persone tra cui il potente Ciriaco De Mita (ancora sindaco di Nusco), Paolo Cirino Pomicino, Salverino De Vito, Vincenzo Scotti, Antonio Gava, Antonio Fantini, Francesco Di Lorenzo, Giulio Di Donato e il commissario Giuseppe Zamberletti, da Ischia Franco Iacono. Qualcuno è morto, altri percepicono anche il vitalizio: 7 Comandamento “Non rubare”. Le gravi ferite sono ancora aperte. Collaboravo col quotidiano “Il Mattino” che titolò “Fate presto”. (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani; docente Liceo; poeta; emerito Anc-Ass Naz Carabinieri (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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