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Finì sui pacchetti di sigarette a sua insaputa, Maurizio Plescia presenta il conto


ISCHIA. Siamo arrivati alla resa dei conti. La vicenda di Maurizio Plescia, il cittadino casamicciolese che a sua insaputa si è ritrovato sui pacchetti di sigarette una sua foto che lo ritraeva mentre era ricoverato in un ospedale colombiano (la storia era stata raccontata in esclusiva dal nostro giornale ed era stata ripresa dai media regionali e nazionali), giunge a un bivio significativo. Il legale di fiducia del protagonista di questo intrigo, Edda Cerqueti, ha infatti scritto a Giovanni Buttarelli, garante della Privacy europeo, e per conoscenza ad Antonello Soro, il garante per la Protezione dei Dati Personali. L’oggetto è perentorio: “Reclamo ai sensi dell’art. 32 del regolamento CE n. 45/2001”. Nella nota l’avvocato esordisce scrivendo: “Formulo la presente in nome e per conto del sig. Plescia Maurizio, elettivamente domiciliato presso lo scrivente studio legale, il quale mi ha conferito formale mandato in relazione alla violazione di quanto stabilito dal regolamento CE n. 45/2001 concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle Istituzioni e degli organismi comunitari nonché la libera circolazione di tali dati. Ai fini del citato regolamento, l’art. 2 definisce i casi e la nozione di dati personali della singola persona fisica identificata o identificabile e nella fattispecie il mio assistito lamenta la violazione di quanto in esso stabilito non avendo mai prestato consenso alla diffusione del materiale di cui trattasi”.

L’IMMAGINE SULLE SIGARETTE E LA MANCATA VERIFICA

Nel mirino del legale, dunque, ancora una volta – e non potrebbe essere altrimenti – la foto incriminata ed oggetto del contendere. A riguardo l’avvocato Cerqueti aggiunge che “come è noto, con la direttiva 2014/40 UE del Parlamento Europeo sul riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e prodotti correlati, recepita dallo Stato italiani con il D.lgs 6/2016, è stato imposto ai produttori di riportare sui pacchetti e sull’imballaggio esterno dei prodotti da tabacco da fumo le avvertenze sanitarie combinate di tipo testuale elencate nell’allegato 1, ed una delle rappresentazioni fotografiche di cui all’allegato 2, riportate in un apposito catalogo elaborato a Cura della Commissione Europea. Tali immagini pertanto, ormai diffuse su tutto il territorio non solo Europeo, ma anche in numerosi altri Stati oltreoceano, dovrebbero essere frutto di una selezione e verifica accurata da parte degli organismi comunitari a ciò preposti, ottenute e pubblicate con il consenso scritto da parte della persona ritratta o gli aventi diritto”.

LA FOTO SCATTATA NEL 2014 NELLA CLINICA FARALLONES A CALI’

E qui Edda Cerqueti entra nella ricostruzione del caso di specie, quello che per l’appunto investe Maurizio Plescia: “Il mio assistito, ritratto nella foto che si allega… la cui pubblicazione è imposta dalla Commissione Europea sui pacchetti di sigarette venduti in Europa, afferma di non avere mai prestato alcun consenso alla sua pubblicazione né tantomeno diffusione. Tale fotografia sarebbe stata scattata nel mese di novembre 2014 mentre lo stesso si trovava ricoverato d’urgenza per una grave insufficienza respiratoria che lo aveva improvvisamente colpito presso la Clinica Farallones di Calì, in Colombia, dove si era recato per contrarre matrimonio con una cittadina colombiana. Il sig. Plescia veniva ivi sottoposto a terapia intensiva mediante l’inserimento delle cannule per l’ossigeno, ritratte nella fotografia e contabilizzate nella fattura rilasciata dalla clinica stessa. Mai lo stesso ha autorizzato lo scatto né la diffusione di tale immagine che è apparsa associata alla scritta ‘il fumo causa ictus e disabilità’ creandogli gravi pregiudizi per la sua attività professionale e per le relazioni interpersonali”.

UNA PERIZIA ANTROPOMETRICA CONFERMA L’IDENTITA’ DEL PLESCIA

Il legale del nostro concittadino è ormai un fiume in piena e continua a la sua analitica esposizione dei fatti scrivendo: “Pur apparendo di tutta evidenza che la persona ritratta nella fotografia in questione sia proprio il sig. Maurizio Plescia, a tal fine si allega una fotografia dello stesso scattata alcuni giorni dopo le dimissioni dalla clinica Farallones, si fa inoltre presente che è stata disposta una perizia antropometrica sulla base dell’immagine pubblicata, redatta da un consulente tecnico di chiara fama, il quale ha accertato l’esatta corrispondenza dei tratti somatici e la medesima identità della persona ritratta nella fotografia con il sig. Plescia.

IL LEGALE: IL MIO ASSISTITO SIA RISARCITO DEI DANNI MATERIALI E MORALI

Poi si arriva al dunque. L’avvocato Edda Cerqueti dapprima ricorda che come stabilito dall’art. 10 n. 1 del regolamento 45/2001 è vietato trattare dati personali che rivelino l’origine razziale ed etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche come pure dati relativi alla salute e alla vita sessuali e poi formula la richiesta: “Il sig. Plescia Maurizio pertanto, attesa l’illiceità del trattamento dei propri dati sensibili riguardanti il suo stato di salute come raffigurato nella fotografia indicata, ai sensi dell’art. 15 del regolamento citato chiede che il garante europeo della Privacy adito, voglia disporre il blocco della diffusione dei dati sensibili che lo ritraggono… chiede ai sensi dell’art. 32 del citato regolamento inoltre, di essere risarcito di tutti i danni materiali e morali cagionati dall’illecito trattamento come verranno in seguito quantificati. Chiede inoltre che qualora vi fossero documenti idonei alla dimostrazione della liceità della pubblicazione e diffusione dell’immagine indicata nella fotografia di cui all’allegato 2, di poterne prendere visione e conoscenza”. Insomma, siamo arrivati ad una fase decisiva: intanto, come vedete da una delle foto in pagina sui nuovi pacchetti di sigarette l’immagine attribuita a Maurizio Plescia non c’è più ed è stata sostituita. Una chiara ammissione di colpevolezza secondo il diretto interessato, a meno che non si sia trattata di un cronologico e già previsto rimpiazzo.

Gaetano Ferrandino

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