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52.000 persone da vaccinare, parte la missione Covid free

Ieri in videoconferenza incontro tra i sindaci isolani e il direttore generale della ASL Napoli 2 Nord Antonio D’Amore: in piattaforma presenti anche Peppino Di Costanzo, Luca D’Ambra e Giancarlo Carriero. Spunta un terzo hub riservato agli operatori del turismo, il sogno è il vaccino monodose

Non è dato sapere se si sia trattato di un antipasto dell’incontro sull’isola che era stato programmato proprio tra martedì e ieri, o se la video conferenza (molto probabilmente) andata in scena ieri pomeriggio alle 14 è di fatto servita a fare il punto della situazione su una campagna vaccinale che sull’isola ancora deve partire ma che già sta suscitando diverse polemiche (di cui parliamo, repliche comprese, in altra parte del giornale). Sulla piattaforma si sono ritrovati al gran completo non soltanto i sei sindaci isolani ma anche Giuseppe Di Costanzo (Termalisti), Luca D’Ambra (Federalberghi Ischia) e Giancarlo Carriero oltre naturalmente al “regista”, il direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore. Ed è stato proprio il manager a rompere il ghiaccio e a prendere per primo la parola rivolgendosi ai suoi interlocutori: “Come avete appreso dalla presidenza regionale e da diversi comunicati stampa, c’è una forte volontà di vaccinare in toto le isole del Golgo di Napoli. Per quello che ci riguarda è chiaro che a Ischia dovrà essere approntata una macchina molto più complessa: abbiamo fatto i conti, restano da vaccinare 52.000 persone, ha un senso se riusciamo a farlo in venticinque giorni, massimo un mese, perché questo permetterebbe di aprire a inizio giugno con grande tranquillità e maggiore serenità”.

D’Amore ha poi chiesto ai rappresentanti del mondo turistico e alberghiero la disponibilità di una struttura abbastanza spaziosa dove far confluire tutti gli operatori del settore turistico: un terzo hub “dedicato”, per intenderci, con i due presso i palasport di Ischia e Forio che continuerebbero ad essere destinati alla cittadinanza ed alle altre categorie. L’obiettivo è anche quello di avere una velocità maggiore, perché a conti fatti bisognerebbe vaccinare qualcosa come circa 2.500 persone al giorno e questo renderebbe necessarie 18-20 sedi vaccinali. Sull’isola dovranno sbarcare 40 persone e D’Amore ha chiesto anche ospitalità alberghiera per un mese perché se l’ASL dovesse ricorrere ad una gara d’appalto inevitabilmente si allungherebbero i tempi. A questo punto è intervenuto il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, che ha sottolineato come lo stesso avesse ricevuto dalla proprietà del Parco Termale Negombo la disponibilità di un gazebo di 600 metri quadrati facilmente raggiungibile, in una struttura dotata di ampio parcheggio e con entrata e uscita disimpegnate. A questo punto il “Barone” ha lanciato il primo affondo, sottolineando come un vaccino monodose sarebbe più opportuno dal momento che senza richiami si accorcerebbero notevolmente i tempi per immunizzare la popolazione isolana. Chiaro il riferimento all’attesissimo Johnson & Johnson che potrebbe essere iniziato a somministrare tra il 16 e il 19 aprile. A quel punto si è accodato anche Enzo Ferrandino, paventando il rischio di una seconda dose a luglio.

Il dibattito, come era inevitabile che fosse, ha girato anche attorno alle categorie, tra chi ha chiesto di allargare la platea degli operatori turistici e chi invece come Del Deo poneva l’attenzione sugli equipaggi di navi e traghetti. Secondo quanto si è appreso, Antonio D’Amore non ha mancato di porre l’attenzione anche sulle polemiche scaturite sulla corsia preferenziale per la vaccinazione alle popolazioni delle isole, ma su questo punto ha voluto ricordare la carenza di strutture sanitarie che insiste sulle realtà insulari e che renderebbe davvero drammatica l’assistenza soprattutto in caso insorgessero le cosiddette varianti. Poi ha spiegato una volta di più ai suoi interlocutori che la priorità rimane quella di chiudere le somministrazioni agli over 80 e su questo ha sostenuto che in realtà molti dei cosiddetti deambulanti potrebbero recarsi a fare il vaccino. Tutto questo prima di annunciare la richiesta di un “soccorso” ai medici di medicina generale: “Da loro non è arrivata la minima collaborazione in un anno – ha detto il direttore generale – ora gli si può chiedere uno sforzo per le vaccinazioni domiciliari: in fondo parliamo di una decina per medico, non parliamo di numeri esorbitanti”. Una volta ultimata la categoria, la strategia sarebbe quella di proseguire con i diversamente abili poi con convocazioni a ritroso in base alle fasce d’età: dai 69 ai 60 anni prima, poi dai 59 ai 50 e via discorrendo a ritroso.

Sempre D’Amore ha voluto anche dire la sua a proposito di alcune scelte rimarcando come piuttosto che vaccinare i vigili urbani (rientrati nella categoria delle forze dell’ordine) si sarebbero potute utilizzare quelle dosi per le cassiere dei supermercati, che quotidianamente vengono a contatto con centinaia di persone. Il manager, quando il discorso, come era inevitabile che fosse, è scivolato anche sulle riserve relative ad Astrazeneca, è stato perentorio: “Se non facciamo Astrazeneca, rimpiangeremo di non aver fatto il vaccino”. Poi l’ultima parte della video conferenza è stata dedicata anche alla questione logistica: si praticheranno 20.000 vaccini, tanto per dire, solo nel momento in cui si avrà la certezza di avere “a terra” il quantitativo disponibile per inoculare la seconda dose. La prospettiva è in ogni caso quella di iniziare le vaccinazioni il 15 aprile e proprio nel finale si sarebbe aperto uno spiraglio con il possibile utilizzo di Pfizer e Johnson (se nel frattempo quest’ultimo sarà già disponibile sul mercato). Ma se governo e/o dal commissario Figliuolo, e lo attendono tutti, arrivasse un’indicazione nazionale sulla gestione della campagna sulle piccole isole, allora la manna dal cielo costituirebbe anche l’occasione per accelerare e partire – dosi permettendo – anche prima di quanto previsto. La sfida è lanciata, per l’immunità di gregge va immunizzato il 70 per cento della popolazione. In bocca al lupo, Ischia.

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