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50mila euro per un asilo che non sorgerà mai: l’ultimo colpo al cuore di Forio

di Stefano Arcamone

 

FORIO. 50mila euro di lavori eseguiti in un asilo nido che non sarà mai completato. Nell’Italia degli sprechi e delle opere pubbliche incompiute, il caso dell’asilo nido al Green Flash è da manuale. C’era una amministrazione – quella che faceva capo a Francesco Regine – la quale, ignorando ogni parere tecnico e calpestando il buonsenso, aveva deciso che l’asilo nido lì lo si sarebbe realizzato nonostante le infiltrazioni, l’umidità, l’ambiente malsano. Loro alla fine sono andati a casa. Ma il progetto non è scomparso con loro. La patata bollente è infatti passata nelle mani di Francesco Del Deo. Che sta pagando un conto salatissimo.

Iscrivere a bilancio una uscita di 50mila euro per un’opera che non sarà mai completata è un colpo al cuore anche per una amministrazione pubblica. «Noi guardiamo il bicchiere mezzo pieno: abbiamo fatto risparmiare ai contribuenti di Forio 550mila euro» rilancia il primo cittadino.

Il ragionamento non fa una piega: l’opera nella sua interezza sarebbe costata 600mila euro. D’accordo, si tratta di fondi europei. Ma non per questo si possono gettare allegramente dalla finestra. «Ancora oggi faccio fatica a capire quella scelta – aggiunge Del Deo – perché quell’asilo lì era inconcepibile, una cosa da pazzi».

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Ma allora perché liquidare la fattura? «Abbiamo saldato le opere eseguite, era giusto così» taglia corto Del Deo. Ne sarà felice il proprietario della D’Alessandro Costruzioni, società di San Giorgio a Cremano che, nel lontano 2010 aveva vinto l’appalto grazie ad un ribasso sulla base d’asta che sfiorava il 27%. E possono sorridere, in fondo, anche i cittadini di Forio. Con la liquidazione delle spettanze e la redazione dello stato finale dei lavori, si possono finalmente lasciare alle spalle una storiaccia diventata caso nazionale quando a Forio sbarcò la troupe di Striscia la Notizia.

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E l’asilo che fine farà? «Ci stiamo lavorando, troveremo una soluzione» rassicura Del Deo. Dalle parti del Green Flash si mormora di un tentativo disperato per cercare di salvare il finanziamento e dirottarlo su un progetto analogo da realizzare in altra zona del comune, probabilmente Panza. Riuscire rappresenterebbe l’optimum. In caso contrario, almeno si è evitato di gettare (letteralmente) a mare altri 550mila euro. Ed è una buona notizia.

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